Biodiversità, il lago d’Orta un esempio per altre zone d’Italia
Come sta avvenendo il ripopolamento acquatico del lago d’Orta. Il piano Cusio 2030 e le attività per contenere le specie invasive
3' di lettura
3' di lettura
E’ iniziato il cammino verso la nuova vita del lago d’Orta, all’insegna della conservazione, sostegno e valorizzazione della biodiversità acquatica. A distanza di un anno dall’avvio degli interventi previsti dal progetto “Cusio 2030” ci sono già i primi risultati, «con lo sviluppo di iniziative volte al ripristino e alla valorizzare della biodiversità acquatica autoctona».
L’iniziativa, che ha come ente capofila la Provincia di Novara, è stata avviata insieme ai partner Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, l’associazione “Amici del Fermi” di Arona e l’Istituto di Ricerca sulle Acque Irsa (Cnr) di Verbania.
Il piano Cusio 2030
«Cusio 2030 prosegue la linea già tracciata dal progetto IttiOrta, realizzato tra il 2014 e il 2018, finanziato dal Demanio Idrico Lacuale del Lago d’Orta per il miglioramento dello stato ecologico del lago mediante interventi sulla fauna ittica- dice Giovanni De Bernardi, presidente di Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone-. Questo è un importante patto territoriale che vede coinvolta anche la Regione Piemonte e di cui Ecomuseo è il soggetto animatore che ha portato anche altri importanti risultati, come il progetto di tutela dei canneti del lago, il riposizionamento della boa limnologica col sostegno della Fondazione Giacomini, il biomonitoraggio tramite cozze d’acqua dolce per il progetto Ris-Orta». +All’orizzonte c’è la conservazione dell’ambiente e il ripristino della biodiversità «ante inquinamento nell’ecosistema».
Il ripopolamento acquatico
Tra le diverse attività c’è quella che riguarda il posizionamento (calandole con un elicottero) delle legnaie nel lago, nelle località di Bagnera di Orta, Punta Casa Rio, Spiaggia Miami e presso il Lido di Gozzano, a circa dieci metri di profondità. Si tratta di enormi cataste di legna e rami che hanno lo scopo di creare una zona di rifugio dove i pesci possono nascondersi dai predatori e deporre le uova.
Queste strutture di legno saranno periodicamente rinforzate al fine di far fronte al naturale deterioramento e creare così luoghi di nidificazione ittica e rifugio da monitorare per almeno un decennio. Sono state svolte operazioni di ripopolamento, con l’immissione nelle acque del Lago di avannotti di luccio italico nati e svezzati nell’incubatoio del Cnr, oltre che uova fecondate di agone.

