Green e acqua

Biodiversità, il lago d’Orta un esempio per altre zone d’Italia

Come sta avvenendo il ripopolamento acquatico del lago d’Orta. Il piano Cusio 2030 e le attività per contenere le specie invasive

di Davide Madeddu

L’isola di San Giulio al centro del Lago d’Orta

3' di lettura

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E’ iniziato il cammino verso la nuova vita del lago d’Orta, all’insegna della conservazione, sostegno e valorizzazione della biodiversità acquatica. A distanza di un anno dall’avvio degli interventi previsti dal progetto “Cusio 2030” ci sono già i primi risultati, «con lo sviluppo di iniziative volte al ripristino e alla valorizzare della biodiversità acquatica autoctona».

L’iniziativa, che ha come ente capofila la Provincia di Novara, è stata avviata insieme ai partner Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, l’associazione “Amici del Fermi” di Arona e l’Istituto di Ricerca sulle Acque Irsa (Cnr) di Verbania.

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Il piano Cusio 2030

«Cusio 2030 prosegue la linea già tracciata dal progetto IttiOrta, realizzato tra il 2014 e il 2018, finanziato dal Demanio Idrico Lacuale del Lago d’Orta per il miglioramento dello stato ecologico del lago mediante interventi sulla fauna ittica- dice Giovanni De Bernardi, presidente di Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone-. Questo è un importante patto territoriale che vede coinvolta anche la Regione Piemonte e di cui Ecomuseo è il soggetto animatore che ha portato anche altri importanti risultati, come il progetto di tutela dei canneti del lago, il riposizionamento della boa limnologica col sostegno della Fondazione Giacomini, il biomonitoraggio tramite cozze d’acqua dolce per il progetto Ris-Orta». +All’orizzonte c’è la conservazione dell’ambiente e il ripristino della biodiversità «ante inquinamento nell’ecosistema».

Il ripopolamento acquatico

Tra le diverse attività c’è quella che riguarda il posizionamento (calandole con un elicottero) delle legnaie nel lago, nelle località di Bagnera di Orta, Punta Casa Rio, Spiaggia Miami e presso il Lido di Gozzano, a circa dieci metri di profondità. Si tratta di enormi cataste di legna e rami che hanno lo scopo di creare una zona di rifugio dove i pesci possono nascondersi dai predatori e deporre le uova.

Queste strutture di legno saranno periodicamente rinforzate al fine di far fronte al naturale deterioramento e creare così luoghi di nidificazione ittica e rifugio da monitorare per almeno un decennio. Sono state svolte operazioni di ripopolamento, con l’immissione nelle acque del Lago di avannotti di luccio italico nati e svezzati nell’incubatoio del Cnr, oltre che uova fecondate di agone.

Negli affluenti del Lago sono state posizionate anche uova fecondate e larve di trota marmorata.

Il monitoraggio degli interventi

Il monitoraggio di questi interventi continuerà nel corso del 2025 e nella primavera del 2026. «Le attività svolte hanno permesso di ampliare il quadro di conoscenze sull’ecosistema del Lago d’Orta, oltre a mettere a punto interventi basati su un approccio scientifico, finalizzati all’incremento della biodiversità acquatica di questi ambienti - spiega Pietro Volta di Irsa (Cnr)- . Le specie di pesci immesse sono state prima analizzate geneticamente così da escludere la presenza di ibridi o forme non originarie. Le attività di rimozione di specie aliene sono state basate su protocolli standardizzati a livello europeo, così da garantire non solo il successo delle operazioni ma anche la possibilità di portare i risultati di questi interventi anche sui tavoli internazionali, valorizzando quanto fatto su scala locale».

Un’altra attività in sviluppo è il contenimento delle specie aliene invasive attraverso studi e rimozione degli esemplari. A questo si aggiungono, nel corso del triennio 2024-2026, attività di educazione ambientale con le scuole del territorio.

«Abbiamo strutturato un piano educativo quadriennale con l’azione educativa “AmbientiAmo la scuola” per portare Cusio 2030 nelle scuole - dice Marco De Nigris, referente dell’azione Ambientiamo La Scuola (Amici del Fermi)-. Abbiamo coinvolto giovani professionisti del territorio e le scuole superiori e primarie presenti tra il Lago Maggiore e Il Lago d’Orta». Un’ulteriore attività di monitoraggio è stata eseguita sul gambero di fiume della Louisiana, una specie aliena e invasiva che si è particolarmente sviluppata nel Lago d’Orta per l’assenza di animali originari in grado di cacciarla e contrastarla.

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