Farmaci

Biosimilari: rischi su gare e accesso alle cure, rilanciare il modello italiano

Francesca Romana Ramundo (IBG Egualia): bene il terzo Position Paper di Aifa, nella revisione del Testo unico farmaceutico superare le criticità

Farmaci biosimilari: preservare il modello italiano tra concorrenza, sostenibilità e accesso alle cure

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Sono trascorsi dieci anni dall’approvazione della legge 232/2016 che ha introdotto un modello che nel tempo si è affermato come riferimento a livello europeo, contribuendo a coniugare l’accesso ai farmaci biosimilari, la libertà prescrittiva del medico e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Oggi questo modello è messo sotto pressione: negli ultimi anni, i modelli di gestione delle gare si sono sempre più orientati a ottenere il massimo risparmio nel breve periodo con una contrazione dei prezzi e una concentrazione dei volumi sul primo aggiudicatario. Dinamiche che sollevano alcune criticità, in particolare sulla sostenibilità del mercato, sulla continuità delle forniture e sulla capacità complessiva della catena di approvvigionamento di resistere agli imprevisti. Di questi temi si è parlato a Roma in un confronto promosso dall’Italian Biosimilars Group (IBG) di Egualia.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Trattare più pazienti e diminuire i costi delle terapie

“I biosimilari hanno dimostrato di poter ampliare l’accesso alle cure e generare risparmi significativi per il Servizio sanitario nazionale - spiega Giorgio Lorenzo Colombo, professore di Economia all’Università di Pavia e presidente e direttore scientifico del Centro di ricerca S.A.V.E. Studi Analisi e Valutazioni Economiche - . Le prime evidenze del nostro studio indicano che non basta guardare a quanti biosimilari vengono utilizzati: il vero risultato si misura nella capacità di trattare più pazienti e di ridurre il costo delle terapie. La sfida è preservare nel tempo le condizioni che hanno consentito di raggiungere questi risultati”.

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In Italia nel 2025 le 21 molecole biosimilari in commercio, con la stessa qualità, efficacia e sicurezza dei farmaci di riferimento non più coperti da brevetto, hanno registrato una crescita dei consumi del 7% a fronte di una contrazione del 6,1% delle vendite di tutti gli altri farmaci biologici, scavalcano i corrispondenti originatori e assicurandosi quasi il 55% del mercato di riferimento (51,2% nel 2024).

Russo (Aifa): biosimilari strumento strategico

Merito anche dell’Agenzia italiana del farmaco che nel recente III Position Paper sui farmaci biosimilari ha richiamato alcuni dei principi cardine della legge 232/2016, riaffermando il valore di un modello fondato sulla valutazione clinica del medico, sulla corretta informazione del paziente e sulla presenza di una pluralità di operatori in grado di garantire continuità delle forniture e sostenibilità del sistema. “I biosimilari sono uno strumento strategico per garantire l’accesso alle cure e la sostenibilità del Ssn - sottolinea il Direttore Tecnico Scientifico dell’Aifa, Pierluigi Russo -. Il terzo position paper Aifa mira a rafforzare ulteriormente il loro l’impiego, introducendo la raccomandazione al cosiddetto ’switch informato’ e ribadendo la centralità dell’accordo quadro come modello per l’affidamento e la fornitura di questi farmaci in grado di stimolare la competizione di mercato e garantire un’ampia disponibilità di opzioni terapeutiche per i pazienti”.

Il 75% dei farmaci in scadenza non ha un biosimilare in sviluppo

Secondo recenti analisi di settore, oltre il 75% dei farmaci biologici in scadenza di brevetto entro il 2032 potrebbe non avere biosimilari in sviluppo, con un potenziale impatto sui risparmi attesi per i sistemi sanitari europei. Uno scenario che rende ancora più centrale la capacità di preservare condizioni favorevoli allo sviluppo e alla permanenza degli operatori nel mercato.

“Il richiamo alla Legge 232/2016 contenuto nel nuovo Position Paper Aifa rappresenta per noi un segnale molto importante - ha dichiarato Francesca Romana Ramundo, coordinatrice dell’Italian Biosimilars Group di Egualia - soprattutto alla luce delle applicazioni non sempre omogenee che abbiamo osservato in questi anni a livello regionale. L’auspicio è che, si possa avviare un dialogo tra Parlamento, industria, Aifa e Conferenza delle Regioni al fine di individuare una piattaforma comune e condivisa per fa fronte alle criticità attuali, anche per mezzo dell’attuale revisione del Testo Unico della farmaceutica affinché la norma trovi un’applicazione coordinata e uniforme su tutto il territorio nazionale, contribuendo a superare le criticità segnalate dalle associazioni dei pazienti e dalle società scientifiche.

Anmar: assistenza a macchia di leopardo

Un appello, quello sulla capacità della filiera di rispondere efficacemente alle esigenze di continuità delle forniture per il sistema sanitario per evirare potenziali ricadute negative sui pazienti, rilanciato dall’Associazione nazionale malati reumatici.

“I pazienti chiedono soprattutto uniformità di accesso alle cure e continuità terapeutica. Le scelte organizzative e di acquisto - ha sottolineato Silvia Tonolo, presidente di ANMAR - non dovrebbero tradursi in cambiamenti di trattamento non motivati da esigenze cliniche, con possibili ripercussioni sul percorso di cura. È quindi fondamentale preservare un sistema che garantisca disponibilità delle terapie, continuità assistenziale e tutela dei pazienti in maniera omogenea su tutto il territorio italiano, superando la situazione a macchia di leopardo tipica delle Regioni italiane”.

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