Boccia: «In gioco il futuro dell’Italia, priorità a lavoro e crescita»
di Nicoletta Picchio e Giorgio Santilli
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Non smontare le riforme che stanno funzionando, come dimostrano i dati del Pil, dell’export e degli investimenti privati. Anzi, bisogna cogliere l’occasione del passaggio a Montecitorio della legge di bilancio per rafforzare le misure a favore della competitività del paese. Senza cadere in tentazioni da campagna elettorale orientate all’aumento del deficit. Vincenzo Boccia (nella foto) manda un messaggio alla politica, subito dopo il via libera della manovra al Senato: «La crisi non è ancora superata, l’Italia ha grandi potenzialità, ma deve essere messa nelle condizioni di competere per crescere, con l’obiettivo di creare benessere e occupazione». E, il lavoro, soprattutto il lavoro dei giovani, deve essere al centro delle politiche del Paese.
Presidente Boccia, la legge di bilancio ha superato il primo esame del Senato. Le sembra sia rimasto l’impianto iniziale che doveva puntare, oltre che alla sterilizzazione dell’Iva, prioritariamente al rafforzamento della crescita?
Complessivamente abbiamo un giudizio positivo. L’impianto iniziale, da noi sostanzialmente condiviso, è stato salvaguardato, così come gli equilibri di bilancio. Le modifiche approvate al Senato non l’hanno né indebolito né stravolto pur tenendo conto della crescente pressione elettorale.
Alla Camera si annunciano già numerosi correttivi. Potrebbe essere l’occasione per rafforzare le misure per la crescita?
Nella versione del Senato mancano, in effetti, alcune misure particolarmente significative per la competitività del Paese. Il passaggio a Montecitorio potrebbe inserirle, nel rispetto dei vincoli di bilancio. Dobbiamo sempre tenere presente che siamo in ripresa ma la crisi non è ancora superata e l’Italia è a uno snodo decisivo per il futuro. Non dobbiamo dimenticare che l’economia ha invertito la tendenza ma abbiamo ancora un sistema economico debole e il 60% delle aziende deve ancora superare la fase di transizione.







