Bologna, scontri al corteo per Fakir: bomba carta, idranti e lacrimogeni
Dopo il presidio in piazza Nettuno, una parte dei manifestanti ha raggiunto Prefettura e Questura. Tensioni con le forze dell’ordine
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Negli scontri di lunedì 20 luglio a Bologna per le proteste dopo la morte di Abderrahim Fakir, tra gli operatori delle forze dell’ordine sono risultati feriti in 64, con prognosi dai 3 ai 35 giorni. Risultano danneggiati sei mezzi della Polizia di Stato. Gli ulteriori danni sono stati realizzati nelle vie centrali della città, adiacenti a Piazza Maggiore dove è partita la manifestazione. È il primo bilancio della Questura di Bologna.L la manifestazione organizzata per chiedere verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto domenica 19 luglio durante un intervento della polizia nel quartiere Pilastro.
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La mobilitazione era iniziata alle 19 in piazza Nettuno con un presidio promosso dal sindaco Matteo Lepore e concepito dal Comune come un momento di raccoglimento e partecipazione, senza palco e senza interventi politici. Al termine dell’iniziativa una parte dei presenti, tra cui esponenti dei collettivi e cittadini della comunità marocchina, si è mossa in corteo verso piazza Roosevelt, dove si trovano la Prefettura e la Questura.
Davanti agli edifici istituzionali i manifestanti si sono trovati di fronte a un cordone di agenti in tenuta antisommossa. Dalla piazza sono stati scanditi cori contro le forze dell’ordine e contro il nuovo meccanismo del cosiddetto “scudo penale”. Le prime file hanno avanzato verso lo schieramento della polizia e si sono verificati contatti e cariche di contenimento.
Secondo quanto riferito dall’Ansa, dalla zona occupata dai manifestanti è stata lanciata una bomba carta. Alcuni partecipanti hanno inoltre staccato le protezioni poste sui finestrini dei blindati e le hanno scagliate contro i mezzi delle forze dell’ordine. Sono stati segnalati anche lanci di bottiglie e calci contro gli agenti. La polizia ha risposto con manganelli, idranti e lacrimogeni per disperdere la parte del corteo coinvolta negli scontri. Successivamente alcuni manifestanti si sono radunati vicino alle mura del Comune, accovacciandosi con una fotografia di Fakir in un gesto di protesta non violenta.
La manifestazione era stata convocata dopo la morte di Fakir, avvenuta mentre l’uomo veniva immobilizzato a terra e ammanettato da due agenti intervenuti in via Svevo. Nei filmati acquisiti dagli investigatori il 42enne appare bloccato in posizione prona mentre chiede aiuto, prima di smettere di muoversi. Le cause del decesso non sono ancora state determinate e dovranno essere chiarite dagli accertamenti medico-legali. La Procura ha acquisito sia il video girato da un residente sia le immagini registrate dalle bodycam degli agenti.







