Industria

Bonus per furgoni e moto, sbloccato il decreto

Il Dpcm scende a 1,3 miliardi. Urso: accordo con il Mef per recuperare a luglio i 250 milioni tagliati. Noleggio auto a lungo termine incentivato con 50 milioni per chi ha Isee basso

di Carmine Fotina

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Aiuti alla filiera produttiva, incentivi all’acquisto di furgoni, moto e scooter e al noleggio a lungo termine di auto a favore di chi ha redditi bassi. Sono gli interventi che compongono il Dpcm (decreto del presidente del consiglio), del valore totale di poco più di 1,3 miliardi di euro, sbloccato dal governo dopo un’attesa durata quasi un anno.

Come preannunciato dal ministro per le Imprese e del made in Italy Adolfo Urso nel corso del Festival dell’Economia di Trento, il ministero dell’Economia ha espresso il concerto sul provvedimento che, dopo la firma finale della presidente del Consiglio, dovrebbe essere trasmesso all’inizio della prossima settimana alla Corte dei conti.

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Per l’intervento si attinge al Fondo automotive che con la manovra di due anni fa era stato tagliato di oltre 4,5 miliardi di euro per poi essere reintegrato soltanto con 200 milioni. Il Dpcm utilizza le risorse residue e copre un arco di tempo fino al 2030. Le prime bozze indicavano la cifra complessiva di 1,6 miliardi ma a sorpresa il ministero dell’Economia ha utilizzato 251 milioni per le coperture del decreto carburanti approvato venerdì in Consiglio dei ministri. La dotazione è dunque scesa a 1,35 miliardi. «Tuttavia - dice Urso - in consiglio dei ministri abbiamo raggiunto l’intesa di ripristinare, già nel prossimo mese di luglio, le risorse pari a 251 milioni destinate al Dl carburanti». Un’ipotesi allo studio è recuperare le risorse con la prossima rimodulazione del Pnrr.

Circa il 70% dei fondi inseriti nel Dpcm sarà a destinato alla filiera. ll testo giunto alla firma dell’Economia per il concerto prevede circa 650 milioni per gli Accordi per l’innovazione, rivolti a progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, e 300 milioni per i mini contratti di sviluppo, che dovrebbero avere caratteristiche più adatte alle piccole e medie imprese della componentistica.

Ai bonus per i clienti finali va il restante 30%: 180 milioni per i veicoli commerciali (categorie N1 e N2) destinati alle Pmi del trasporto merci; 90 milioni per moto, scooter, quadricicli con alimentazione elettrica ed ibrida; circa 20 milioni per il retrofit Gpl/metano delle auto; 68 milioni per le infrastrutture di ricarica domestica. Circa 50 milioni sono invece destinati a un programma sperimentale di noleggio a lungo termine sociale, per persone fisiche con Isee inferiore a 30mila euro e con l’obbligo di rottamare un veicolo fino a Euro 4.

Ad emergere, secondo Urso, «è la linea che abbiamo indicato fin dall’inizio, spostando progressivamente l’asse dai sussidi al mercato al sostegno agli investimenti delle imprese, con strumenti mirati a sviluppo, ricerca, riconversione produttiva».

Il ritardo con cui il provvedimento sta giungendo al traguardo, come detto quasi un anno rispetto alle aspettative del mercato, si può interpretare in vari modi. Le frizioni con la gestione Tavares del gruppo Stellantis non avevano certamente contribuito a una rapida definizione delle risorse. L’avvento di una governance italiana, con l’a.d Antonio Filosa, e il recente annuncio delle e-car a Pomigliano sono stati considerati dal governo, invece, segnali positivi. Dal canto suo, il ministero dell’Economia probabilmente nei mesi scorsi ha valutato la possibilità di utilizzare parte delle risorse per emergenze contabili, come ha dimostrato lo stralcio dei 251 milioni nel Dl carburanti.

Aiuti alla filiera produttiva, incentivi all’acquisto di furgoni, moto e scooter e al noleggio a lungo termine di auto a favore di chi ha redditi bassi. Sono gli interventi che compongono il Dpcm (decreto del presidente del consiglio), del valore totale di poco più di 1,3 miliardi di euro, sbloccato dal governo dopo un’attesa durata quasi un anno.

Come preannunciato dal ministro per le Imprese e del made in Italy Adolfo Urso nel corso del Festival dell’Economia di Trento, il ministero dell’Economia ha espresso il concerto sul provvedimento che, dopo la firma finale della presidente del Consiglio, dovrebbe essere trasmesso all’inizio della prossima settimana alla Corte dei conti.

Per l’intervento si attinge al Fondo automotive che con la manovra di due anni fa era stato tagliato di oltre 4,5 miliardi di euro per poi essere reintegrato soltanto con 200 milioni. Il Dpcm utilizza le risorse residue e copre un arco di tempo fino al 2030. Le prime bozze indicavano la cifra complessiva di 1,6 miliardi ma a sorpresa il ministero dell’Economia ha utilizzato 251 milioni per le coperture del decreto carburanti approvato venerdì in Consiglio dei ministri. La dotazione è dunque scesa a 1,35 miliardi. «Tuttavia - dice Urso - in consiglio dei ministri abbiamo raggiunto l’intesa di ripristinare, già nel prossimo mese di luglio, le risorse pari a 251 milioni destinate al Dl carburanti». Un’ipotesi allo studio è recuperare le risorse con la prossima rimodulazione del Pnrr.

Circa il 70% dei fondi inseriti nel Dpcm sarà a destinato alla filiera. ll testo giunto alla firma dell’Economia per il concerto prevede circa 650 milioni per gli Accordi per l’innovazione, rivolti a progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, e 300 milioni per i mini contratti di sviluppo, che dovrebbero avere caratteristiche più adatte alle piccole e medie imprese della componentistica.

Ai bonus per i clienti finali va il restante 30%: 180 milioni per i veicoli commerciali (categorie N1 e N2) destinati alle Pmi del trasporto merci; 90 milioni per moto, scooter, quadricicli con alimentazione elettrica ed ibrida; circa 20 milioni per il retrofit Gpl/metano delle auto; 68 milioni per le infrastrutture di ricarica domestica. Circa 50 milioni sono invece destinati a un programma sperimentale di noleggio a lungo termine sociale, per persone fisiche con Isee inferiore a 30mila euro e con l’obbligo di rottamare un veicolo fino a Euro 4.

Ad emergere, secondo Urso, «è la linea che abbiamo indicato fin dall’inizio, spostando progressivamente l’asse dai sussidi al mercato al sostegno agli investimenti delle imprese, con strumenti mirati a sviluppo, ricerca, riconversione produttiva».

Il ritardo con cui il provvedimento sta giungendo al traguardo, come detto quasi un anno rispetto alle aspettative del mercato, si può interpretare in vari modi. Le frizioni con la gestione Tavares del gruppo Stellantis non avevano certamente contribuito a una rapida definizione delle risorse. L’avvento di una governance italiana, con l’a.d Antonio Filosa, e il recente annuncio delle e-car a Pomigliano sono stati considerati dal governo, invece, segnali positivi. Dal canto suo, il ministero dell’Economia probabilmente nei mesi scorsi ha valutato la possibilità di utilizzare parte delle risorse per emergenze contabili, come ha dimostrato lo stralcio dei 251 milioni nel Dl carburanti.

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