Hotellerie

Borgo Pignano raddoppia, dopo Volterra apre a Firenze

Il tycoon Michael Moritz accelera sul lusso sostenibile che ridefinisce l’ospitalità italiana Investimenti per 40 milioni di euro per inaugurare per l’estate l’albergo alle porte del capoluogo toscano

di Paola Dezza

Tenuta di Borgo Pignano a Volterra (Pisa)

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Dalle colline che circondano Firenze ai giardini rinascimentali alle porte della città prende forma un progetto che racconta più di una semplice espansione alberghiera. Con l’apertura prevista a luglio 2026 di Borgo Pignano Florence, il gruppo Borgo Pignano inaugura una nuova fase della propria evoluzione, portando questa volta in città una visione di ospitalità nata più di dieci anni fa da un progetto di rigenerazione nato sulle colline di Volterra.

La prima realtà, la proprietà di Volterra acquisita nei primi anni Duemila, ha rappresentato una sfida di riqualificazione partita da un borgo agricolo degradato e poi divenuto una tenuta sostenibile. «Quando abbiamo scoperto la tenuta era trascurata, ambientalmente danneggiata e architettonicamente frammentata, eppure possedeva una profonda forza storica ed emotiva», racconta Michael Moritz, imprenditore e filantropo, fondatore del gruppo alberghiero, prima ancora giornalista (corrispondente del Time) e poi investitore dal 1986 con Sequoia capital, fondo con il quale ha scommesso su società Internet come Google, YouTube, PayPal e molte altre.

Loading...

Il recupero della tenuta di Volterra ha richiesto oltre un decennio di lavori e ha portato nel 2014 all’apertura della struttura ricettiva. «L’ospitalità è emersa gradualmente - racconta -, come un’estensione naturale della cura del luogo».

L’investimento complessivo per la nuova struttura in apertura a Firenze è pari a 40 milioni di euro al netto della cifra di acquisizione. Un investimento importante considerando che si tratta di una struttura di sole 32 camere e suite. L’evoluzione del progetto iniziale ha avuto diversi step, dal legame strutturale tra agricoltura e accoglienza alla Stella Verde Michelin arrivata nel 2023, riconoscimento che premia l’impegno ambientale nella ristorazione fino all’ingresso nel circuito Relais & Châteaux e la creazione del brand Borgo Pignano Hotels. L’apertura fiorentina rappresenta il primo passo di questa nuova fase. La struttura sorgerà in una dimora del XV secolo immersa in un parco di circa 5 ettari, una rarità nel contesto urbano. «La proprietà di Firenze offriva qualcosa di estremamente raro: valenza storica, integrità architettonica e ampi spazi verdi in un contesto urbano», spiega Moritz. Il progetto manterrà un numero limitato di camere e un posizionamento alto di gamma, puntando su un’esperienza che unisce città e natura. «Il rapporto tra Volterra e Firenze è complementare, non competitivo: una realtà invita all’immersione nella campagna, l’altra al dialogo con la città», dice.

La scelta di investire in Italia si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione del settore. Ma anche nell’interesse per il Sud Europa e in particolare per il nostro Paese da parte dei protagonisti del real estate, che guardano con attenzione al mondo degli hotel. Negli ultimi anni, il segmento dell’ospitalità di lusso ha registrato una crescita significativa, sostenuta da una domanda sempre più orientata verso esperienze autentiche. «Puntiamo a offrire esperienze curate per gli ospiti, dare loro qualcosa che non possono trovare altrove», osserva. Non si tratta quindi solo di lusso, ma di unicità e identità.

La tenuta di Volterra - borgo al centro oggi anche di una campagna di marketing che mira a ripopolare il territorio e fare tornare il Comune sopra i 10mila residenti - si estende su circa 300 ettari di campagna biologica certificata, dove agricoltura e accoglienza convivono in un unico ecosistema. A livello immobiliare la tenuta è costituita da 14 camere e suite nella villa principale, quattro nella Canonica, maisonette diffuse e ville private indipendenti, oltre a tre piscine e un centro wellness ricavato nelle antiche cisterne. Dal 2014 la proprietà è certificata biologica e ha costruito una filiera interna che comprende cereali antichi, miele, olio e produzioni agricole locali.

«Crediamo che l’Italia sarà sempre una destinazione preferita per molte persone», afferma. L’Italia, grazie alla combinazione di stabilità relativa, patrimonio culturale e paesaggistico e valore ancora competitivo rispetto ad altri mercati maturi, è percepita come una destinazione privilegiata. Ma l’approccio resta quello di uno sviluppo graduale e coerente. «L’investimento, soprattutto quando riguarda la terra e il patrimonio, comporta un obbligo che va oltre il ritorno finanziario. Si tratta di tutela più che di proprietà», sottolinea. Un approccio che richiede tempi lunghi e una forte integrazione con il territorio.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter RealEstate+

La newsletter premium dedicata al mondo del mercato immobiliare con inchieste esclusive, notizie, analisi ed approfondimenti

Abbonati