Mercati

Le Borse ignorano il caos a Hormuz: Wall Street fa nuovi record, Piazza Affari spinta da Unicredit

Anche Wall Street è in rialzo grazie alle trimestrali sopra le attese. Il petrolio è in calo

di Eleonora Micheli e Ivan Torneo

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le numerosi trimestrali superiori alle attese, sia negli States che nel Vecchio Continente, e le speranze che sia presto aperto lo Stretto di Hormuz hanno sostenuto i mercati finanziari. Così Oltreoceano il Nasdaq Composite ha aggiornato un nuovo record intraday e in Europa i principali indici hanno chiuso in vivace rialzo, con Milano che ha vantato la performance migliore spinta soprattutto da Unicredit: il Ftse Mib è salito del 2,27%. Al 67esimo giorno di guerra in Iran, gli investitori sono convinti che sia presto trovata una soluzione per riaprire i passaggi nello Stretto di Hormuz, complice l'operazione 'Project Freedom' lanciata ieri dal presidente Usa, Donald Trump, per garantire la libertà di navigazione nello Stretto. Tuttavia la situazione è fluida e le tensioni si sono riaccese, soprattutto perché sia Teheran che Washington affermano di avere il controllo dell'importante crocevia di scambi. Ad esempio il colosso danese del trasporto merci Maersk ha annunciato che una delle sue navi ha attraversato ieri con successo il canale, sotto la scorta statunitense. Tuttavia il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, su X ha scritto che «Project Freedom è un progetto morto». Il greggio, comunque, sta frenando: il wti in retromarcia del 4% in area 102 dollari al barile.

Wall Street in rialzo, fari su Iran e conti societari

Wall Street chiude verso livelli record dopo che l’allentamento dei prezzi del petrolio ha permesso al mercato azionario di riportare l’attenzione sugli ingenti profitti che le aziende continuano a generare. Il Dow Jones guadagna lo 0,73%, l’S&P 500 lo 0,82% e il Nasdaq l’1,03%.

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Le azioni hanno ricevuto una spinta dopo che i prezzi del petrolio hanno ceduto parte dei forti rialzi registrati lunedì. Il prezzo del barile di greggio Brent, lo standard internazionale, è sceso del 3,7% a 110,19 dollari dopo aver superato brevemente i 115 dollari lunedì, sebbene sia ancora ben al di sopra del prezzo di circa 70 dollari registrato prima della guerra con l’Iran. Il titolo DuPont ha registrato un rialzo del 7,6% dopo che il colosso chimico ha guidato un’altra serie di aziende che hanno riportato profitti superiori alle attese per l’ultimo trimestre. DuPont ha dichiarato che la sua divisione dedicata alle tecnologie idriche ha risentito in parte della guerra a causa delle interruzioni logistiche in Medio Oriente. Ciononostante, ha comunque rivisto al rialzo le previsioni sui risultati finanziari per l’intero anno.

La Borsa, gli indici del 5 maggio 2026

A Piazza Affari trimestrali in focus

Il Ftse Mib di Piazza Affari è aggiornato nuovi massimi dall'autunno 2000, portandosi a 48.577 punti. L'indice è stato spinto in alto dai titoli delle banche e da alcune blue chips come ad esempio Prysmian, volata del 10,5% sulle parole del ceo, Massimo Battaini, su possibili nuove operazioni di M&A negli Stati Uniti. A dare la scossa al comparto bancario è stata Unicredit, che ha guadagnato oltre il 5% nel giorno della pubblicazione della trimestrale superiore alle attese. La banca di Piazza Gae Aulenti ha chiuso ii primi tre mesi del 2026 con un utile netto di 3,2 miliardi, in crescita del 16,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 e superiore del 20% circa rispetto ai 2,675 miliardi previsti dal consensus. Si tratta, ha rivendicato UniCredit in una nota, del «21esimo trimestre consecutivo di crescita redditizia» e del «miglior trimestre di sempre», con «record su tutte le linee principali». La banca ha anche rivisto al rialzo le stime per il 2026, prevedendo un utile uguale o superiore a 11 miliardi. Andrea Orcel, ad di Unicredit, ha inoltre commentato la posizione dell'istituto in Commerzbank, nel giorno in cui parte l'ops sull'istituto, la cui quota intanto è salita al 35,55% del capitale. Ha ribadito che, comunque andrà l'offerta, per gli azionisti di UniCredit si tratterà di un successo: «Se resteremo al di sotto della soglia di controllo, auspicabilmente sopra il 30% ma sotto il controllo, i ritorni finanziari sarebbero eccezionali, ben al di sopra del 20%», mentre se l'istituto italiano otterrà il controllo, «che al momento non è lo scenario atteso, quello che faremmo è molto chiaro e credo sarebbe molto positivo».

Tra le banche hanno guadagnato terreno Banca Monte Paschi Siena (+3,6%), Mediobanca (+3%) e Bper Banca (+2,6%). Le azioni di Banco Bpm hanno invece registrato un progresso di poco superiore all'1% nel giorno in cui la banca ha fatto sapere di aver chiuso il primo trimestre con un utile netto di 480 milioni, in calo del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. I vertici dell'istituto hanno però evidenziato che i numeri, in miglioramento rispetto al trimestre precedente, sono superiori alle attese e che il risultato netto è «in linea con gli obiettivi di piano». Tra le azioni delle aziende a maggiore capitalizzazione, sono salite del 4% le Diasorin dopo la nomina di Gabriele Allegri a presidente della divisione Immunodiagnostica. Per contro Ferrari ha perso il 3,95%, nel giorno della trimestrale, nonostante il fatturato sia lievemente salito e l'ad, Benedetto Vigna, abbia confermato la guidance per fine anno.

Petrolio e gas in calo, euro poco mosso

Il petrolio ha imbiccato la sttrada del ribasso sulla speranza che sia trovata una soluzione per riaprire lo Stretto. La situazione, tuttavia, rimane poco chiara e così il calo del valore del greggio rimane tutto sommato contenuto. Il Brent, contratto di luglio, si attesta a 110,6 dollari al barile (-3,3%), e il Wti a 101,9 dollari (-4,2%). Per le materie prime, va giù anche il gas, segnando un -2,5% nella piattaforma Ttf di Amsterdam e attestandosi a 46,9 euro al megawattora. E' in ripresa l'oro spot in ripresa a 4.577 dollari l'oncia (+1,2%). Sul valutario, euro poco mosso a 1,1705 dollari (da 1,1701 di ieri). La moneta unica vale anche 184,5 yen (da 183,8), mentre il dollaro/yen viaggia a 157,6 (da 157,1). Infine lo spread tra BTp e Bund è in calo a 79 punti (dagli 84 del closing della vigilia) mentre il rendimento dei Btp a dieci anni è in calo al 3,86%.

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