Le Borse premiano la Fed: Milano chiude a +0,8%, a Wall Street Nasdaq +1,69%
La mossa di Warsh rafforza la credibilità della banca centrale Usa nella lotta contro l'inflazione. Domani la parola passerà alla BoJ. Il Wti è in area 100 $, l'euro risale ma resta sotto 1,15 dollari
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il calo dei prezzi del petrolio e dei rendimenti dei Treasury risolleva il sentiment degli investitori, dopo la stretta monetaria annunciata alla vigilia dalla Fed che rassicura gli investitori sull’impegno della banca centrale americana a contenere l’inflazione. Milano chiude in rialzo dello 0,8% mentre guadagnano terreno anche le altre principali piazze del Vecchio Continente. Il presidente Kevin Warsh ha optato per un rialzo dei tassi d’interesse, per la prima volta dall'estate 2023, ignorando le direttive del presidente americano Donald Trump, che chiedeva al contrario un taglio del costo del denaro. La decisione contribuisce ad alleggerire le pressioni sui premi a termine, con il rendimento dei Treasury statunitensi a 10 anni tornato sotto il 5% (in area 4,94%). «Se una banca centrale manca di credibilità e gli investitori dubitano della sua capacità o volontà di contrastare l’inflazione – evidenziano gli analisti di Vontobel - essi richiederanno un premio maggiore per impegnare il capitale nel lungo periodo». Per gli analisti di Robeco, «la reazione dei mercati è stata nel complesso coerente con il mantenimento della credibilità da parte della Fed». Il numero uno della banca di Washington ha ribadito che l'inflazione «è troppo alta e lo è da troppo tempo», un segnale che non è stato gradito dalla Casa Bianca, ma che al contrario il mercato ha apprezzato. Sul fronte energetico, le quotazioni sul greggio – pur rimanendo elevate - sono scese per il secondo giorno consecutivo, in attesa del parziale ripristino dell’oleodotto saudita Est-Ovest, che l’Arabia Saudita prevede di realizzare nel giro di qualche giorno.
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Intanto la Bank of England ha deciso di mantenere invariato il costo del denaro, nonostante l’accelerazione dell’inflazione ad agosto. Venerdì la parola passerà alla Banca centrale giapponese, che, come da attese, dovrebbe annunciare un aumento dei tassi, anche a difesa dello yen. Lunedì poi sarà la volta della Bank of People, ossia dell'istituto centrale cinese.
Wall Street chiude in rialzo: Nasdaq +1,69%
Chiusura in rialzo per la Borsa di Wall Street. L’indice Nasdaq ha guadagnato l’1,69%, a 26.418 punti, il DJ lo 0,62%, a 51.779 punti, e l’S&P l’1,13%, a 7.637 punti. I listini hanno ripreso vigore dopo il calo di ieri generato dal rialzo dei tassi deciso dalla Fed.
Il rendimento del Treasury a 10 anni è sceso sotto il 5 per cento. Sull'azionario, il titolo di Generac Hold - produttore di generatori - si impenna, dopo l'accordo con Amazon per la fornitura di generatori di emergenza per i suoi data center. Il titolo diNike guadagna terreno, dopo la nomina di Alexandre Arnault, vice Ceo di Moet Hennessy (Lvmh), nel suo consiglio di amministrazione. In rialzo anche Arm Holding, in scia alle dichiarazioni dell'amministratore delegato, Rene Haas, sempre più fiducioso che l'azienda possa soddisfare la domanda per il suo nuovo chip per data center. Soffre Fluence Energy, dopo la revisione al ribasso delle previsioni per l'intero anno.
Sul fronte macro, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno richiesto i sussidi di disoccupazione è diminuito di 10.000 unità, nella settimana terminata il 12 settembre, a 196.000 (seasonally adjusted), secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro. Le attese erano per un dato a 207.000. Il dato della settimana precedente è stato confermato a 206.000. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono i sussidi di disoccupazione – relativo alla settimana terminata il 5 settembre, l'ultima per la quale è disponibile il dato – è diminuito di 39.000 unità a 1.730.000 unità.



