L’allarme Mar Rosso spinge il petrolio a 100 $ e affonda le Borse. Wall Street, Nasdaq chiude a -2,15%
Gli attacchi dei ribelli Houthi estendono la crisi dallo Stretto di Hormuz a quello di Bab al-Mandab, cruciale per il trasporto del greggio saudita. A Piazza Affari St -17,7% dopo i conti, mentre a Wall Street crolla Tesla
3' di lettura
3' di lettura
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Archiviano una seduta di vendite le Borse europee, con il Ftse Mib in ribasso del 2,8%, mentre lo spettro di uno shock energetico che torna protagonista sulla scena globale. Alle preoccupazioni su un’imminente escalation delle ostilità tra Washington e Teheran si sommano infatti gli attacchi da parte dei ribelli Houthi dello Yemen nel Mar Rosso, che minacciano le vitali forniture di petrolio dell'Arabia Saudita: a far paura ora è la chiusura simultanea dello stretto di Bab al-Mandab (oltre che dello Stretto di Hormuz), una delle ultime rotte rimaste per il trasporto del greggio del Golfo verso i mercati globali. In questo quadro, i contratti sul Brent per settembre hanno sfondato la soglia dei 100 dollari al barile, su livelli che non si vedevano da fine maggio.
Chiedilo al Sole
Lagarde, gli sviluppi nel Mar Rosso sono allarmanti
Sulla situazione nel Mar Rosso si è espressa anche la presidente della Bce, Christine Lagarde, che ha definito i recenti sviluppi «allarmanti» aggiungendo che avranno «chiaramente un impatto», mentre nessuna sorpresa è arrivata dal meeting di politica monetaria odierno, che ha confermato le attese del mercato, lasciando inalterati i tassi di riferimento. Lagarde ha infatti precisato che quanto avvenuto nel Mar Rosso «non è stato di per sé preso in considerazione nella decisione adottata questa mattina», poiché è accaduto poco prima della conclusione della riunione. A questo punto, gli osservatori del mercato sono unanimemente concordi nel prevedere che l’istituto di Francoforte riprenda il suo ciclo di inasprimento monetario nella riunione di settembre, prima di passare a una pausa più prolungata.
Wall Street chiude in forte calo, pesano ribassi Alphabet e Tesla
Wall Street si è mossa in ribasso, con gli occhi puntati sull'Iran e sulle trimestrali. Queste le chiusure: Dow Jones -0,97%; Nasdaq -2,15%; S&P 500: -1,82%.
In primo piano ci sono le big tech Usa. A mercati chiusi, Alphabet Classe A ha pubblicato risultati del secondo trimestre superiori alle attese ma ha sostenuto spese per 44,9 miliardi di dollari, il doppio rispetto a un anno fa e oltre le previsioni degli analisti. Ha diffuso i conti anche Tesla , che ha riportato un utile per azione adjusted inferiore alle attese.
A Milano doppio tonfo di St e Moncler
A Piazza Affari St crolla del 17,7% dopo la pubblicazione dei conti: il gruppo ha chiuso il trimestre con un utile netto di 222 milioni di dollari, in forte miglioramento rispetto alla perdita di 97 milioni registrata nello stesso periodo dello scorso anno, ma le indicazioni del management non convincono il mercato: «l' utile operativo del periodo e soprattutto le guidance sui ricavi del terzo trimestre sono leggermente al di sotto del consensus, mentre quelle per il quarto trimestre leggermente sopra le attese», scrivono gli analisti di Citi. Chiude forte calo anche Moncler (-7,8%), dopo una semestrale in linea con le attese, anche se gli investitori sono preoccupati dal rallentamento delle vendite nel secondo trimestre e dalle indicazioni prudenti del management per la seconda parte dell'anno.



