Borse Ue scommettono su pax Usa-Iran, per Milano (+1,4%) nuovo record storico
Il Ftse Mib supera i massimi di marzo 2000 mentre Wall Street e Londra sono chiuse per festività. Giù il greggio con il Wti che scende in area 90 dollari al barile e il Brent scambia sui 97 dollari
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(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Le speranze di pace tra Usa e Iran danno la carica alle Borse europee che chiudono in solido rialzo la prima seduta della settimana, con il Ftse Mib (+1,43%) che raggiunge un nuovo massimo storico a 50.220 punti. Il listino milanese ha battuto il suo precedente record di 50.109 punti che durava dal lontano 6 marzo 2000, nel pieno della bolla delle cosiddette “dot-com”. Sul fronte geopolitico, il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha fatto sapere di avere «sul tavolo quello che ritengo essere un accordo abbastanza solido», mentre una delegazione iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araqchi si trova a Doha per colloqui con il primo ministro del Qatar su un possibile accordo tra Usa e Iran che ponga definitivamente fine al conflitto.
Così, in una seduta priva del faro di Wall Street e di Londra (chiuse per festività), anche gli altri listini europei si avvicinano ai propri massimi storici: il Cac di Parigi chiude a +1,76% e il Dax di Francoforte a +2%. Fanno bene anche l’Aex di Amsterdam (+0,83%) e l’Ibex di Madrid (+2,2%).
A Milano volano Avio e Nexi, giù gli oil
Sul listino principale di Piazza Affari corre ancora Avio (+7,2%) con la quotazione di Space X ormai alle porte e una rinnovata attenzione a tutto il comparto dello spazio. Gli acquisti premiano anche Nexi (+6,5%) dopo che Cdp ha fatto sapere di volersi rafforzare nel capitale fino alla soglia del 30%. La Cassa, però, non intende lanciare un’offerta pubblica di acquisto sulle azioni. Seduta positiva per Diasorin (+3,78%) e Amplifon (+3,9%), che beneficia dei giudizi positivi di Kepler. Chiude a +2,8% Ferrari nel giorno in cui verrà alzato il velo su "Ferrari Luce", la prima auto elettrica della casa di Maranello. In calo i titoli oil con Eni (-1,1%) che scivola in fondo al listino e Saipem (-0,28%). Giù anche la Difesa con Leonardo (-0,57%).
Le speranze di pace raffreddano prezzi greggio
Sul fronte dei cambi, l'euro si rafforza a 1,164 dollari (1,160 alla chiusura di venerdì). Vale inoltre 185,04 yen, mentre il dollaro-yen si attesta a 158,89. La schiarita geopolitica raffredda, infine, i prezzi delle materie prime: il gas perde quota a 45,4 euro al MWh (-6,7%), il petrolio Wti perde il 5,9% portandosi a 90,9 dollari al barile e il Brent del mare del nord scende a 97,8 dollari (-5,6 per cento).
Spread scende a 71, giù rendimento 10 anni a 3,66%
Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato infatti a 71 punti base, in diminuzione rispetto ai 73 della chiusura di venerdì. In flessione ancora piu' significativa il rendimento del BTp decennale benchmark che ha terminato la seduta al 3,66% dal 3,76% del riferimento precedente.


