Borse europee in rialzo, Milano sfiora quota 53.000. Wall Street chiude in calo
Indici Ue dimezzano i guadagni sul finale con Wall Street debole: l'inflazione Pce supera le stime. Il Brent continua la discesa ma riduce le perdite. Conto alla rovescia per la trimestrale del colosso dei chip Usa Nvidia
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Si chiude in rialzo ma sotto i massimi la seduta sulle Borse europee, che dimezzano i guadagni iniziali, complici la debolezza di Wall Street e la riduzione del calo del prezzo del petrolio. Il Ftse Mib di Milano termina a +0,31% e, dopo aver riagguantato i 53.000 punti nel corso della giornata, chiude a 52.882 punti.
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La settimana dei mercati finanziari è entrata nel vivo con la delusione per i dati sull'inflazione americana Pce che hanno mostrato come i prezzi siano ancora in salita e lontani dagli obiettivi della Fed.
Resta ora alta l'attesa per l'altro market mover chiave della giornata, i numeri del trimestre del colosso del tech Nivida, che arriveranno in serata. Poi, giovedì, prenderà il via il simposio dei banchieri centrali di Jackson Hole, con l'intervento del presidente della Fed, Kevin Warsh, in calendario venerdì.
Inflazione Usa ancora lontana dagli obiettivi Fed
A dare il senso alla seduta è stato il dato Pce (personal consumption expenditures price index) che è aumentato a luglio dello 0,2% (attese a +0,1%), rispetto a un anno prima è cresciuto del 3,7%, anche in questo caso sopra le attese (+3,6%), ma in linea con il mese precedente. La componente 'core' del dato, depurata dagli elementi volatili, è cresciuta dello 0,2% mensile, come da attese, e del 3,3% annuale, in linea con le attese e con il mese precedente. In linea con le previsioni il Pil americano del secondo trimestre, salito dell'1,5%.
Anche se i prezzi del petrolio in calo stanno allentando le attese sull'inflazione, il dato mostra che gli effetti della guerra in Iran sono ancora ben visibili sui prezzi, con un tasso lontano dal 2,9% del febbraio scorso. «L'inflazione rimane ben al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla Fed e un dato superiore alle attese potrebbe esercitare nuovamente pressione sui responsabili delle politiche monetarie affinché mantengano i tassi di interesse elevati più a lungo.


