Mercati

Borse Ue e Wall Street in rosso su timori inflazione, Milano -2%

Delusione del mercato per il vertice Trump-Xi. Preoccupa anche l'aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitense. Piazza Affari perde i 50mila punti. Petrolio ancora in rialzo sopra i 100 dollari

di Enrico Miele e Stefania Blasioli

I Mercati a metà seduta

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Scivolone all’indietro per il FTSE MIB di Milano (il peggiore in Europa, dove tutti gli indici chiudono in rosso) con i listini spaventati da un ritorno dell’inflazione dovuto alla crisi di Hormuz. Piazza Affari porta così in pareggio il suo bilancio settimanale e abbandonando subito la soglia dei 50mila punti raggiunta alla vigilia (prima volta dai tempi della bolla dot-com a marzo 2000).

A rendere più tesi gli investitori, oltre ai dubbi sulla crescita globale, è anche la crisi politica in Uk, e i timori del mercato per una possibile virata a sinistra del Labour, come testimonia il rialzo dei rendimenti sui Titoli di Stato del Regno Unito (i celebri “Gilt”).

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Trend che si riflette a cascata sulle obbligazioni del resto del Vecchio Continente, con il moltiplicarsi delle ipotesi che Fed e Bce possano rialzare i tassi per stoppare la nuova fiammata dei prezzi. Basti per tutti l’esempio dell’Italia dove il rendimento dei Btp a 10 anni ha ormai superato il 3,9% e dei Treasury statunitensi al top ormai da un anno.

Senza contare il nulla di fatto emerso dopo l’atteso vertice Trump-Xi in Cina che ha registrato tensioni su Taiwan più che soluzioni per la guerra in Iran.

Settimana in altalena per i listini Ue, a Milano (-0,4%) bottino magro

A un passo dal record storico, Piazza Affari arretra di colpo nell’ultima seduta e porta in negativo il suo bilancio settimanale (-0,4% al meglio delle cinque sedute) così come gli altri listini europei.

Tra la 'bolla' tech legata all’AI, incertezze geopolitiche, lo stallo dei colloqui tra Usa e Iran e la crisi dello stretto di Hormuz che prosegue, ormai i mercati iniziano a scontare uno scenario di rialzo dei tassi da parte di Fed e Bce per frenare sul nascere la spirale inflattiva legata soprattutto ai prezzi energetici. Il risultato è anche un generale rialzo dei rendimenti dei Titolo di Stato in tutta l’Eurozona.

La peggiore della settimana è così la Borsa di Parigi (-2%), seguita da quella di Francoforte (-1,6%) e Madrid (-1,5%). -0,4% per Londra alle prese però con la crisi di governo dalle conseguenze ancora difficili da prevedere.

Stringendo lo sguardo sui singoli titoli del Ftse Mib, registrano forti rialzi settimanali DiaSorin (+11,5%), Saipem (+8,2%) ed St (+7,8%). All’opposto perdono quota Nexi (-11,2%), Moncler (-8,8%) e Leonardo (-7,8%).

Wall Street giù dopo i record, le vendite sul tech zavorrano il Nasdaq

Dopo i record degli ultimi giorni, si muovono in deciso calo gli indici a Wall Street. A pesare, le perdite dei titoli tecnologici e l'aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitense, dopo la conclusione del vertice tra il presidente Donald Trump e l'omologo cinese, Xi Jinping, che ha lasciato gli operatori preoccupati per la mancanza di importanti progressi politici e commerciali. In particolare, sul Nasdaq-100 pesano le perdite di Intel, Advanced Micro Devices e Micron Technology. In calo anche Nvidia Corp e Cerebras Systems, dopo il +60% della vigilia al debutto. «Il settore ha subito un andamento estremamente insostenibile nelle ultime settimane e rimane vulnerabile alle prese di profitto, a prescindere dalle notizie», ha scritto Adam Crisafulli di Vital Knowledge. In controtendenza Microsoft Corp, dopo che Bill Ackman ha dichiarato su X che Pershing Square ha aperto una posizione nel titolo. I rendimenti dei titoli del Tesoro sono aumentati, esercitando pressione sui titoli azionari, con il tasso trentennale che ha superato il 5,1%, ai massimi da quasi un anno. Una serie di report pubblicati questa settimana ha mostrato che l'inflazione sta riprendendo slancio, a causa degli elevati prezzi del petrolio, dovuti al conflitto in Medio Oriente.

Il mercato azionario statunitense è sceso dai suoi record e si è unito a un calo mondiale delle azioni dopo che l’aumento dei prezzi del petrolio ha fatto rabbrividire il mercato obbligazionario.
L’indice S&P 500 è sceso dell’1,07% rispetto al massimo storico. Il Dow Jones Industrial Average è sceso dell’1,25% e il Nasdaq Composite è sceso dell’1,54% rispetto al suo stesso record. I titoli tecnologici hanno g

A Milano male St e Prysmian, a Unipol non bastano i conti

Sull'azionario milanese, scivola Stmicroelectronics dopo il rally della vigilia. Il titolo, sale comunque del 135% da inizio anno: il sentiment degli analisti mostra segnali di cauto ottimismo, spinto dalla fine della correzione degli inventari nel settore dei chip e dalla scommessa sull'intelligenza artificiale. In scia al sell-off sui titoli tech negli Usa, realizzi anche su Prysmian . Vendite sui bancari con Bper Banca e Intesa Sanpaolo a guidare i ribassi. A Unipol non bastano i conti positivi del primo trimestre, con l'utile netto a 433 milioni (+6%) e una raccolta a 4,8 miliardi (+7%). In testa al listino Saipem e Diasorin, reggono anche i petroliferi con Tenaris ed Eni . Cala Stellantis : sebbene l'accordo con Dongfeng per produrre in Cina nuovi modelli Peugeot e Jeep sia considerato positivo dagli analisti, il mercato guarda già oltre, alle prospettive future, che mostrano segnali di miglioramento ma con risultati non ancora consolidati, e al piano industriale che sarà presentato il 21 maggio. Fuori dal paniere principale, crolla Salvatore Ferragamo all’indomani della diffusione dei numeri sulle vendite del primo trimestre 2026, nonostante siano risultate abbastanza in linea con le attese.

Continua rally greggio, sopra i 100 dollari

Sul fronte energetico, i prezzi del greggio restano ancorati sopra i 100 dollari al barile, con il Brent vicino ai 108 dollari e il Wti sui 104 dollari, complice il fatto che, secondo gli osservatori, i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz rimangono molto bassi e i segnali di progresso su un accordo tra Stati Uniti e Iran sono limitati. In rialzo anche il gas naturale scambiato ad Amsterdam, che punta ai 49 euro al megawattora. In calo l'oro, con il contratto spot sui 4.570 dollari l’oncia.

Bitcoin in calo con avversione al rischio e rafforzamento del dollaro

Il Bitcoin scende, spinto da un'ampia avversione al rischio e da un dollaro più forte. Da un lato la mancanza di progressi concreti al termine della visita del presidente Trump in Cina e lo stallo in corso tra Stati Uniti e Iran pesano sul sentimento di rischio, dall'altro, dollaro è sostenuto dalle scommesse che la Federal Reserve potrebbe alzare i tassi di interesse a seguito di una serie di dati sui prezzi statunitensi superiori alle attese all'inizio della settimana. Il Bitcoin scende di oltre il 2% sotto gli 80mila dollari. Sul valutario l'euro resta sotto 1,17 dollari e passa di mano a 1,164.

Spread in rialzo a 77 punti, rendimento decennale sale a 3,93%

Chiusura in deciso rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato infatti a 77 punti base, in aumento rispetto ai 73 della chiusura di giovedi. Nell'ultima settimana il BTp-Bund sale di 5 punti percentuali e arriva agli attuali 77 punti (da 72) con il rendimento del BTp decennale che nell’ultima seduta utile è arrivato al 3,93% (dal 3,73% di una settimana fa).

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