Borse, maggio di rialzi tra febbre AI e crollo petrolio. Milano +3,7% e Wall Street record
Nel mese che ha visto il nuovo massimo storico del Ftse Mib spiccano i balzi di Avio e St. Il Brent perde quasi il 20% e si riporta sui 90 dollari
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L'altalena delle trattative in Iran - con un'intesa che nelle ultime ore sembra più vicina -, l'incertezza sull'impatto del conflitto sull'economia e sulle decisioni delle banche centrali. E ancora, gli utili della stagione delle trimestrali e la rinnovata fiducia nell'AI e nei chip che è tornata a favorire la fiducia sull'azionario. Sono questi gli ingredienti che sui mercati globali hanno caratterizzato maggio, un mese chiuso in rialzo da tutti i principali indici continentali. In particolare, a mettere a segno i maggiori rialzi in Europa è stata Milano (+3,7%), grazie alla volata di Avio (+36,6%) e St (+28,2%). Seguono sul podio Francoforte (+3,4%) e Madrid (+3,3%). Ha terminato con un bottino del 2,1% anche Amsterdam, mentre sono rimaste più indietro Londra (+0,3%) e Parigi (+0,8%).
Passando all'azionario, il ritorno della febbre dell'AI ha favorito la corsa dei titoli tech (+11,5% il sottoindice europeo di settore). A Milano ne hanno beneficiato i chip di St (+28,2%), che ha approfittato anche dell'onda lunga della trimestrale di fine aprile, ma anche Prysmian (+15,7%), in virtù del suo legame con il comparto delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale, data center in primis. Il momento positivo della difesa e l'attesa per l'Ipo stellare di Space X hanno invece mandato in orbita Avio (+36,6%), il titolo migliore del Ftse Mib nel mese con un +19,3% messo a segno solo nell'ultima settimana. I conti hanno poi sostenuto Diasorin (+14,7%), nonostante la battuta d'arresto seguita alla presentazione del Piano al 2030. La trimestrale e la guidance 2026 hanno sostenuto anche Amplifon (+14,7%).
Passando al lato opposto del listino, Nexi (-13,3%) con il mercato che guarda ai movimenti nell'azionariato. Sono stati invece i conti a pesare su Campari (-11,1%) nel mese, mentre Inwit ha perso il 7,5% e Bper il 7,3%. Infine Saipem (-10,6%) ha accusato il balzo all'indietro del petrolio. A maggio infatti il Wti ha perso il 15,9%, mentre il Brent ha ceduto il 19,4%, flessione mensile più marcata da marzo 2020.
Milano sopra 50mila (+0,4%) aspetta novità da Trump
Le Borse europee, chiudono la settimana con rialzi moderati, pur continuando a monitorare le novità sull'accordo per estendere il cessate il fuoco, al momento al vaglio del presidente Usa Donald Trump. In questo contesto, Milano (+0,4%) riconquista la soglia dei 50mila punti, grazie agli acquisti sul settore dei consumi e delle costruzioni favoriti dai venti di pace. Nel frattempo è in buon progresso anche Wall Street, con l'S&P 500 che si prepara a terminare vicino ai massimi storici e con la serie di rialzi settimanali (ben nove) più lunga dal 2023.
Tornando alla possibile intesa in Iran, Trump si dovrebbe riunire a breve con il suo staff nella Situation Room per «prendere una decisione finale», secondo quanto ha scritto lo stesso presidente su Truth. Pur non essendo entrato nel merito dell'accordo, ha detto però che «lo straordinario e senza precedenti blocco navale» americano dello Stretto di Hormuz «ora verrà revocato». È poi tornato sulla questione dell'uranio arricchito, spiegando di avere chiesto all'Iran di «accettare» di non possedere un arma nucleare. Vero è che ormai gli investitori dal tycoon si apsettano di tutto. «L'accordo è in gran parte scontato dai mercati - ha affermato Tom Essaye di The Sevens Report, parlando a Bloomberg - La conferma non dovrebbe causare un forte rialzo». Tuttavia, «anche se l'accordo venisse respinto» non ci sarebbero reazioni isteriche sul mercato, ma dovrebbe registrarsi «un modesto calo». Sul fronte macro, iP dati di maggio confermano l'aumento dell'inflazione in Francia, Italia e Spagna, alimentando le aspettative di un rialzo dei tassi Bce il mese prossimo.



