Mercati

Borse, maggio di rialzi tra febbre AI e crollo petrolio. Milano +3,7% e Wall Street record

Nel mese che ha visto il nuovo massimo storico del Ftse Mib spiccano i balzi di Avio e St. Il Brent perde quasi il 20% e si riporta sui 90 dollari

di Giorgia Colucci e Ivan Torneo

I mercati a metà seduta

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L'altalena delle trattative in Iran - con un'intesa che nelle ultime ore sembra più vicina -, l'incertezza sull'impatto del conflitto sull'economia e sulle decisioni delle banche centrali. E ancora, gli utili della stagione delle trimestrali e la rinnovata fiducia nell'AI e nei chip che è tornata a favorire la fiducia sull'azionario. Sono questi gli ingredienti che sui mercati globali hanno caratterizzato maggio, un mese chiuso in rialzo da tutti i principali indici continentali. In particolare, a mettere a segno i maggiori rialzi in Europa è stata Milano (+3,7%), grazie alla volata di Avio (+36,6%) e St (+28,2%). Seguono sul podio Francoforte (+3,4%) e Madrid (+3,3%). Ha terminato con un bottino del 2,1% anche Amsterdam, mentre sono rimaste più indietro Londra (+0,3%) e Parigi (+0,8%).

Passando all'azionario, il ritorno della febbre dell'AI ha favorito la corsa dei titoli tech (+11,5% il sottoindice europeo di settore). A Milano ne hanno beneficiato i chip di St (+28,2%), che ha approfittato anche dell'onda lunga della trimestrale di fine aprile, ma anche Prysmian (+15,7%), in virtù del suo legame con il comparto delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale, data center in primis. Il momento positivo della difesa e l'attesa per l'Ipo stellare di Space X hanno invece mandato in orbita Avio (+36,6%), il titolo migliore del Ftse Mib nel mese con un +19,3% messo a segno solo nell'ultima settimana. I conti hanno poi sostenuto Diasorin (+14,7%), nonostante la battuta d'arresto seguita alla presentazione del Piano al 2030. La trimestrale e la guidance 2026 hanno sostenuto anche Amplifon (+14,7%).

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Passando al lato opposto del listino, Nexi (-13,3%) con il mercato che guarda ai movimenti nell'azionariato. Sono stati invece i conti a pesare su Campari (-11,1%) nel mese, mentre Inwit ha perso il 7,5% e Bper il 7,3%. Infine Saipem (-10,6%) ha accusato il balzo all'indietro del petrolio. A maggio infatti il Wti ha perso il 15,9%, mentre il Brent ha ceduto il 19,4%, flessione mensile più marcata da marzo 2020.

Milano sopra 50mila (+0,4%) aspetta novità da Trump

Le Borse europee, chiudono la settimana con rialzi moderati, pur continuando a monitorare le novità sull'accordo per estendere il cessate il fuoco, al momento al vaglio del presidente Usa Donald Trump. In questo contesto, Milano (+0,4%) riconquista la soglia dei 50mila punti, grazie agli acquisti sul settore dei consumi e delle costruzioni favoriti dai venti di pace. Nel frattempo è in buon progresso anche Wall Street, con l'S&P 500 che si prepara a terminare vicino ai massimi storici e con la serie di rialzi settimanali (ben nove) più lunga dal 2023.

Borse ancora in rialzo, ecco i due motivi di oggi

Tornando alla possibile intesa in Iran, Trump si dovrebbe riunire a breve con il suo staff nella Situation Room per «prendere una decisione finale», secondo quanto ha scritto lo stesso presidente su Truth. Pur non essendo entrato nel merito dell'accordo, ha detto però che «lo straordinario e senza precedenti blocco navale» americano dello Stretto di Hormuz «ora verrà revocato». È poi tornato sulla questione dell'uranio arricchito, spiegando di avere chiesto all'Iran di «accettare» di non possedere un arma nucleare. Vero è che ormai gli investitori dal tycoon si apsettano di tutto. «L'accordo è in gran parte scontato dai mercati - ha affermato Tom Essaye di The Sevens Report, parlando a Bloomberg - La conferma non dovrebbe causare un forte rialzo». Tuttavia, «anche se l'accordo venisse respinto» non ci sarebbero reazioni isteriche sul mercato, ma dovrebbe registrarsi «un modesto calo». Sul fronte macro, iP dati di maggio confermano l'aumento dell'inflazione in Francia, Italia e Spagna, alimentando le aspettative di un rialzo dei tassi Bce il mese prossimo.

Wall Street macina record

Viaggia ancora in rialzo Wall Street, sostenuta dagli spiragli geopolitici e dai prezzi del petrolio ancora in calo. Il Dow Jones sale dello 0,72% a 51.032,65 punti, il Nasdaq avanza dello 0,20% a 26.972,62 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,22% a 7.580,12 punti.

Alla vigilia, i mercati Usa avevano già registrato una seduta record, beneficiando di una maggiore fiducia su una risoluzione in Medio Oriente: «Credo che gran parte della ripresa che abbiamo visto dai minimi di marzo sia dovuta alla consapevolezza che prima o poi ci sarà una soluzione», ha dichiarato alla Cnbc Kate Moore di Citi Wealth, secondo cui, comunque, «ciò che ha spinto il mercato al rialzo sia, francamente, la forza degli utili del settore tecnologico».

Oggi, si concludono le sessioni di trading di maggio e tutti e tre i principali indici sono in rialzo su base mensile: lo S&P 500 si prepara a guadagnare circa il 5%, il Dow Jones si avvia a chiudere il mese con un rialzo di oltre il 2%, mentre il Nasdaq potrebbe portare a casa un incremento mensile dell'8%. Sull'azionario in evidenza Dell Technologies, in volata dopo che il produttore di laptop ha rivisto al rialzo le previsioni per l'intero anno e ha annunciato risultati del primo trimestre superiori alle attese. Denaro, tra gli altri, anche su Microsoft Corp.

A Milano venerdì acquisti su banche e lusso

A Piazza Affari gli investitori prediligono i bancari e il lusso, nella speranza di una normalizzazione dei flussi commerciali. Bene, dunque, Cucinelli (+1,%) e Moncler (+0,8%), meno mossa Ferrari (+0,5%) che perde slancio sul finale dopo una seduta al vertice del listino. Bancari tonici, come dicevamo, in particolare con Mediolanum (+2%), Mps (+1,2%) e Unicredit (+1,8%), mentre i petroliferi viaggiano in ordine sparso con i cali del greggio. Denaro anche su Nexi (+2%), Buzzi (+1,3%) e Poste Italiane (+1,3%), quest'ultima promossa dagli analisti di Berenberg in vista dell'aggregazione con Tim (+1,2%). Rimbalza Finecobank (+1,7%) dopo le perdite accusate alla vigilia, mentre in seduta i realizzi si sono concentrati su alcuni dei protagonisti dei rally delle ultime sedute: Avio (-1,8%), St (-1,4%) e Prysmian (-1,5%), che sconta i timori sulle carenze di alluminio provocate dal blocco dello stretto di Hormuz, nonostante alcune rassicurazioni arrivate in tal senso dalla società. In coda Amplifon (-2,1%).

Continua la discesa del petrolio, Brent -19% a maggio

Sul mercato valutario, l’euro si attesta a 1,168 dollari (da 1,1653 in chiusura di ieri). La moneta unica vale anche 185,9 yen (da 185,5), mentre il rapporto dollaro/yen è a 159,1 (da 159,2). In calo, come detto, il prezzo del petrolio: il future per luglio del Wti scende in area 86 dollari al barile, mentre l’analogo contratto sul Brent scivola in zona 90 dollari, portando a oltre -19% la performance di maggio, la flessione mensile più marcata dal marzo 2020. I prezzi del greggio rimangono comunque al di sopra dei livelli prebellici, in quanto lo Stretto di Hormuz resta in gran parte ancora chiuso. Inoltre, gli analisti sottolineano che la potenziale proroga della tregua va considerata con cautela: ci vorrà del tempo prima che le forniture di petrolio tornino alla normalità. In ripresa invece l'oro spot, che torna a sfiorare i 4.600 dollari l'oncia.

BTp: spread chiude in calo a 71 punti

Chiusura in lieve calo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato infatti a 71 punti base, in diminuzione rispetto ai 72 della chiusura di ieri. In flessione anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha terminato la seduta al 3,64% dal 3,68% del riferimento precedente.

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