Borse, Wall Street chiude in calo. Piazza Affari (-0,8%) fallisce l’assalto a 50mila punti
Il Dow Jones in giornata ha superato anche 50mila punti. A Milano crolla Campari
di Ivan Torneo ed Eleonora Micheli
3' di lettura
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - I mercati europei hanno preso una pausa di riflessione dopo la corsa dei giorni scorsi, sebbene gli investitori continuino a essere ottimisti su un imminente accordo tra Usa e Iran per porre fine alle ostilità in Medio Oriente. A riprova ha continuato a scivolare il prezzo del greggio (-3,3% a 97,8 dollari al barile; Wti -3,5% a 91,7 dollari). D’altra parte la situazione rimane estremamente delicata, con gli esperti ormai abituati a fare i conti con improvvisi dietrofront nei negoziati. In più gli investitori stanno facendo anche un bagno di realtà e così stanno iniziando a contare i danni effettivi della guerra, che continueranno a impattare sull’economia anche nei prossimi mesi. Oltreoceano, ad esempio, è stata Whirpool a lanciare il grido d’allarme indicando che l'aumento vertiginoso dei prezzi del carburante e il crollo della fiducia dei consumatori stanno pesando sugli acquisti di beni durevoli. Le azioni stanno crollando del 16% circa. Wall Street, comunque, sale ancora anche se di poco, spinta soprattutto da una stagione delle trimestrali migliore delle attese. Il Dow Jones in giornata ha anche superato quota 50mila punti. Wall Street ha poi chiuso negativa. Il Dow Jones ha perso lo 0,63% a 49.596,97 punti, il Nasdaq lo 0,13% a 25.806,20 punti mentre lo S&P 500 lo 0,38% a 7.337,11 punti. Per contro le Borse europee hanno battuto la fiacca. A Milano il Ftse Mib ha lasciato sul parterre lo 0,82%, allontanandosi dalla soglia dei 50mila punti, che aveva provato a conquistare, avvicinandosi per altro al top di sempre di 50.109 punti toccato in chiusura il 6 marzo 2000. Lo spread è migliorato in area 73 punti e il rendimento dei Btp a dieci anni si è portato al 3,7%, dal 3,73% della vigilia.
Attesa per il cessate il fuoco
Le Borse europee hanno aperto in rialzo, superando i massimi della vigilia, ma nel corso della giornata hanno rallentato il passo. Parigi ed Amsterdam hanno lasciato sul parterre l'1,17%, Francoforte lo 0,99% e Londra l'1,6%. E' andata in controtendenza Madrid salendo dello 0,28%. Ad ogni modo i mercati sono convinti che i negoziati tra Usa e Iran daranno buoni frutti. Reuters ha riferito che Washington e Teheran si stanno avvicinando a un accordo, anche se limitato e temporaneo. Pare infatti che ci sia la bozza di un piano quadro che prevede la cessazione dei combattimenti, pur non risolvendo questioni più controverse come il nucleare. Il petrolio così si sgonfia. Altro film rispetto all'Europa sta vivendo Wall Street, con gli indici sui massimi e il Dow Jones che ha anche superato i 50.000 punti, per poi scendere. Merito delle trimestrali sopra le attese, nonostante alcuni scricchiolii come quello di Whirpool, in discesa libera, dopo che i vertici del gruppo hanno avvertito che gli acquisti di beni durevoli delle famiglie stanno rallentando il passo.
A Milano tonfo di Campari, giù anche i titoli oil e difesa
A Piazza Affari il caso di giornata è stato Campari (-14,4%), affondata dopo una trimestrale sotto le attese. A poco è valsa la conferma della guidance 2026. Sono stati pesanti anche i titoli oil, soprattutto Tenaris (-6,7%): i conti dell'azienda sono stati migliori delle stime, ma il mercato ha guardato - oltre ai cali del greggio - all’outlook cauto e al cambio al vertice, con Gabriel Podskubka nominato nuovo ceo. In rosso anche la difesa conFincantieri (-2,3%), Leonardo (-1,9%) eAvio (-1,3%) tutte giù. Sul fronte opposto, acquisti su Telecom Italia (+3,7%) e Poste Italiane (+2,4%), sostenute dai conti e dal percorso di integrazione, con l’Opas su Tim attesa entro il terzo trimestre 2026. Bene anche il lusso con Moncler (+1,2%) e Brunello Cucinelli (+0,8%). Sono state osservate speciali le azioni del risparmio gestito, conBanca Mediolanum (+0,4%), Azimut (-4,29%) e Finecobank (-1,78%) che hanno pubblicato le trimestrali. Delle tre, però, solamente le azioni di Mediolanum hanno chiuso in territorio positivo. Guardando al resto d'Europa, vale la pena evidenziare lo scivolone del 7,2% della tedesca Rheinmetall, che ha pagato dazio ai conti del primo trimestre sotto le attese, in un comparto in forte crescita negli ultimi mesi. In ogni caso l’utile netto del gruppo è salito del 32% a 111 milioni di euro. Tuttavia Mwb Research ha avvertito che Rheinmetall farà fatica a centrare la guidance 2026 se il secondo trimestre deluderà anche solo in misura "modesta".
Gas in calo, sale l'oro
Tra le materie prime, l’oro spot sale a +1,1% a 4.744 dollari l’oncia. Per contro il gas Ttf ad Amsterdam arretra dello 0,4% a 43,7 euro al megawattora. Sul valutario, l’euro è in lieve rialzo 1,177 dollari. L’euro/yen si attesta a 184,1 e il dollaro/yen a 156,4.

