Mercati

Borse: Milano -0,04%, giù Tim. Wall Street chiude in calo, recuperano i chip

Parte l’opas di Poste sulla compagnia di tlc. A Piazza Affari bene St in scia alla ripresa del settore Oltreoceano. Frena il rally il petrolio con Teheran che ha fatto sapere che il lavoro diplomatico non si è fermato nonostante gli attacchi incrociati con gli Usa

La Borsa, gli indici del 20 luglio 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee inaugurano la settimana all’insegna della volatilità, in una seduta scandita nuovamente dalle notizie in arrivo dal Medio Oriente. Nonostante gli attacchi incrociati e le tensioni nello Stretto di Hormuz, i mediatori di Teheran, secondo indiscrezioni, avrebbero proposto una sospensione delle ostilità della durata di 10 giorni per trovare il modo di rilanciare l'accordo provvisorio tra Iran e Stati Uniti. Contemporaneamente però, le forze armate controllate dagli Houthi hanno annunciato l’entrata in vigore immediata di un «blocco navale totale» contro l’Arabia Saudita.

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Così chiudono deboli il Ftse Mib di Milano (-0,04%), il Cac di Parigi (+0,0,2%) e il Dax di Francoforte (+0,1%). Su livelli simili l’Aex di Amsterdam (-0,1%) e l’Ibex di Madrid (+0,01%), mentre resta più indietro il Ftse 100 di Londra (-0,6%) nel giorno dell’insediamento di Andy Burnham come nuovo premier.

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Wall Street chiude in calo, rimbalzano titoli chip

Chiusura in calo per Wall Street. Il Dow Jones scivola dello 0,59% in chiusura, mentre il Nasdaq è per un soffio sotto la parità -0,05%. L’S&P 500 segna -0,16%.

Balzo del 4,67% per Alibaba, mentre movimento positivo per Exxon +0,7% e Alphabet +1,54%. In calo Apple -2,11%. Bending Spoons archivia gli scambi avanti del 3,12%.

Intanto, i prezzi del petrolio frenano dopo la nuova apertura iraniana per un accordo con gli Stati Uniti.

In ripresa, poi, i titoli del settore dei semiconduttori e dei chip, dopo i cali della scorsa settimana.

Sull'azionario, il titolo di Nvidia Corp sale e torna in cima alla classifica delle società a maggior capitalizzazione.

In settimana attesa per la Bce e per le trimestrali

Sul fronte macro l’evento più atteso in settimana è la riunione della Bce (giovedì 23), da cui non sono attesi cambiamenti ai tassi, ma sarà importante per le indicazioni che potranno emergere sulle prossime decisioni. Pertanto, il focus sarà principalmente sulla conferenza stampa di Christine Lagarde, anche se difficilmente la presidente fornirà indicazioni chiare. Intanto prosegue a pieno ritmo la stagione delle trimestrali con Tesla, Ibm, Alphabet (mercoledì 22), Intel (giovedì 23) tra i nomi più attesi. Stesso copione per l’Europa con la pubblicazione dei conti di alcune big del settore bancario (Banco Santander, Bnp Paribas e Unicredit).

A Milano scatta Moncler. Bene Amplifon, scivola Tim

Sull’azionario, a Piazza Affari gli acquisti premiano Moncler (+3,2%), in attesa dei conti di mercoledì 22 luglio, e Amplifon (+2,6%) che approfitta dell’uscita di Lxe Hearing dal mercato statunitense. Bene anche Fincantieri (+1,6%) dopo l’annuncio dell’acquisto da parte del Portogallo di tre fregate Evo del gruppo italiano e St (+2%), in scia al recupero dei titoli chip a Wall Street. Sul fronte opposto scivola Tim (-2,4%) nel primo giorno dell’opas lanciata da Poste Italiane (-0,9%) sul gruppo tlc. Sul fronte bancario, termina in rialzo Mps (+0,7%) dopo che il Cda dell’istituto senese ha bocciato l’offerta di Intesa Sanpaolo (+0,9%) e ha aperto invece a quella di Banco Bpm (+0,7%).

Spread invariato a 82 punti, su rendimento decennale

Chiusura stabile per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato a 82 punti base, pari al closing di venerdì scorso. Ha terminato la seduta in leggero rialzo, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha segnato un'ultima posizione al 3,96%, dal 3,95% del riferimento precedente.

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Frena il petrolio con spiragli in Medio Oriente

Sul valutario, l’euro scambia a 1,141 dollari (da 1,1441 della chiusura di venerdì). Il cambio euro-yen si attesta a 185,4 (da 185,7), mentre il dollaro-yen tratta a 162,5 (da 162,3). Sul fronte energetico, invece, il petrolio frena il suo rally con il Brent che tratta a 87,8 dollari al barile (-0,3%), e il Wti a 82,4 dollari (-0,1%). In rialzo il gas Ttf ad Amsterdam a 58,6 euro al mwh (+2,2%).

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