Mercato

Borse, bilancio in rosso nella settimana della Fed. Milano la peggiore (-1,8%)

Wall Street chiude contrastata, Dj -0,20%, Nasdaq +0,37%

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Dopo due giorni di guadagni le Borse europee chiudono in rosso l’ultima seduta della settimana, appesantite da un nuovo rialzo dei rendimenti sull’obbligazionario nel giorno delle quattro streghe, con la contemporanea scadenza di futures e opzioni su indici e singoli titoli. Milano termina a -1,6% a 51.545 punti, in linea con le perdite delle altre piazze del continente. Intanto, il prezzo del petrolio resta elevato: dopo una partenza in ribasso, il Wti è tornato a salire e scambia a 102 dollari al barile, meno mosso il Brent a 104 dollari. Fiammata del gas, che ad Amsterdam si riporta vicino agli 80 euro al megawattora per i timori sull'offerta in vista dell'inverno, più che per un improvviso aumento della domanda. Gli investitori aspettano di capire come evolverà la situazione in Medio Oriente, in attesa del vertice tra il presidente americano Donald Trump e i Paesi del Golfo, in calendario la prossima settimana a margine dell’assemblea generale Onu.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Nel frattempo, la tre giorni delle banche centrali è andata come previsto dal mercato. Al rialzo dei tassi Fed, che ha rafforzato la fiducia sull’indipendenza della banca centrale Usa dalla politica, sono seguiti infatti lo status quo della Bank of England e la stretta della Bank of Japan, che ha portato i tassi giapponesi ai massimi da 31 anni. Quest’ultima mossa, tuttavia, è arrivata con il voto contrario di due componenti del direttivo ed è stata accolta da una discesa dello yen.

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Milano -1,8% nella settimana delle banche centrali

Settimana turbolenta per le Borse europee, caratterizzata dall'azione delle banche centrali globali volta a contenere l'inflazione. La politica monetaria è stata il principale tema di attenzione nell’ottava, mentre la guerra in Medio Oriente si avvicina al settimo mese senza segnali di una conclusione, mantenendo i prezzi del petrolio sopra i 100 dollari al barile e alimentando i timori inflazionistici (Brent +0,4% in settimana, Wti +2,4%, gas -2,6%). Mercoledì la Fed, come atteso, ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base, come la BoJ oggi, mentre ieri la Bank of England ha lasciato invariato il costo del denaro, ma ha affermato che potrebbe essere necessario un rialzo se la guerra in Iran dovesse protrarsi. Anche la Banca centrale europea la scorsa settimana ha segnalato la necessità di un ulteriore inasprimento mentre alzava il costo del denaro, così settembre ha visto il maggiore aumento dei tassi di interesse medi tra i Paesi del G10 dal luglio 2023.

In questo contesto, i principali listini europei hanno archiviato la settimana in rosso, con il Ftse Mib di Milano maglia nera del Vecchio Continente a -1,8%. In calo anche il Cac di Parigi (-1,5%), il Dax di Francoforte (-1,1%) e l’Ibex di Madrid (-1,6%), mentre ha resistito il Ftse 100 di Londra (+0,1%). A livello settoriale, le vendite hanno colpito soprattutto l’automotive (-3,1%), seguita da materie prime e retail (-2,5% entrambi). Al contrario gli acquisti hanno premiato l’health care (+2,9%).

Stringendo lo sguardo su Piazza Affari, il titolo migliore dell’ottava è stato Diasorin (+4,4%), in linea con il comparto. Medaglia d’argento per Poste Italiane (+3,2%) che da lunedì 21 settembre vedrà riaprire i termini dell’Opas su Tim dopo la chiusura del primo periodo di adesione, che ha portato la partecipazione complessiva di Poste nella tlc al 66,627% del capitale sociale. Bene anche Campari (+3,1%) con gli analisti ottimisti sulle vendite dei “ready to drink” e Brunello Cucinelli (+3%) con gli esperti che si attendono buoni risultati nel trimestre. Fronte opposto per Stellantis (-10%), penalizzata dai timori degli esperti sul trend di recupero dei margini che in Nord America è rimasto indietro rispetto alla ripresa dei volumi. Giù anche Unicredit (-4,7%), nonostante i passi avanti su Commerz, e Buzzi (-4,1%). Sul valutario, l’euro cede l’1,2% sul dollaro nell’ottava, mentre il bitcoin guadagna il 4,1% sopra i 79mila dollari.

Borse e bond i balìa del petrolio

Wall Street chiude contrastata, Dj -0,20%, Nasdaq +0,37%

Wall Street chiude contrastata. Il Dow Jones cede lo 0,20% a 51.672,40 punti, il Nasdaq sale dello 0,37% a 26.515,10 punti e lo S&P 500 guadagna lo 0,13% a 7.647,98 punti. Sull'azionario, perde terreno Netflix, dopo che Wells Fargo ha declassato il titolo, a causa di trend di engagement preoccupanti e della minore qualità dei contenuti previsti per la seconda metà del 2026, che porteranno a una minore espansione dei margini nel 2027 e nel 2028. Denaro in generale sui tech, tra cui spicca Broadcom.

La Borsa, gli indici del 18 settembre 2026

A Milano bene St e Cucinelli, giù Stellantis

A Piazza Affari le vendite non risparmiano alcun comparto, a eccezione del tech, dopo l'outlook rassicurante fornito dal ceo di Nvidia, Jensen Huang, che il prossimo anno prevede di vendere il doppio dei chip grazie agli sviluppi dell'intelligenza artificiale. Chiude così in rialzo St (+2,3%) e anche Prysmian (+0,6%). Bene Diasorin (+0,5%), mentre perdono terreno, tra gli altri, Stellantis (-5,2%), e alcuni finanziari tra cui Unipol (-2,7%) e Unicredit (-3%). Acquisti anche su Cucinelli (+0,6%), in controtendenza rispetto alla debolezza generale del settore europeo del lusso. Gli analisti prevedono che la maison umbra possa confermare il trend di crescita del fatturato. Debole invece, fuori dal listino, Ferragamo (-4,9%).

I mercati a metà seduta

Rendimenti in rialzo, petrolio contrastato

I mercati continuano a temere un aumento della pressione inflazionistica e i rendimenti dei bond tornano a salire su entrambe le sponde dell’Atlantico. I Treasury americani a 10 anni sono tornati a rendere il 5%, il Gilt a 10 anni rende il 5,3%%, il rendimento del Bund 10 anni è al 3,52% e quello dell’Oat di pari scadenza al 4,57%. In rialzo anche lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il titolo tedesco di pari durata si attesta a 92 punti base, dagli 86 punti della chiusura di ieri. Il rendimento del BTp decennale benchmark è al 4,44%, dal 4,34% del closing della vigilia.

Sul mercato valutario, euro poco mosso a 1,146 dollari (da 1,148 ieri in chiusura). Debole, come detto, lo yen, dopo un rialzo non unanime della BoJ. La divisa giapponese si attesta a 180,1 per un euro (da 179,2) e 157 per un dollaro (da 156,1).

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