Mercati

Le Borse rifiatano dopo il giovedì nero: Milano +0,9%. Wall Street contrastata, greggio sotto 100 $

Piazza Affari rimbalza con il risiko, ma è fanalino di coda nell'ottava (-1,5%). Proseguono le trimestrali, mentre i riflettori rimangono anche sul Medio Oriente. Brent a 96 dollari dopo la fiammata della vigilia, ma segna +9% in una settimana

La Borsa, gli indici del 24 luglio 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee rialzano la testa dopo il giovedì nero, anche grazie al traino delle banche, accelerando sul finale. Ma restano intatti i timori che in questa fase stanno rendendo più volatili i listini, dalla tenuta degli investimenti nell'AI fino alla crisi del Mar Rosso, passando per i dazi di Trump e risalita dell’inflazione che potrebbe portare a un rialzo dei tassi. Gli indici riescono lo stesso a rifiatare, dando l’impressione di restare alla finestra in attesa di nuovi sviluppi sul fronte geopolitico tra Donald Trump e l’Iran, tanto che il greggio interrompe la sua corsa e il Brent torna sui 95 dollari al barile, anche se il traffico a Hormuz resta ai minimi storici.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI
Dazi e petrolio scaldano i rendimenti mentre le borse riprendono fiato

Milano archivia così un +0,95% a 51.802 punti, ben allineata con i rialzi delle altre principali piazze europee: Parigi +0,8%, Francoforte +1,3% e Londra +0,9%. Giù l'Asia in mattinata (Nikkei -2,7%), mentre prosegue in leggero rialzo Wall Street. Intanto il presidente Usa, Donald Trump - che incontrerà martedì il premier israeliano Benjamin Netanuahu - ha detto che prenderà presto una decisione sull'eventuale lancio di un «attacco massiccio» contro l'Iran. Continua infatti ad allarmare gli investitori il nuovo fronte  aperto dagli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, che minacciano il traffico marittimo nel Mar Rosso, alimentando nuovi timori sulle interruzioni dell’approvvigionamento in Medio Oriente.

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Sui mercati restano, anche se in sottofondo, le preoccupazioni sui nuovi dazi da parte dell’amministrazione americana. Washington ha annunciato l’imposizione di tariffe comprese tra il 10% e il 12,5% sui principali partner commerciali, nell’ambito di una nuova serie di barriere commerciali che, secondo l’amministrazione Trump, sono finalizzati a combattere il lavoro forzato.

Settimana a ranghi sparsi, Milano è maglia nera Ue

Si sono mosse a diverse velocità le Borse europee nell’ultima settimana, durante la quale hanno dovuto fare i conti con le rinnovate tensioni tra Usa e Iran, col conseguente blocco del transito delle petroliere e il petrolio a 100 dollari, e anche con le difficoltà dei big tech che, nonostante la tenuta dei conti, hanno spaventato gli investitori a causa dei maxi-investimenti necessari nella corsa all’AI. In realtà, gli indici hanno tenuto nella prima parte dell’ottava per poi crollare nel “giovedì nero” e recuperare in parte solo nell’ultime seduta. Non è il caso di Milano che, al meglio delle cinque giornate, registra un passivo settimanale dell’1,5% ed è l'unica in rosso. Prudenti anche Francoforte (+0,1%) e Parigi (+0,4%) mentre si distinguono in positivo Madrid (+1%) e soprattutto Londra (+2,3%), che chiude la fase di incertezza politica con la nomina del nuovo premier Andy Burnham.

Stringendo lo sguardo sui singoli titoli di Piazza Affari, la corsa del greggio (+9% in una settimana sia Brent che Wti) spinge le quotazioni di Eni (+6,1%), Saipem (+4,9%), così come il risiko bancario favorisce Mps (+4,1%). All’opposto, ottava da dimenticare per St (-13%) che ha deluso il mercato sulla guidance, assieme a Tim (-6,6%) e Poste (-6,1%) alle prese con l’Opas promossa sulla tlc dalla società di Matteo Del Fante.

Wall Street chiude contrastata, Nasdaq -0,64%

Chiusura contrastata per Wall Street dopo la difficile seduta di ieri, nonostante la frenata del prezzo del petrolio. Pesano nuovamente le vendite sui titoli del settore dei semiconduttori. Al termine di una seduta volatile, l’indice Dow Jones ha guadagnato lo 0,42%, poco mosso l’S&P500 (+0,06%), mentre il Nasdaq ha ceduto lo 0,64%.

Ieri, a causa dell'aumento del prezzo del petrolio e dell'andamento molto negativo dei titoli di Tesla e Alphabet Classe A (Google), dopo le trimestrali, il Dow Jones aveva perso oltre 500 punti (circa l'1%), per il quinto giorno in negativo su sei. Sull'azionario odierno, volatile e al centro dell'attenzione Intel, con i risultati del secondo trimestre del produttore di chip che hanno superato le aspettative del mercato, ma le incertezze su tech a AI che persistono.

A Milano guidano le banche

A Piazza Affari spicca Cucinelli (+1,5%) accompagnato dal parziale recupero di Moncler (+1,2%), dopo il tonfo della vigilia sui conti. Ma a trainare il listino sono state soprattutto le banche, in primis Bper (+2,7%), Bpm (+2%), Mediobanca (+2,1%) e Intesa (+2,5%). Positiva anche UniCredit (+1,5%) dopo che Mediobanca ha confermato il suo "outperform", alzando il prezzo obiettivo da 92 a 100 dollari, e mentre di pari passo prosegue il dialogo tra l'ad Andrea Orcel e il governo tedesco sul destino di Commerzbank dopo il successo dell'Opa. Chiude invece in coda Poste Italiane (-3,6%) dopo la trimestrale. Il gruppo ha registrato un aumento degli utili e dei ricavi nel primo semestre del 2026, confermando la guidance per l'intero anno.

Tornano le vendite - con un calo arrivato dopo l'avvio di Wall Street - anche su St (-2,4%), dopo il tracollo della vigilia in scia ai conti. Come detto dall'Ad Jean-Marc Chery a La Repubblica, la società dei chip prevede circa 2,4 miliardi di euro a Catania tra il 2026 e il 2028 per rafforzare la capacità nel carburo di silicio a 8 pollici, e 1,4 miliardi ad Agrate Brianza. Negativa anche Buzzi (-1,5%), dopo che Jefferies ha confermato il giudizio "hold", ma ha abbassato il target price da 49,5 a 46,5 euro.

Petrolio in ritirata, gas tocca i massimi dal 2023

In questo scenario i prezzi del petrolio hanno fatto un lieve dietrofront, dopo la fiammata di ieri, che ha portato i futures sul Brent oltre i 100 dollari al barile per la prima volta da due mesi. Al momento il Brent in scadenza a settembre viaggia a circa 96 dollari al barile e il Wti di pari scadenza a intorno agli 89 dollari. In forte rialzo, al contrario, il gas naturale europeo, vicino ai 63 euro al megawattora per il Ttf di agosto ad Amsterdam, dopo aver oltrepassato i 64 euro, mai così alto dall'inizio del 2023.

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Euro sotto 1,14 dollari, giù il bitcoin

Sul valutario, l’euro scambia a 1,138 dollari (da 1,1379 della chiusura precedente). La moneta unica vale anche 186,3 yen (da 186,35), mentre il dollaro-yen tratta a 163,7 (da 163,76). In calo bitcoin, di nuovo sotto la soglia dei 65mila dollari.

I Mercati a metà seduta

Spread in calo a 82 punti, rendimento in discesa

Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato a 82 punti base, contro gli 85 punti del closing di ieri. Ha terminato le contrattazioni in calo anche il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha segnato un'ultima posizione al 3,99%, dal 4,06% del riferimento precedente.

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