Le Borse rifiatano dopo il giovedì nero: Milano +0,9%. Wall Street contrastata, greggio sotto 100 $
Piazza Affari rimbalza con il risiko, ma è fanalino di coda nell'ottava (-1,5%). Proseguono le trimestrali, mentre i riflettori rimangono anche sul Medio Oriente. Brent a 96 dollari dopo la fiammata della vigilia, ma segna +9% in una settimana
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee rialzano la testa dopo il giovedì nero, anche grazie al traino delle banche, accelerando sul finale. Ma restano intatti i timori che in questa fase stanno rendendo più volatili i listini, dalla tenuta degli investimenti nell'AI fino alla crisi del Mar Rosso, passando per i dazi di Trump e risalita dell’inflazione che potrebbe portare a un rialzo dei tassi. Gli indici riescono lo stesso a rifiatare, dando l’impressione di restare alla finestra in attesa di nuovi sviluppi sul fronte geopolitico tra Donald Trump e l’Iran, tanto che il greggio interrompe la sua corsa e il Brent torna sui 95 dollari al barile, anche se il traffico a Hormuz resta ai minimi storici.
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Milano archivia così un +0,95% a 51.802 punti, ben allineata con i rialzi delle altre principali piazze europee: Parigi +0,8%, Francoforte +1,3% e Londra +0,9%. Giù l'Asia in mattinata (Nikkei -2,7%), mentre prosegue in leggero rialzo Wall Street. Intanto il presidente Usa, Donald Trump - che incontrerà martedì il premier israeliano Benjamin Netanuahu - ha detto che prenderà presto una decisione sull'eventuale lancio di un «attacco massiccio» contro l'Iran. Continua infatti ad allarmare gli investitori il nuovo fronte aperto dagli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, che minacciano il traffico marittimo nel Mar Rosso, alimentando nuovi timori sulle interruzioni dell’approvvigionamento in Medio Oriente.
Sui mercati restano, anche se in sottofondo, le preoccupazioni sui nuovi dazi da parte dell’amministrazione americana. Washington ha annunciato l’imposizione di tariffe comprese tra il 10% e il 12,5% sui principali partner commerciali, nell’ambito di una nuova serie di barriere commerciali che, secondo l’amministrazione Trump, sono finalizzati a combattere il lavoro forzato.
Settimana a ranghi sparsi, Milano è maglia nera Ue
Si sono mosse a diverse velocità le Borse europee nell’ultima settimana, durante la quale hanno dovuto fare i conti con le rinnovate tensioni tra Usa e Iran, col conseguente blocco del transito delle petroliere e il petrolio a 100 dollari, e anche con le difficoltà dei big tech che, nonostante la tenuta dei conti, hanno spaventato gli investitori a causa dei maxi-investimenti necessari nella corsa all’AI. In realtà, gli indici hanno tenuto nella prima parte dell’ottava per poi crollare nel “giovedì nero” e recuperare in parte solo nell’ultime seduta. Non è il caso di Milano che, al meglio delle cinque giornate, registra un passivo settimanale dell’1,5% ed è l'unica in rosso. Prudenti anche Francoforte (+0,1%) e Parigi (+0,4%) mentre si distinguono in positivo Madrid (+1%) e soprattutto Londra (+2,3%), che chiude la fase di incertezza politica con la nomina del nuovo premier Andy Burnham.
Stringendo lo sguardo sui singoli titoli di Piazza Affari, la corsa del greggio (+9% in una settimana sia Brent che Wti) spinge le quotazioni di Eni (+6,1%), Saipem (+4,9%), così come il risiko bancario favorisce Mps (+4,1%). All’opposto, ottava da dimenticare per St (-13%) che ha deluso il mercato sulla guidance, assieme a Tim (-6,6%) e Poste (-6,1%) alle prese con l’Opas promossa sulla tlc dalla società di Matteo Del Fante.



