Mercati

Borsa, Milano (+2,3%) punta quota 50.000. WS, nuovi record con venti di pace in Iran e petrolio a -7%

Crolla il prezzo del petrolio, Wall Street macina nuovi record. Per Trump accordo possibile prima del viaggio in Cina della prossima settimana. A Piazza Affari rally di Amplifon e Lottomatica

di Stefania Arcudi e Chiara Di Cristofaro

La Borsa, gli indici del 6 maggio 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran per mettere fine al conflitto in Medio Oriente e il conseguente tonfo del petrolio, mettono le ali alle Borse europee, che chiudono sui massimi di giornata. Mentre anche Wall Street viaggia di buon passo, con il presidente Donald Trump che ha detto di vedere un accordo con Teheran possibile prima della sua visita in Cina della prossima settimana, Milano (+2,35%) ha finito ben sopra la soglia dei 49.000 punti, con il Ftse Mib che punta a quota 50.000, ai massimi da marzo 2000. Per Milano i massimi storici, che risalgono alla bolla di Internet, sono ormai a un passo. Parigi ha chiuso a +2,9%, Francoforte +2,2 per cento. Sebbene la situazione sia tutt'altro che chiara - per Axios la Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l'Iran su un memorandum d'intesa, Teheran parla più di una "lista dei desideri" e di clausole inaccettabili - i mercati sembrano volere credere a una prospettiva di pace.

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La giornata si era aperta con le indiscrezioni di Axios, secondo cui Usa e Iran sarebbero vicine a un memorandum d'intesa per porre fine al conflitto e la Casa Bianca si aspetterebbe risposte da Teheran su diversi punti chiave nelle prossime 48 ore. In un post su X i Pasdaran hanno annunciato che «con le minacce dell'aggressore neutralizzate e i nuovi protocolli in vigore, sarà garantito un passaggio sicuro e stabile attraverso lo Stretto di Hormuz». Segnali di apertura sono poi arrivati anche da Trump: «supponendo che l'Iran accetti quanto concordato», ha scritto su Truth, l'operazione Epic Fury «giungerà al termine e questo permetterà allo Stretto di Hormuz di essere aperto a tutti, Iran compreso». Se però la Repubblica Islamica non dovesse accettare, ha minacciato, «inizieranno i bombardamenti, che purtroppo avranno un livello e un'intensità ben maggiori rispetto a prima». Spiragli dunque, ma ancora nessuna certezza.

Wall Street ancora record. Dati sul lavoro Adp oltre le stime e trimestrali positive

Anche gli indici Wall Street sono in positivo e aggiornano di nuovo i massimi storici. Il Dow Jones sale dell’1,24%, a 49.910,59 punti, mentre il Nasdaq si porta a quota 25.838,94 (+2,02%). Nuovi massimi anche per l’S&P 500, a 7.365,01 punti (+1,46%).

Oltre alla possibile pace in Medio Oriente e al crollo del greggio, il mercato è galvanizzato anche dai dati macro. In attesa dei numeri sulla disoccupazione in calendario per venerdì, l'occupazione nel settore privato statunitense ha registrato un dato positivo, ad aprile, e superiore alle attese degli esperti. Secondo il rapporto mensile redatto da Automatic Data Processing (Adp), l'agenzia che si occupa di preparare le buste paga, sono stati guadagnati 109.000 posti di lavoro rispetto al mese precedente, contro attese per la creazione di 84.000 posti di lavoro. Il dato di marzo è stato rivisto da 62.000 a 61.000.

Passando all'azionario, il titolo di Advanced Micro Devices (Amd), produttore di chip, vola dopo che l'azienda ha pubblicato previsioni ottimistiche per il secondo trimestre. Sale poi The Walt Disney , dopo una trimestrale superiore alle attese, grazie alla solida performance dello streaming e della divisione parchi tematici. Bene anche Uber Technologies , grazie a un outlook superiore alle attese, nonostante una trimestrale inferiore alle stime.

A Piazza Affari giù i titoli oil. Volano Lottomatica e Amplifon dopo i conti

A spingere gli indici, Piazza Affari in particolare, è anche una serie di notizie aziendali, con trimestrali che sembrano indicare che i fondamentali restano forti nonostante le notevoli turbolenze. Per esempio, Amplifon (+12,4%) vola dopo i risultati in crescita del primo trimestre e le prospettive con la futura integrazione con Gn Hearing e lo stesso vale per Lottomatica (+12,7%), in particolare con l'Ebitda adjusted in aumento e superiore alle previsioni degli analisti. Ad ogni modo, sul Ftse Mib quasi tutti i titoli hanno segnato buoni rialzi, con l'eccezione dei petroliferi, schiacciati dal calo del greggio (Eni -4,15%, Tenaris -1,99% e Saipem -1,29%). Da segnalare anche il rally di Banca Generali (+5,65%), dopo l'utile netto record (+14,6% e oltre le attese) e l'ottimismo sul futuro espresso dall'ad Gian Maria Mossa.

Crolla il petrolio con gli spiragli di pace Usa-Iran

Netto calo per tutto il comparto energetico (ribassi nell'ordine dei 7 punti percentuali): i prezzi del greggio hanno imboccato con decisione la via del ribasso dopo che l’amministrazione americana ha annunciato dopo un solo giorno la sospensione dell’operazione “Project Freedom” citando un possibile esito positivo delle trattative con l’Iran.

Il petrolio chiude a New York in brusca frenata, a -6,96%

Il petrolio chiude a New York con un brusco calo, in scia alle aspettative di un accordo possibile tra Usa e Iran in grado di chiudere il conflitto e di riaprire la navigazione nello Stretto di Hormuz, da dove transita il 20% circa del gressio mondiale. Il Wti, il greggio di riferimento Usa, cede il 6,96%, a 95,15 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale, segna una tonfo del 7,85%, pur mantenendosi sopra quota 100, a 101,25 dollari al barile.

Euro/dollaro a 1,175, tornano gli acquisti sui preziosi

Prosegue il deprezzamento del dollaro dopo la segnalazione da parte di Trump di nuovi progressi verso un accordo con l’Iran, con il cambio il cambio euro/dollaro in area 1,175. Sul valutario, in evidenza soprattutto lo yen che registra un apprezzamento generalizzato con il cross verso dollaro sceso fin sotto quota 155, minimi da due mesi, «il che alimenta le speculazioni su un nuovo intervento delle autorità (iniziate lo scorso 30 aprile)», dicono gli analisti di Mps. Il cambio euro/yen è sceso in prossimità di quota 183.

Tra i preziosi, l’ottimismo secondo cui Stati Uniti e Iran sarebbero vicini a un accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente, spingono al rialzo le quotazioni dei metalli preziosi con l’oro e l’argento ai massimi da circa un mese. «Il clima più positivo delle ultime ore ha favorito un ritorno degli acquisti, grazie alla flessione dei rendimenti dovuto al calo delle aspettative di inflazione», dicono gli analisti.

Spread chiude in calo a 74 punti, scende il rendimento del decennale

Chiusura in deciso calo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato infatti a 74 punti base, in flessione rispetto a 80 punti della chiusura di ieri. In diminuzione anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha terminato la seduta al 3,73% dal 3,87% del riferimento precedente.

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