Le Borse ripartono dai tech dopo le tensioni Usa-Iran, Milano strappa +1%
Si spegne la fiammata del greggio, nonostante i nuovi attacchi incrociati tra Washington e Teheran. Vola il Nasdaq a Wall Street
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il ritorno di fiamma per i titoli tecnologici ha sostenuto le Borse europee, che hanno cercato di superare i timori legati ai nuovi attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran ritrovando la via dei rialzi. A Piazza Affari il Ftse Mib ha così guadagnato l’1,09%, mentre al centro dell’attenzione degli operatori rimangono anche le prospettive di politica monetaria dopo che i verbali dell’ultimo vertice della Fed, il primo guidato dal nuovo presidente Kevin Warsh, hanno mostrato divisioni tra i governatori sul percorso futuro dei tassi di interesse. Il comparto tech (+2,77% il sottoindice Stoxx continentale) ha ricevuto supporto dalle performance dei big a stelle e strisce: Micron Technology , in particolare, guadagna terreno dopo aver annunciato piani di investimento da oltre 250 miliardi di dollari negli Usa entro il 2035, per approfittare dell’aumento della domanda di chip di memoria legati all’intelligenza artificiale.
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Wall Street in rialzo con volata del Nasdaq
Gli indici di Wall Street chiudono in rialzo, nonostante le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran. Il Dow Jones sale dello 0,26% a 52.486,84 punti, il Nasdaq guadagna l’1,30% a 26.206,89 punti e lo S&P 500 avanza dello 0,81% 7.543,51 punti. Sull'azionario, il titolo di Pepsico cede terreno, dopo risultati trimestrali contrastanti. Le difficoltà delle divisioni alimentari e delle bevande nordamericane hanno controbilanciato la forte domanda internazionale: l'utile per azione adjusted è stato di 2,20 dollari, contro i 2,21 dollari previsti, su ricavi di 24,18 miliardi di dollari, contro i 23,95 miliardi di dollari del consensus. Il titolo di Levi Strauss & Co arretra, dopo una guidance sotto le attese per il terzo trimestre, nonostante risultati del secondo trimestre superiori alle stime.
Acquisti su St, bene anche Prysmian, giù la difesa
Tra le blue chip milanesi si sono così messe in luce StMicroelectronics (+7,15%) e Prysmian (+2,44%), quest’ultima sempre più appaiata al comparto tecnologico, di cui sostiene le esigenze di elettrificazione. Acquisti anche su Diasorin (+4,45%) e le banche, guidate da UniCredit (+2,58%), che è ormai a un passo dalla conquista della tedesca Commerzbank, Mediobanca (+2,44%) e Mps (+2,15%). Realizzi invece sulle azioni della difesa e sui petroliferi, tra i comparti più premiati negli ultimi giorni: Avio ha lasciato sul terreno il 3,9%, Saipem il 2,97%, Leonardo il 2,21%, Fincantieri il 2,83% ed Eni l’1,18%.
Timori su approvvigionamento, ma petrolio e gas poco mossi
Tornano a riaccendersi i timori per le interruzioni dell’approvvigionamento in Medio Oriente, mentre proseguono gli attacchi statunitensi contro l’Iran e l'esercito del Kuwait ha fatto sapere di aver respinto «attacchi ostili di missili e droni». Le Guardie della Rivoluzione iraniane infatti hanno promesso di vendicarsi dei raid aerei statunitensi contro la Repubblica Islamica. Tutto questo ha fatto salire i prezzi del petrolio, che nella notte erano arrivati a guadagnare un ulteriore 1%, salvo poi rallentare il passo. Al momento viaggiano attorno alla parità sia i prezzi del petrolio, mentre scendono quelli del gas.
Euro guadagna terreno, recupera bitcoin
Sul mercato valutario, il biglietto verde perde terreno e l'euro torna oltre quota 1,14 dollari (da 1,1396). Tornano gli acquisti anche sui preziosi e l'oro risale la china. Chiude in calo lo spread tra BTp e Bund che alla vigilia si era allargato a seguito della recrudescenza della crisi tra Usa e Iran. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si attesta a 75 punti, uno in meno rispetto agli 81 punti della chiusura precedente. In ribasso anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 3,84%, dal 3,90% della chiusura della vigilia. Si conferma il sorpasso, già registrato l'8 luglio, del rendimento dei titoli di Stato francesi rispetto a quelli italiani con l'OaT decennale che rende il 3,89 per cento.



