Mercati

Borse Ue in altalena tra proposte e minacce Usa- Iran. Milano (-0,9%) paga l'effetto cedole

A Piazza Affari il "Dividend Day" pesa per l'1,51%. Ballerine le quotazioni di petrolio e gas, Brent per luglio in area 110 dollari/barile e gas naturale a 50 euro/mgh

di Eleonora Micheli e Stefania Blasioli

La Borsa, gli indici del 18 maggio 2026

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  (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Ancora una volta è stata una seduta ad alta volatilità per le Borse europee, sospese alle notizie provenienti dal Medio Oriente. Le nuove minacce del presidente americano, Donald Trump, in mattinata hanno incoraggiato le vendite, ma poi nel pomeriggio l’ipotesi rilanciata dai media iraniani su una possibile sospensione delle sanzioni al petrolio ha fatto tirare un sospiro di sollievo agli investitori. In più Al Arabiya ha riferito che Teheran sarebbe favorevole a una tregua lunga e a più fasi, a un’apertura graduale di Hormuz e anche ad accettare un lungo periodo di congelamento del suo programma nucleare a condizione di trasferire l’uranio altamente arricchito in Russia. Poi però nel pomeriggio la doccia gelata: il sito americano Axios ha rilanciato le indiscrezioni secondo cui la Casa Bianca ha rispedito al mittente la proposta di Teheran, ritenendola «insufficiente». Nel complesso, il susseguirsi convulso di notizie e indiscrezioni ha provocato scossoni nei listini europei, che comunque hanno chiuso in territorio positivo, anche se sotto i massimi di giornata. Francoforte (DAX 40) ha vantato la performance migliore. Milano (FTSE MIB) ha chiuso in calo, ma le perdite sono solo apparenti e da annoverare all’effetto dello stacco dei dividendi che ha pesato sull’indice principale per l’1,5%.

Wall Street contrastata dopo i record della scorsa settimana

Wall Street chiude in altalena. Il Dow Jones sale dello 0,32% a 49.686,12 punti, il Nasdaq perde lo 0,51% a 26.090,73 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,07% a 7.403,01 punti. La scorsa settimana, S&P 500 e Nasdaq hanno raggiunto nuovi massimi storici e il Dow Jones ha brevemente superato quota 50.000. Tuttavia, i principali indici hanno subito una battuta d'arresto, venerdì, a causa dell'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato in tutto il mondo. Infine, i nuovi dati sull'inflazione, pubblicati la scorsa settimana, rendono improbabile un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a breve termine. «I mercati finanziari si aspettano che i tassi di interesse rimangano alti più a lungo, nonostante le richieste del presidente Trump a Kevin Warsh, neo presidente della Fed, di abbassarli», ha scritto Ed Yardeni, presidente di Yardeni Research. «Ma il contesto macroeconomico non supporta più una politica monetaria espansiva, tanto meno un taglio dei tassi», ha aggiunto.

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A Piazza Affari è il dividend day

Scatta il “dividend day” di Piazza Affari, ovvero il giorno dell’anno in cui il maggior numero di società stacca la cedola. Nel dettaglio sono 22 le aziende del paniere principale che hanno distribuito dividendi annuali o interim per un controvalore complessivo vicino ai 16 miliardi di euro. L’impatto tecnico sull’indice è stimato all’1,51%, fattore che potrebbe influenzare l’andamento del listino nella seduta di inizio settimana. Sotto osservazione ancora i titoli tecnologici, protagonisti la settimana scorsa di un nuovo rally, mentre si attende la trimestrale di Nvidia, in calendario mercoledì. Quindi "effetto cedola" per A2a , Amplifon , Avio , Azimut, Bper Banca , Banca Monte Paschi Siena , Brunello Cucinelli , Buzzi , Diasorin , tra l'altro in vista dell'Investors Day del 20 maggio, Eni , Finecobank , Generali , Intesa Sanpaolo , Inwit , Italgas , Lottomatica Group , Moncler , Nexi , Recordati Ord, Saipem , Unipol e Tenaris , con Bnp Paribas che ha alzato il target price da 21 a 28,5 euro.

Petrolio torna a salire, Brent su quota 110$

Dopo varie giravolte nel corso della giornata, riprendono a salire i prezzi dell'energia: il Wti per giugno viaggia sui 107 dollari al barile e il Brent per luglio si riporta sui 110 dollari, entrambi in rialzo di circa un punto e mezzo. Poco mosso il gas naturale ad Amsterdam che si assesta sui 50 euro al megawattora.

Spread con Bund chiude in lieve calo a 76 punti, rendimento al 3,92%

Chiusura in lieve calo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato infatti a 76 punti base, in flessione rispetto ai 77 della chiusura di venerdì. In calo frazionale anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha terminato la seduta al 3,92% dal 3,93% del riferimento precedente.

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