Borse Ue in chiaroscuro tra incertezza Iran e timori sui tech, Milano -0,6%
Continuano le turbolenze sui bond con i rendimenti Usa sui massimi da oltre un anno. A Milano vendite sui tecnologici e sugli oil con il prezzo del greggio in calo. Il Brent resta comunque sopra i 100 dollari al barile
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee rallentano sul finale in scia all’andamento in rosso di Wall Street, con i principali indici che chiudono in chiaroscuro. A pesare sono soprattutto le vendite sui titoli tecnologici e dei semiconduttori e il rialzo dei rendimenti obbligazionari, con il decennale Usa che ha toccato il livello più alto degli ultimi 15 mesi.
Il mercato continua a guardare anche agli sviluppi in Iran, con gli Stati Uniti che, secondo quanto riferito dal presidente americano Donald Trump, hanno concesso a Teheran «due-tre giorni» o comunque «un periodo di tempo limitato» per tornare al tavolo negoziale e trovare un accordo. Intanto, la Nato sta valutando la possibilità di una missione per agevolare il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, se non sarà riaperto entro i primi di luglio.
Così il Ftse Mib di Milano, più indietro rispetto agli altri indici europei sin dalle prime battute, termina in calo dello 0,65%. Sotto la parità anche l’Ibex di Madrid (-0,38%) e il Cac di Parigi (-0,07%), mentre resistono il Dax di Francoforte (+0,5%), grazie al rialzo di Sap (+6,7%), l’Aex di Amsterdam (+0,31%) e il Ftse 100 di Londra (+0,1%).
Wall Street in calo, chip ancora sotto pressione
Chiusura negativa per la Borsa statunitense. A Wall Street l’indice Dow Jones cede lo 0,65%, mentre il Nasdaq lascia sul terreno lo 0,84% e l’S&P 500 chiude a -0,64%. Continua ondata di vendite sui titoli dei produttori di semiconduttori, che hanno alimentato il mercato rialzista dell'intelligenza artificiale. I trader seguono poi il mercato petrolifero, dopo la cancellazione da parte del presidente statunitense, Donald Trump, degli attacchi pianificati contro l'Iran, e i rendimenti obbligazionari, che si mantengono vicini ai massimi pluriennali, minacciando di esercitare ulteriore pressione sui consumatori statunitensi.
Invertono le rotta azioni di Micron Technology, evitando al momento il quarto giorno consecutivo di ribassi a causa dei timori su una 'bolla' dell'intelligenza artificiale, in particolare nel settore dei chip di memoria; Micron ha comunque guadagnato oltre il 138%, quest'anno. Nvidia Corp , che pubblicherà i risultati del primo trimestre fiscale dopo la chiusura dei mercati, mercoledì 20 maggio, si muove ancora debole.


