Mercati

Il crollo di Microsoft contagia le Borse Ue, a Milano (-0,14%) St va ko. Brusco stop dell’oro

Seduta volatile per gli indici del Vecchio Continente che nel pomeriggio perdono quota in scia a Wall Street. Scattano le vendite anche su oro e BitCoin. Prosegue il rally del petrolio a causa delle tensioni tra Usa e Iran, in recupero il dollaro

di Enrico Miele e Laura Bonadies

Aggiornato alle ore 17:35

Borsa a metà seduta

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il crollo di Microsoft a Wall Street contagia anche le Borse europee. È infatti un finale volatile quello vissuto dagli indici del Vecchio Continente che nella seconda parte della seduta perdono quota in scia al rosso dei mercati Usa, Nasdaq in testa, nonostante la corsa degli investimenti per l'intelligenza artificiale. Nelle stesse ore scattano le vendite anche su oro e BitCoin, mentre prosegue il recupero del dollaro. Sullo sfondo restano le tensioni tra Usa e Iran che sostengono ancora un volta le quotazioni del greggio. Questo mentre prosegue a pieno ritmo la stagione delle trimestrali all’indomani della decisione della Federal Reserve di mantenere i tassi al 3,5-3,75%. A Wall Street lo strappo di Meta Platforms - proprio sulla spinta dell'AI - non basta così a compensare il tonfo di Microsoft Corp che manda al tappeto quasi tutto il settore tecnologico (in attesa dei conti di Apple a mercati chiusi).

Wall Street contrastata dopo conti tech, pesa tonfo Microsoft

A Wall Street il Dow Jones chiude in lieve progressione dello 0,11% a 49.071,56 punti. L’S&P 500 perde lo 0,13% a 6.969,01 punti mentre il Nasdaq perde lo 0,72% a 23.685,12 punti. I trader sono alle prese con le trimestrali delle Big Tech e con l'ultima decisione sui tassi d'interesse della Federal Reserve. Strappa, come detto, il titolo di Meta Platforms dopo che la società madre di Facebook ha fornito previsioni di vendita per il primo trimestre migliori del previsto, dopo un trimestre con utili e ricavi sopra le attese. Anche le azioni di Tesla registrano forti guadagni dopo che i risultati del quarto trimestre dell'azienda hanno superato le aspettative (anche se la società di Elon Musk ha registrato il primo calo di fatturato annuale della sua storia). Tuttavia, i guadagni generali del mercato sono frenati dal calo a doppia cifra di Microsoft Corp che rallenta nella crescita del cloud, mentre a preoccupare sono anche le deboli previsioni sul margine operativo. Gli investitori hanno inoltre rivolto la loro attenzione ad Apple, con i risultati finanziari in pubblicazione dopo la chiusura. La Fed alla vigilia ha mantenuto il tasso di interesse di riferimento in un intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%, come atteso, attirandosi le critiche del presidente Donald Trump.

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A Piazza Affari scivola St sui conti, corrono i titoli oil

A Milano chiusura in forte rosso per Stmicroelectronics, inizialmente scattata in rialzo per poi scivolare in fondo al listino. Negli ultimi tre mesi dell'anno la società ha registrato un rosso di 30 milioni di dollari superiore alle attese ma le prospettive indicate dai vertici del gruppo hanno incassato i giudizi positivi degli analisti. Seduta positiva le banche con in testa Mediobanca. Corrono spinte dal greggio le azioni del comparto oil, con Eni, bene anche Prysmian. Vendite su Telecom Italia, Nexi e Lottomatica Group. In particolare gli acquisti si sono focalizzati su Saipem dopo la decisione di Ubs di alzare il target price a 3,4 euro e della ripresa del progetto Mozambique Lng che per la società ha un valore di circa 3 miliardi di euro. Bene anche Diasorin con il via libera della Fda al test HDV, una mossa che secondo gli analisti “supporterà la crescita” del gruppo.

Brusco stop per il rally dell'oro, recupera il dollaro

L'oro sul finale di seduta ha repentinamente invertito la rotta. Dopo aver aggiornato nuovi massimi a un soffio da 5.600 dollari l'oncia, ha imboccato la strada del ribasso, portandosi a 5.222,3 dollari l'oncia. Stesso movimento per il valore dell'argento che se in mattinata si è spinto al top di 120 dollari l'oncia, adesso cede il 6,1% portandosi a 109,67 dollari l'oncia. Sul fronte valutario sta riprendendo quota il dollaro sull'euro: da 1,1985 dollari di questa mattina, passa adesso di mano a 1,1916 (ieri in chiusura a 1,1935). E' più stabile il cambio dollaro-yen, sotto la lente degli investitori dopo i rumor dei giorni scorsi su possibili interventi delle autorità: si attesta a 153,29 (questa mattina a 153,24 ieri 153,6).

Gli investitori, si ragiona nelle sale operative, stanno probabilmente portando a casa un po' di realizzi, considerando la corsa registrata dai metalli preziosi nell'ultimo periodo. Il valore dell'argento da inizio anno è arrivato a vantare un progresso attorno al 50% (ridotto adesso attorno al 45%). Anche l'oro, solamente nel corso di gennaio, ha guadagnato attorno al 20%. Nel corso dell'ultimo anno il metallo giallo ha messo a segno una volata del 90% circa, beneficiando dei timori per i rischi geopolitici, nonché per il debasement (ossia la perdita di valore del dollaro), essendo considerato il bene rifugio per eccellenza.

Borsa a metà seduta

Le tensioni Usa-Iran spingono il greggio, Brent oltre 70 $

Terzo giorno di rialzi per il prezzo del petrolio, che continua a correre a fronte delle crescenti preoccupazioni che gli Stati Uniti possano lanciare un attacco militare contro l’Iran, con possibili interruzioni delle forniture dalla regione. I future sul Brent del Mare del Nord, scadenza marzo, hanno superato i 70 dollari al barile, mentre quelli di pari scadenza sul Wti sono vicini ai 65 dollari. Dal 26 gennaio sono cresciuti entrambi di circa il 7%, tornando sui massimi da settembre 2025. Ad alimentare la corsa del greggio sono le minacce all’Iran del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il tycoon preme affinché l’Iran ponga fine al suo programma nucleare, minacciando attacchi militari

Borsa in un minuto

Spread chiude in rialzo a 61 punti, rendimento cala a 3,44%

Chiusura, infine, in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato infatti a 61 punti base, un punto in più rispetto ai 60 di ieri. In leggera flessione invece il rendimento del BTp decennale benchmark che ha terminato la seduta al 3,44% dal 3,46% del riferimento precedente.

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