Borse, caro greggio pesa sull’Europa. A Milano (-0,1%) bene Tim con rilancio Poste
L'escalation in Medio Oriente tiene in tensione i mercati con nuovi attacchi degli Houthi dello Yemen alle infrastrutture energetiche dell'Arabia Saudita. Il Brent scambia vicino ai 98 dollari al barile, mentre il gas sopra i 75 euro al Mwh
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L'impennata dei prezzi dell'energia e l’acuirsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente pesano sulle Borse europee, che chiudono deboli una seduta volatile. Il petrolio resta al centro dell’attenzione dei mercati e riaccende i timori di uno shock inflazionistico: con il Brent vicino ai 100 dollari al barile i mercati stanno ormai incorporando l'ipotesi di una guerra più lunga e di maggiori perturbazioni sui mercati energetici globali. Ad aggravare la situazione una serie di attacchi degli Houthi dello Yemen che hanno preso di mira anche infrastrutture energetiche nel sud dell'Arabia Saudita.
Chiedilo al Sole
Un insieme di fattori monitorato con grande attenzione dalle banche centrali, con la Bce che giovedì 10 settembre dovrebbe aumentare per la seconda volta quest’anno il costo del denaro, e la Fed che attende il dato sull’inflazione americana di venerdì 11 per decidere le prossime mosse in vista del meeting del 16 settembre. Così il Ftse Mib di Milano chiude a -0,1%, in calo anche il Dax di Francoforte (-0,05%), l’Ibex di Madrid (-0,25%) e il Ftse 100 di Londra (-0,1%). Resistono, invece, il Cac di Parigi (+0,14%) e l’Aex di Amsterdam (+0,06%)..
Wall Street in calo, pesa il rally del greggio
Viaggiano in calo gli indici a Wall Street. A incidere, la guerra tra Usa e Iran, e il conseguente aumento del prezzo del petrolio, e le crescenti tensioni commerciali tra Canada e Stati Uniti, con l'entrata in vigore dei dazi di ritorsione canadesi su circa 20 miliardi di dollari di merci statunitensi. La Fed terrà una riunione di politica monetaria, la prossima settimana: secondo il FedWatch Tool del Cme Group, gli operatori di mercato stimano una probabilità del 60% che la Banca centrale aumenti i tassi di interesse di un quarto di punto percentuale.
A Milano in luce Tim dopo il rilancio di Poste
A Piazza Affari l'attenzione è tutta sull’Opas su Telecom Italia (+2,89%), tra i migliori del listino principale dopo che il cda di Poste Italiane (+0,53%) ha alzato la parte dell'offerta in cash di 0,30 euro, fino a 1,97 euro complessivi, più 0,218 azioni ordinarie di Poste. Positivi anche i petroliferi, ancora una volta in scia ai rincari del greggio: spiccano Eni (+1,25%), Tenaris (+1,35%) e Saipem (+0,72%) dopo l'aggiudicazione di un nuovo contratto in Turchia. Bene anche Fincatieri (+2,11%) e Prysmian (+2,39%), in testa Inwit (+3,13%). Seduta debole per Unicredit (+0,33%) dopo l'ok della Bce al Danish Compromise sulle partecipazioni assicurative. In coda Stellantis (-2,8%) e St (-3,41%) insieme ai chip europei, su cui gravano l'accoglienza fredda a Hong Kong della maxi-Ipo di Longsys, e un report di settore di Morgan Stanley.
Il Brent punta a quota 100, corre anche il gas
Ennesima seduta di rialzo per il prezzo del petrolio, con il Brent che si è più volte avvicinato ai 100 dollari al barile per poi attestarsi vicino ai 98 dollari e il Wti che scambia a ridosso dei 93 dollari. Ad alimentare il rally del greggio sono i nuovi attacchi da parte degli Houthi nel sud dell'Arabia Saudita e lo stallo nelle trattative sullo stretto di Hormuz, su cui «rimane l’incognita di quale sarà la reazione degli Usa» a un eventuale accordo tra Iran e Oman «e soprattutto se il blocco navale, che ha generato negli ultimi giorni attacchi a diverse navi, rimarrà in piedi», sottolineano gli analisti di Mps. Netto rialzo anche per il prezzo del gas europeo ad Amsterdam, vicino ai 76 euro al MWh.


