Mercati

Le trimestrali e le frenata dell’inflazione Usa non rilanciano le Borse. Crolla Ibm, Wti chiude +1,19%

Il dato migliore delle attese al 3,5% alimenta le aspettative di una Fed meno restrittiva. Trump rinuncia alla tassa del 20% su Hormuz e rallenta il rally del greggio. Il Ftse Mib di Milano chiude a +0,1%

La Borsa, gli indici del 14 luglio 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La frenata dell'inflazione Usa, che a giugno si è attesta al 3,5% contro attese per il 3,8%, e gli utili monstre delle banche americane non bastano alle Borse europee, che chiudono caute la seduta. Il Ftse Mib di Milano termina a +0,1%, su livelli simili il Dax di Francoforte (+0,12%), più indietro il Cac di Parigi (+0,03%). L’Aex di Amsterdam chiude a +0,4%, l’Ibex di Madrid a +0,2% come il Ftse 100 di Londra.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Continuano a preoccupare i mercati le tensioni in Medio Oriente, ma il dietrofront del presidente Usa, Donald Trump, sulla tassa del 20% per l'utilizzo dello Stretto di Hormuz rallenta il rally del petrolio. «Sulla base di conversazioni molto produttive con i leader del Medio Oriente, ho deciso di sostituire la tassa di rimborso del 20% agli Stati Uniti con accordi commerciali e di investimento che i vari Stati del Golfo effettueranno negli Stati Uniti», ha affermato il presidente.

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Wall Street chiude in rialzo, Dj +0,02%, Nasdaq +0,90%

Wall Street chiude positiva. Il Dow Jones sale dello 0,02% a 52.508,66 punti, il Nasdaq avanza dello 0,90% a 26.107,01 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,38% a 7.543,88 punti.

L'indice dei prezzi al consumo è cresciuto, su base annuale, del 3,5%, dopo il 4,2% di maggio. Su base mensile, registrato un calo dello 0,4%, il calo maggiore dall'aprile 2020. Le attese erano, rispettivamente, per un rialzo del 3,8% e un calo dello 0,2%. Sull'azionario, crolla il titolo di Ibm dopo che il fornitore di hardware, software e servizi di consulenza ha pubblicato i risultati preliminari del secondo trimestre, inferiori alle aspettative.

Warsh, cambio di regime per eliminare "tassa" inflazione

Definendo l'inflazione un «onere ingiusto», il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha ribadito la sua richiesta di un «cambio di regime» presso la Banca centrale. «È una tassa per i cittadini e le imprese americane. Abbiamo intenzione di sbarazzarci di questa tassa», ha affermato. «Ciò significa che abbiamo bisogno di un cambio di regime nella politica monetaria e di una nuova valutazione delle pratiche, alcune delle quali hanno funzionato, altre no». In audizione in Congresso, Warsh ha inasprito le sue recenti posizioni critiche sull'inflazione, pur sottolineando la solidità dell'economia statunitense e i benefici derivanti dagli investimenti delle imprese, in particolare nel campo dell'intelligenza artificiale. Warsh ha inoltre promesso di «impostare correttamente la politica monetaria» e sconfiggere l'inflazione, che ha afflitto la Banca centrale negli ultimi cinque anni.

A Milano svetta Prysmian, giù Inwit

Sull’azionario milanese, svetta Prysmian (+3,4%), seguita da Fincantieri (+2,7%). Bene le utility con A2a (+1,8%), mentre i petroliferi si indeboliscono: Saipem chiude a -1% e Tenaris a -0,2%, unica eccezione Eni a +0,6%. Gli ottimi risultati delle banche americane, con JPMorgan, Bank of America, Citigroup e Goldman Sachs che hanno registrato utili in forte crescita sopra le attese del mercato, non sostengono il comparto a Piazza Affari, contrastato in attesa di eventuali sviluppi sul fronte del consolidamento del settore. Seduta in calo per Banco Bpm (-0,5%), Bper (-1%), mentre salgono Mps (+0,7%) e Intesa (+0,3%). In altalena Stmicroelectronics, che dopo aver cambiato più volte direzione termina a -0,4%. In coda Inwit (-3,8%) con la notizia che dopo Tim anche Fastweb+Vodafone ha ottenuto dal giudice il rigetto della richiesta di sospensiva riguardo alla disdetta del contratto Msa da parte della telco guidata da Walter Renna.

Wti sotto gli 80 dollari, corre il gas

Il dietrofront di Trump frena il rally del greggio con il Brent sugli 85 dollari al barile e il Wti sotto gli 80 dollari chiudendo in rialzo a New York a 79,07 dollari (+1,19%).

Sale il gas naturale ad Amsterdam a 53,5 euro al megawattora (+4,5%). Sul mercato valutario, l’euro scambia 1,1440 dollari (ieri in chiusura a 1399 dollari). Quota inoltre 184,32 yen (185,02), mentre il dollaro-yen si attesta a 161,99(162,31). Il bitcoin sale del 4,3% a 64.714 dollari.

Spread stabile a 76 punti

Chiusura stabile per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato a 76 punti, senza variazioni rispetto al closing della vigilia. Fermo anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 3,86%, lo stesso riferimento registrato alla vigilia in chiusura.

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