Borse, da Seul nuovo colpo al tech ma Milano resiste (+0,4%). Wall Street chiude negativa, petrolio +9%
Gli attacchi Usa in Iran spingono il prezzo del greggio, mentre ci si interroga sul futuro dello Stretto di Hormuz. La nuova ondata di vendite sul tech asiatico pesa in particolare sui semiconduttori
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee archiviano una seduta nel complesso cauta, con gli occhi rivolti all'Asia - reduce da forti vendite nel settore tech, in particolare in Corea (Kospi -9%) - e al Golfo Persico. Le tensioni geopolitiche sono tornate in primo piano dopo l'intensificarsi degli attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani e la successiva risposta di Teheran. Così i traffici nello Stretto di Hormuz risultano ridotti e il petrolio chiude in volata a New York.
Chiedilo al Sole
Le quotazioni salgono del 9,42% a 78,14 dollari per poi scendere leggermente.
«Gli Stati Uniti, d'ora in poi, saranno 'i guardiani dello Stretto'. Per questo, saranno rimborsati con il 20% sul valore di tutte le navi che lo attraverseranno», ha detto in proposito il presidente Usa, Donald Trump. «Non permetteremo agli Stati Uniti di intervenire nella gestione dello Stretto», ha risposto a stretto giro il comando militare congiunto iraniano.
Così il Ftse Mib di Milano ha chiuso in lieve rialzo a +0,37% (52.809 punti), ravvicinandosi a piccoli passi alla soglia dei 53mila. Più vicine alla parità le altre piazze del continente. Gli investitori restano inoltre cauti in vista della stagione delle trimestrali delle principali banche statunitensi, attese nei prossimi giorni.
Wall Street in negativo con il tech
Wall Street chiude negativa con le nuove tensioni in Iran e tutto il Medio Oriente. Il Dow Jones cede lo 0,26% a 52.498,82 punti, il Nasdaq lascia l’1,55% a 25.873,18 punti e S&P 500 perde lo 0,79% a 7.515,84 punti.


