Mercati

Borse, da Seul nuovo colpo al tech ma Milano resiste (+0,4%). Wall Street chiude negativa, petrolio +9%

Gli attacchi Usa in Iran spingono il prezzo del greggio, mentre ci si interroga sul futuro dello Stretto di Hormuz. La nuova ondata di vendite sul tech asiatico pesa in particolare sui semiconduttori

La Borsa, gli indici del 13 luglio 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee archiviano una seduta nel complesso cauta, con gli occhi rivolti all'Asia - reduce da forti vendite nel settore tech, in particolare in Corea (Kospi -9%) - e al Golfo Persico. Le tensioni geopolitiche sono tornate in primo piano dopo l'intensificarsi degli attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani e la successiva risposta di Teheran. Così i traffici nello Stretto di Hormuz risultano ridotti e il petrolio chiude in volata a New York.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Le quotazioni salgono del 9,42% a 78,14 dollari per poi scendere leggermente.

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«Gli Stati Uniti, d'ora in poi, saranno 'i guardiani dello Stretto'. Per questo, saranno rimborsati con il 20% sul valore di tutte le navi che lo attraverseranno», ha detto in proposito il presidente Usa, Donald Trump. «Non permetteremo agli Stati Uniti di intervenire nella gestione dello Stretto», ha risposto a stretto giro il comando militare congiunto iraniano.

Così il Ftse Mib di Milano ha chiuso in lieve rialzo a +0,37% (52.809 punti), ravvicinandosi a piccoli passi alla soglia dei 53mila. Più vicine alla parità le altre piazze del continente. Gli investitori restano inoltre cauti in vista della stagione delle trimestrali delle principali banche statunitensi, attese nei prossimi giorni.

Wall Street in negativo con il tech

Wall Street chiude negativa con le nuove tensioni in Iran e tutto il Medio Oriente. Il Dow Jones cede lo 0,26% a 52.498,82 punti, il Nasdaq lascia l’1,55% a 25.873,18 punti e S&P 500 perde lo 0,79% a 7.515,84 punti.

I titoli del settore semiconduttori sono sotto pressione anche a causa di Sk Hynix: il colosso sudcoreano ha perso oltre il 14% a Seul, dopo aver debuttato lo scorso venerdì sul Nasdsaq guadagnando il 13%. Nella seduta odierna il titolo è scivolato fino a oltre il -7% anche nella quotazione Usa. I realizzi nel comparto si concentrano pure su Intel, Micron Technology e Nvidia Corp.

«La chiusura dello Stretto incomberà sul mercato con un clima di avversione al rischio», scrive Ben Emons, fondatore di Fed Watch Advisors. «Tuttavia, a meno che non si prospetti una seria chiusura nei prossimi mesi, l'attenzione sarà (anche) sull'indice dei prezzi al consumo (Cpi), su Warsh e sugli utili delle banche». Il dato sull'inflazione è atteso domani, lo stesso giorno in cui Kevin Warsh, il nuovo presidente della Fed, terrà una audizione al Congresso.

A Milano salgono i petroliferi, giù i chip

A Piazza Affari corrono i titoli del comparto energetico, favoriti dall'impennata del prezzo del greggio: Eni (+3,9%) guida così i rialzi del comparto. Riflettori puntati anche su Stellantis (+2%), che ha diffuso le stime sulle consegne consolidate globali del secondo trimestre, previste in crescita del 10%, con un aumento limitato al 5% in Europa e una volata del 38% nel Nord America. A pesare sul listino sono stati in primis i tech, dopo l'ondata di vendite che ha travolto l'Oriente. Giù in particolare St (-0,7%) e Prysmian (-1,2%), legata al comparto per il suo ruolo nell'elettrificazione e nei data center. Le vendite, poi, sono tornate a colpire la difesa, in particolare Leonardo (-1,3%) e Avio (-1,2%).

Seduta volatile, invece, per Inwit (+2,5%). Il titolo ha chiuso in rialzo dopo uno scivolone intraday causato da fonti legali, secondo cui il tribunale di Milano ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dalla società riguardo al recesso del Msa da parte di Tim (+0,4%).

L'attenzione del mercato resta poi concentrata sul settore bancario e, in particolare, su Mps (+1,3%). L'amministratore delegato, Luigi Lovaglio, ha dichiarato che il potenziale dell'istituto senese è superiore a quello attualmente riflesso dalla Borsa, aggiungendo che il management ha il dovere di valutare anche eventuali offerte alternative - a quella di Intesa (+1%) - nell'interesse della banca e degli azionisti. Brillante Fineco (+1,8%) dopo le indiscrezioni su un potenziale interesse di Unicredit (-0,5%).

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Euro/dollaro a 1,14. Sale il petrolio

Sul mercato valutario, l’euro rimane attorno agli 1,14 dollari (1,1432 in chiusura venerdì), mentre il bitcoin perde quota sotto i 63mila dollari.

Sul fronte energetico, le nuove tensioni in Medio Oriente mettono come detto le ali al petrolio.

Il Wti si avvicina così ai 75 dollari al barile, mentre il Brent supera la soglia psicologica degli 80 dollari. Viaggia in rialzo anche il gas, con il Ttf agosto che ad Amsterdam segna oltre 51 euro al megawattora.

Spread chiude in rialzo a 76 punti

Chiusura in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund sulle rinnovate tensioni tra Iran e Usa. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si e' attestato a 76 punti, uno in più rispetto al closing di venerdì scorso. In aumento anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 3,86%, dal 3,80% del riferimento precedente.

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