Mercati

Borse, Nvidia non dà la scossa. Milano strappa la parità sul finale

A Piazza Affari il Ftse Mib chiude a -0,03% dopo una seduta volatile. Corre ancora Avio, debole Stellantis dopo il piano. Wall Street resta in rosso, mentre non si aprono spiragli tra Usa e Iran. Petrolio ancora in salita, euro/dollaro sotto 1,16

di Chiara Di Cristofaro e Giorgia Colucci

La Borsa, gli indici del 21 maggio 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Dopo una prima parte della seduta in altalena e una seconda parte in rosso, le Borse europee falliscono un tentativo di recupero sul finale e chiudono deboli, appese agli esiti dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, con il presidente americano Donald Trump che parla di accordo vicino mentre la guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha emesso una direttiva secondo cui l'uranio arricchito non deve essere inviato all'estero, irrigidendo così la posizione di Teheran su una delle principali richieste degli Stati Uniti nei colloqui di pace. Milano sul finale strappa una timida parità (il Ftse Mib chiude in calo frazionale dello 0,03%), segno meno per le altre Borse europee con l'eccezione di Amsterdam. In rosso gli indici Usa, mentre i prezzi dei Treasury sono di nuovo in calo e i rendimenti in rialzo.

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L'incertezza regna sovrana, dunque, sugli esiti dei colloqui tra Stati Uniti e Iran e sulla possibile riapertura dello Stretto di Hormuz, una situazione che stenta ancora a sbloccarsi dopo quasi tre mesi di conflitto, e con il prezzo del petrolio tornato a salire dopo le parole di Khamenei, insieme ai timori per l'inflazione e la crescita. Gli effetti sulle previsioni economiche, si sono visti, intanto, nel peggioramento delle stime della Commissione Ue su Pil e inflazione, che allontana l'ipotesi di un rialzo dei tassi da parte delle banche centrali.

Non sono bastati, dunque, a far proseguire il rally i risultati record del colosso Nvidia, attesissimi dal mercato. Il gigante statunitense dei chip ha pubblicato numeri che hanno ampiamente superato le aspettative ma che lasciano ancora una volta in campo il dubbio centrale di tutta questa fase di euforia: fino a quando si potrà crescere a questi ritmi? E, soprattutto, l'AI rispetterà le promesse fatte al mercato?

Wall Street chiude positiva. Pesante Walmart

Wall Street chiude positiva. Il Dow Jones sale dello 0,55% a 50.285,72 punti, il Nasdaq avanza dello 0,09% a 26.293,10 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,17% a 7.445,70 punti. Gli operatori analizzano la trimestrale di Nvidia Corp . La società ha ampiamente superato le aspettative di Wall Street in termini di utili e previsioni, annunciando inoltre un aumento del dividendo trimestrale in contanti a 25 centesimi. Tuttavia, gli investitori si aspettano ormai che il produttore di chip superi le stime e riveda al rialzo le proprie previsioni, in un contesto di boom dell'intelligenza artificiale. Vendite pesanti su Walmart - il più grande retailer globale - dopo la trimestrale deludente, che alimenta i timori degli investitori sugli effetti del conflitto in Medio Oriente sull'economia e sui consumi.

Sul fronte macro, sono state meno delle attese le richieste di sussidi alla disoccupazione nell'ultima settimana (209mila contro 210mila stimate), con un calo di 3mila unità. Peggiorano invece (e deludono le attese) le condizioni del settore manifatturiero nell'area di Philadelphia: l'indice calcolato dalla Fed locale è stato pari a -0,4 punti, contro attese per un dato a 17,8 punti, dopo i 26,7 del mese precedente. A completare il quadro, i dati sui cantieri edili e sui permessi edilizi che in aprile hanno avuto un andamento opposto, ma migliore delle attese.

A Milano corre ancora Avio. Bene Generali dopo i conti, giù Stellantis col piano

A Piazza Affari bene Generali, premiata dopo conti del primo trimestre che hanno visto un risultato operativo in crescita dell’8% a 2,2 miliardi di euro. Ma la maglia rosa è ancora di Avio che non arresta la corsa delle ultime sedute, dopo il successo del lancio del satellite Smile con il lanciatore Vega C. Ben impostate anche le Ferrari, riprendono a salire i titoli oil con il nuovo aumento del prezzo del greggio.

Brusco scivolone in fondo al listino per Stellantis nel giorno della presentazione del nuovo Piano industriale: 60 miliardi di investimenti con quattro brand al centro ma per il momento non sono ancora stati svelati nel dettaglio i target finanziari né sul payout.

Generalmente deboli le banche, con Unicredit a guidare i ribassi. Giù ancora Diasorin dopo l'Investor Day della vigilia.

Petrolio torna a salire, su anche il gas. Opec+ potrebbe aumentare produzione

Sul fronte energetico, il petrolio torna a correre con le notizie in arrivo dal Medio Oriente: il Brent si muove ben oltre i 107 dollari al barile e il Wti torna sopra i 101 dollari.

Secondo Reuters, che cita quattro fonti, sette dei principali Paesi produttori di petrolio dell’alleanza Opec+ probabilmente approveranno un modesto aumento della produzione di luglio durante la riunione del 7 giugno, anche se per diversi membri le consegne restano perturbate dalla guerra con l’Iran. Secondo le fonti, il target mensile fissato dai sette membri chiave dell’Opec+ dovrebbe essere aumentato di circa 188.000 barili al giorno.

In calo il gas naturale ad Amsterdam appena sotto i 50 euro al megawattora. In lieve calo il prezzo dell’oro che scambia sui 4.500 dollari l’oncia.

Biglietto verde in ripresa mentre aumentano le tensioni in Iran

Dollaro in rafforzamento contro le principali valute, con l'euro nuovamente spinto sotto quota 1,16 mentre aumenta la tensione in Iran. A mantenere il biglietto verde su livelli di forza ci sono anche «i verbali della Fed hanno mostrato una crescita del numero dei falchi all’interno del Fomc», sottolineano gli analisti di Mps. La maggior parte dei membri ritiene che l’istituto dovrà «probabilmente valutare un aumento dei tassi se l’inflazione dovesse continuare a mantenersi persistentemente sopra il target». Si sono ridimensionate «anche le attese sulla Bce con il terzo rialzo che non è più prezzato pienamente. Secondo quanto riferito da alcune fonti a Reuters, il rialzo a giugno appare quasi certo, ma è probabile che la Bce non si sbilanci su ulteriori mosse smorzando così le attese per un secondo rialzo a luglio», aggiungono gli analisti.

Commissione Ue peggiora stime pil e inflazione

Sul fronte macroeconomico, la Commissione europea ha ridotto le stime di crescita del pil rispetto alle precedenti di novembre per la zona euro: quest’anno l’attività dovrebbe crescere dello 0,9% e l’anno prossimo dell’1,2% contro la stima d’autunno di 1,2% e 1,9% rispettivamente. Di contro, le stime di inflazione sono state riviste al rialzo: quest’anno il tasso di crescita dei prezzi al consumo dovrebbe attestarsi sul 3% dopo 2,1% nel 2025 (stima di novembre 1,9%), nel 2027 dovrebbe calare al 2,3% (stima precedente 2%).

Spread in rialzo a 75 punti base, sale il rendimento decennale

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato infatti a 75 punti base, in aumento rispetto ai 73 punti della chiusura della vigilia. Sale lievemente anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha terminato gli scambi al 3,85% dal 3,83% del riferimento precedente.

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