Trump gela i mercati, Milano limita i danni (-1,2%). Petrolio balza a 80$
Corre il greggio sui timori per una possibile nuova chiusura di Hormuz. Da Ankara, Trump ha ribadito la posizione sull'Iran: «Li colpiremo duramente di nuovo questa sera». Wall Street in altalena
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Gli spettri di una nuova escalation in Iran tornano a spaventare le borse europee, che chiudono tutte in forte ribasso. Così, mentre Wall Street chiude contrastata, Milano (-1,22%) riesce a contenere le perdite, scendendo poco sotto la soglia psicologica dei 52mila punti (a 51.817), grazie allo sprint dei petroliferi. Più pesanti le perdite per Parigi (-2,2%) e Francoforte (-2,3%). Al centro le parole del presidente americano, Donald Trump, che dal vertice Nato di Ankara ha definito l’Iran un Paese «bugiardo e malato», specificando che la tregua «è finita». Dopo il summit, Trump ha ribadito la sua posizione: «Li colpiremo duramente di nuovo questa sera». I commenti dell'inquilino della Casa Bianca hanno fatto schizzare i prezzi del petrolio, con il Brent che è arrivato di nuovo a toccare gli 80 dollari al barile.
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E mentre si è chiuso il vertice Nato ad Ankara, l’attenzione degli investitori rimane salda anche sulle banche centrali. Sale l'attesa per la pubblicazione, in serata, dei verbali delle riunioni di giugno della Fed mentre giovedì tocca alla Bce. I documenti offriranno indicazioni preziose sull’orientamento dei singoli membri rispetto all’evoluzione futura dei tassi di interesse. Sul tema è intervenuto anche il governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, che ha escluso un maxi rialzo dei tassi nel Vecchio Continente. In particolare per il governatore i rischi di aumento dell’inflazione continuano a coesistere con rischi di ribasso per la crescita, ma l’economia non si trova nella stessa situazione di quattro anni fa.
Wall Street in negativo
Wall Street chiude in altalena, in un contesto di rinnovate ostilità in Medio Oriente che hanno fatto impennare i prezzi del petrolio. Il Dow Jones perde l’1,09% a 52.347,97 punti, il Nasdaq sale dello 0,20% a 25.870,65 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,28% a 7.482,57 punti. L'attenzione degli investitori si è concentrata anche sui verbali della riunione di giugno del Federal Open Market Committee (Fomc), la prima di Kevin Warsh presidente, nel corso della quale diversi membri della Fed hanno sollevato il tema del rialzo dei tassi, ma poi hanno appoggiato la decisione di lasciarli inviariati.
Sull'azionario, in rosso i titoli delle società più esposte ai prezzi del carburante, uno tra tutti United Airlines Holdings. Più volatili dopo i rialzi iniziali i titoli tech e dei semiconduttori, tra gli altri spiccano Western Digital e Micron Technology. Scatta Broadcom, dopo l'annuncio dell'ampliamento della partnership tra il produttore di chip e Apple. L'accordo pluriennale vale oltre 30 miliardi di dollari e rappresenta il più grande impegno produttivo negli Stati Uniti per Apple, finora. Osservata speciale Space Exploration Technologies - la società dei razzi di Elon Musk -, che alla chiusura della vigilia si trovava sotto al prezzo di quotazione iniziale di 150 dollari.
A Piazza Affari occhi su tech e petroliferi
Resta alta l’attenzione degli investitori per il comparto tech : St (+0,2%) chiude poco mossa dopo lo scivolone della vigilia, quando il mercato ha iniziato a rimettere in dubbio non tanto la rivoluzione in corso legata all’AI, quanto la sostenibilità dei relativi modelli di business. Sul fronte bancario, osservata speciale Unicredit (-2,8%), che ha comunicato che le adesioni finali all'Ops lanciata su Commerzbank (-2,4%) sono pari al 17,6%. La quota complessiva della banca guidata da Andrea Orcel si attesta al 47,59% senza derivati cash.


