Mercati

Trump gela i mercati, Milano limita i danni (-1,2%). Petrolio balza a 80$

Corre il greggio sui timori per una possibile nuova chiusura di Hormuz. Da Ankara, Trump ha ribadito la posizione sull'Iran: «Li colpiremo duramente di nuovo questa sera». Wall Street in altalena

La Borsa, gli indici del 8 luglio 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Gli spettri di una nuova escalation in Iran tornano a spaventare le borse europee, che chiudono tutte in forte ribasso. Così, mentre Wall Street chiude contrastata, Milano (-1,22%) riesce a contenere le perdite, scendendo poco sotto la soglia psicologica dei 52mila punti (a 51.817), grazie allo sprint dei petroliferi. Più pesanti le perdite per Parigi (-2,2%) e Francoforte (-2,3%). Al centro le parole del presidente americano, Donald Trump, che dal vertice Nato di Ankara ha definito l’Iran un Paese «bugiardo e malato», specificando che la tregua «è finita». Dopo il summit, Trump ha ribadito la sua posizione: «Li colpiremo duramente di nuovo questa sera». I commenti dell'inquilino della Casa Bianca hanno fatto schizzare i prezzi del petrolio, con il Brent che è arrivato di nuovo a toccare gli 80 dollari al barile.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

E mentre si è chiuso il vertice Nato ad Ankara, l’attenzione degli investitori rimane salda anche sulle banche centrali. Sale l'attesa per la pubblicazione, in serata, dei verbali delle riunioni di giugno della Fed mentre giovedì tocca alla Bce. I documenti offriranno indicazioni preziose sull’orientamento dei singoli membri rispetto all’evoluzione futura dei tassi di interesse. Sul tema è intervenuto anche il governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, che ha escluso un maxi rialzo dei tassi nel Vecchio Continente. In particolare per il governatore i rischi di aumento dell’inflazione continuano a coesistere con rischi di ribasso per la crescita, ma l’economia non si trova nella stessa situazione di quattro anni fa.

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Wall Street in negativo

Wall Street chiude in altalena, in un contesto di rinnovate ostilità in Medio Oriente che hanno fatto impennare i prezzi del petrolio. Il Dow Jones perde l’1,09% a 52.347,97 punti, il Nasdaq sale dello 0,20% a 25.870,65 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,28% a 7.482,57 punti. L'attenzione degli investitori si è concentrata anche sui verbali della riunione di giugno del Federal Open Market Committee (Fomc), la prima di Kevin Warsh presidente, nel corso della quale diversi membri della Fed hanno sollevato il tema del rialzo dei tassi, ma poi hanno appoggiato la decisione di lasciarli inviariati.

Sull'azionario, in rosso i titoli delle società più esposte ai prezzi del carburante, uno tra tutti United Airlines Holdings. Più volatili dopo i rialzi iniziali i titoli tech e dei semiconduttori, tra gli altri spiccano Western Digital e Micron Technology. Scatta Broadcom, dopo l'annuncio dell'ampliamento della partnership tra il produttore di chip e Apple. L'accordo pluriennale vale oltre 30 miliardi di dollari e rappresenta il più grande impegno produttivo negli Stati Uniti per Apple, finora. Osservata speciale Space Exploration Technologies - la società dei razzi di Elon Musk -, che alla chiusura della vigilia si trovava sotto al prezzo di quotazione iniziale di 150 dollari.

I Mercati a metà seduta

A Piazza Affari occhi su tech e petroliferi

Resta alta l’attenzione degli investitori per il comparto tech : St (+0,2%) chiude poco mossa dopo lo scivolone della vigilia, quando il mercato ha iniziato a rimettere in dubbio non tanto la rivoluzione in corso legata all’AI, quanto la sostenibilità dei relativi modelli di business. Sul fronte bancario, osservata speciale Unicredit (-2,8%), che ha comunicato che le adesioni finali all'Ops lanciata su Commerzbank (-2,4%) sono pari al 17,6%. La quota complessiva della banca guidata da Andrea Orcel si attesta al 47,59% senza derivati cash.

A compensare i ribassi del Ftse Mib, in parte, ci ha pensato il comparto energetico, in scia all'aumento del prezzo del petrolio: così in cima al listino principale svettano Eni (+3,6%), Tenaris (+2,6%) e Saipem (+3,2%). Quest'ultima beneficia anche del nuovo contratto 2 miliardi di dollari in Indonesia. Realizzi sul comparto della difesa nell'ultimo giorno del summit Nato ad Ankara. Contiene le perdite Leonardo (-1%) dopo il contratto Nato da 200 milioni affidato alla società italiana e ad Accenture per il programma Protected Business Network. Giù anche Avio (-2,5%) e Fincantieri (-3,8%) dopo il recente exploit. In coda Cucinelli (-3,8%) e Stellantis (-5,8%), in una giornata difficile per tutto il comparto auto europeo, complici anche i rialzi del greggio.

Tornano a salire il petrolio e il gas

Come dicevamo, le parole di Trump da Ankara hanno fatto schizzare il prezzo del petrolio. Il Brent con scadenza settembre si è portato in area 80 dollari al barile, mentre il Wti è risalito sui 75 dollari, con un balzo fino a oltre il +7%. Forte anche la fiammata del gas, che ad Amsterdam viaggia sui 49 euro al Megawattora: dopo aver toccato un rialzo di quasi il 10%, ora segna un +5% circa. Sul valutario, il cambio euro/dollaro è in area 1,14; il dollaro/yen a 162,6, mentre l’euro/yen a 185,4.

BTp: spread chiude in rialzo a 81 punti

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund dopo la recrudescenza della crisi tra Usa e Iran. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato a 81 punti, in aumento dai 78 punti della chiusura di ieri. In salita anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 3,90%, dal 3,76% della chiusura della vigilia. Da segnalare il sorpasso del rendimenti dei titoli di Stato francesi su quelli italiani con l'OaT decennale che rende in chiusura il 3,92% e l'OaT a 5 anni che si attesa in chiusura al 3,33% a fronte del 3,29% esibito dal BTp pari scadenza sulla piattaforma Mts.

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