Borse in rosso, si allontana il taglio della Fed. Milano -1,4%, Wall Street chiude contrastata
L’inflazione Usa ha toccato ad aprile i livelli più alti da maggio 2023. A Piazza Affari bene i titoli oil con il greggio che corre ancora, mentre la tregua in Iran è appesa a un filo
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - I timori sulla tenuta della tregua in Iran, con il presidente americano Donald Trump che ha ribadito in un'intervista radiofonica «sull'Iran, non ho fretta», e l’inflazione Usa che ad aprile ha toccato i massimi da maggio 2023, pesano sulle Borse europee, che chiudono in rosso la seduta. Di fronte all’interruzione delle catene di fornitura provocata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, i prezzi al consumo hanno subito un’impennata e resta da capire come il dato sarà accolto dalla Fed. Secondo Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm, «i tagli dei tassi nel corso dell’anno appaiono sempre meno probabili, proprio mentre il rincaro dell’energia inizia a pesare sui consumi e sulla crescita economica complessiva».
Così, il Ftse Mib di Milano termina la seduta a -1,36%, in calo anche il Cac di Parigi (-1%) e il Dax di Francoforte (-1,6%). Non va meglio agli altri indici europei: l’Aex di Amsterdam cede l’1,5%, l'Ibex di Madrid l'1,6%, mentre il Ftse 100 di Londra termian sulla parità.
Wall Street mossa, inflazione Usa oltre le attese
Viaggiano in calo gli indici a Wall Street. In chiusura il Dow Jones guadagna lo 0,11% a 49.761,23 punti, il Nasdaq cede lo 0,7% a 26.090,16 e lo S500 lascia lo 0,14% a 7.402,17 punti.
A pesare sono il rialzo del prezzo del petrolio, la tregua tra Stati Uniti e Iran «appesa a un filo» (secondo il presidente Donald Trump) e la lettura peggiore sull'inflazione da quasi tre anni. In aprile, infatti, l'inflazione americana ha allungato il passo al 3,8% su base annua, il dato più alto da maggio 2023, dal 3,3% del mese precedente e a fronte del 3,7% atteso in base alle stime di mercato.
La guerra con l'Iran ha fatto salire i prezzi del petrolio, con un immediato aumento del costo di benzina, diesel e carburante per aerei, provocando un aumento dei prezzi energetici, ad aprile, del 17,9% annuale. Il dato "core" si è attestato al 2,8% dal 2,6% di marzo e a fronte del 2,7% previsto dagli analisti. Su base mensile i prezzi al consumo sono cresciuti dello 0,6% e dello 0,4% per il dato "core".


