Petrolio

BP, scontro in assemblea sulla revoca degli impegni climatici: ISS invita gli azionisti a votare contro

Il proxy advisor ISS si oppone alla decisione del CdA di BP di cancellare le risoluzioni sulla rendicontazione ambientale, creando divisioni tra gli investitori.

epa12864067 La nave battente bandiera indiana «Jag Vasant», che trasporta gas di petrolio liquefatto (GPL) attraverso lo Stretto di Hormuz, arriva al porto di Mumbai, in India, il 1° aprile 2026. Il blocco delle spedizioni dal Golfo, causato dall’escalation dei conflitti in Medio Oriente, sta provocando gravi interruzioni nell’approvvigionamento di GPL in tutto il Paese.  EPA/DIVYAKANT SOLANKI EPA

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La revisione delle politiche Esg e degli obiettivi ambientali diventa una contesa assembleare in casa BP.

Il proxy advisor Institutional Shareholder Services (ISS) ha raccomandato di votare contro la decisione del consiglio di amministrazione di BP di revocare le risoluzioni aziendali relative alla rendicontazione climatica. Una indicazione che adesso dividerà l’assemblea dei soci su due visioni differenti di impresa, redditività e responsabilità sociale.

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È relativamente raro che grandi gruppi di consulenza per gli azionisti come ISS, le cui raccomandazioni influenzano gran parte delle votazioni degli azionisti nelle assemblee generali annuali, chiedano agli investitori di votare contro la volontà del consiglio di amministrazione.

La retromarcia sull’ambiente

BP sta tornando a concentrarsi su petrolio e gas dopo una sfortunata incursione nelle energie rinnovabili, in un importante cambio di strategia guidato da Meg O’Neill, che ha assunto la carica di CEO questa settimana, diventando il quarto amministratore delegato dell’azienda dal 2023.

Il consiglio di amministrazione di BP ha indetto una votazione per la riunione del 23 aprile per abrogare due risoluzioni del 2015 e del 2019 che prevedevano la rendicontazione climatica specifica per ciascuna azienda.

Nella sua analisi a supporto della raccomandazione, pubblicata venerdì sera, ISS ha definito la mossa del consiglio di amministrazione «senza precedenti nel contesto del Regno Unito».

«Non riteniamo che l’argomentazione del consiglio, secondo cui le precedenti delibere compromettono la chiarezza delle informazioni e la standardizzazione delle stesse, costituisca un argomento sufficientemente convincente da compensare le preoccupazioni relative all’eliminazione delle informazioni in questione”, ha affermato Iss.

Empasse in assemblea

BP necessita del supporto di almeno il 75% degli azionisti per annullare gli impegni, che all’epoca erano stati approvati con quasi il 100% dei voti favorevoli. Il consiglio di amministrazione di BP ha affermato che i requisiti di rendicontazione sul clima, oggetto della sua proposta, sono stati in gran parte superati da quadri normativi obbligatori che forniscono dati più comparabili. L’azienda ha comunque dichiarato che continuerà a pubblicare i dati sul clima in conformità con quadri normativi più ampi, come quelli della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TF-FI) e del Climate-related Financial Disclosures Regulations (CFR).

Un portavoce di BP ha dichiarato sabato che la proposta di abolire tali requisiti è scaturita da «un ampio confronto con i nostri maggiori investitori». «Siamo pienamente concentrati sulla costruzione di una BP più semplice, più forte e di maggior valore. Per questo motivo formuliamo queste raccomandazioni, al fine di fornire informazioni trasparenti e standardizzate che consentano confronti chiari tra le diverse società», ha affermato il portavoce.

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