Infrastrutture

Brescia e il suo territorio capitali dell'acqua grazie a nuovi investimenti

A2A Ciclo Idrico e le amministrazioni locali inaugurano nuovi depuratori a Calvisano e Visano, mentre la città della Leonessa vede scendere le perdite idriche al 20% contro una media nazionale superiore al 40%

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A2A continua a investire in modo rilevante sul ciclo idrico bresciano per ammodernare le reti, ridurre ulteriormente le perdite e innalzare la qualità del servizio. Nelle scorse settimane, sono avvenuti due passaggi rilevanti in un'ottica di realizzazione di infrastrutture strategiche per il territorio. Ovvero l’inaugurazione del nuovo depuratore intercomunale di Visano, impianto moderno e altamente innovativo realizzato da A2A Ciclo Idrico per servire i Comuni bresciani di Visano, Acquafredda, Isorella e Remedello, per un investimento complessivo di oltre 50 milioni. E il taglio del nastro di un altro depuratore, già operativo e sempre in provincia di Brescia, a Calvisano, dove entro l’anno sarà avviato l’esercizio dell’acquedotto e, successivamente, sarà completata l’intera rete fognaria. Per il Comune, finora privo di queste infrastrutture, si tratta di un cambiamento storico, figlio di un piano per la cura dell’acqua avviato da A2A e dall’amministrazione del valore di oltre 81 milioni.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Complessivamente, negli ultimi anni A2A ha investito oltre 200 milioni nel ciclo idrico bresciano per il superamento delle infrazioni comunitarie, mentre il Piano Industriale al 2035 prevede un altro mezzo miliardo destinato allo sviluppo delle infrastrutture idriche provinciali, di cui circa 80 milioni dedicati agli interventi di trattamento reflui ancora da completare.

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Depuratore di Calvisano, valenza locale e nazionale

L’impianto di Calvisano ha una valenza cruciale in ottica locale e significati nazionali. Le criticità nell’articolazione delle reti fognarie e dei sistemi di depurazione che caratterizzano il nostro Paese hanno infatti determinato per l’Italia negli ultimi 20 anni l’attivazione di quattro procedure di infrazione per mancata conformità al diritto dell’Unione Europea. Il depuratore di Calvisano pone le basi per superare il procedimento avviato nel 2014 e garantire il rispetto delle normative comunitarie sul trattamento delle acque reflue, consentendo di evitare sanzioni da parte dell’Ue. Questa nuova infrastruttura ha richiesto un investimento di 6,5 milioni, di cui 6 finanziati dal PNRR. Il Piano per il Comune bresciano prevede inoltre 21,5 milioni per la realizzazione dell’acquedotto e altri 53,6 milioni per la rete fognaria. Ad oggi, sono stati già impiegati 57,5 milioni. «L’Italia investe ancora troppo poco nel ciclo idrico. Nel 2023 la spesa media è stata di 65 euro ad abitante, ben al di sotto degli 82 euro europei – ha spiegato l’amministratore delegato di A2A Renato Mazzoncini -. Nello stesso anno A2A ha investito 130 euro ad abitante, a dimostrazione di quanto la gestione dell’acqua e l’efficienza delle infrastrutture siano per noi una priorità. Lavoriamo per ridurre le perdite idriche, che a livello nazionale registrano un tasso di dispersione media del 42%, e puntiamo su impianti di depurazione avanzati. Oggi i depuratori non sono solo sistemi di trattamento, ma strumenti di economia circolare: trasformano i reflui in acqua riutilizzabile, ad esempio in agricoltura, e i fanghi in energia e calore. Negli ultimi anni abbiamo investito 120 milioni per superare le infrazioni europee e, nel nostro Piano Industriale al 2035, prevediamo 500 milioni di investimenti nel ciclo idrico per il territorio bresciano, di cui 80 milioni per risolvere le restanti procedure. Calvisano è un esempio concreto di ciò che possiamo realizzare in sinergia con le amministrazioni locali».

Il depuratore di Visano

Altro esempio virtuoso è il depuratore di Visano, anch’esso appena inaugurato. L’opera, realizzata sotto la regia dell’Ufficio d’Ambito di Brescia, rappresenta uno degli interventi più attesi degli ultimi anni nel ciclo idrico provinciale: un’infrastruttura dimensionata per 20mila abitanti equivalenti, progettata per rispondere alle esigenze ambientali del territorio e contribuire al superamento delle procedure di infrazione europee che interessano i Comuni coinvolti. Un investimento complessivo di oltre 50 milioni, considerando anche la realizzazione di oltre 22 chilometri di nuova rete fognaria. Il nuovo impianto sostituisce infatti sistemi non più adeguati agli standard europei e consentirà di eliminare numerosi scarichi non depurati, migliorando in modo significativo la qualità ambientale del reticolo idrico locale. In particolare, l’intervento è legato alla procedura di condanna europea 2059/2014 che interessa Remedello e alla procedura di infrazione 2181/2017 relativa a Visano e Isorella. I lavori per il nuovo depuratore sono stati avviati il 19 marzo 2024 e si sono conclusi il 24 marzo 2026. L’investimento complessivo ammonta a circa 18,1 milioni di euro, di cui 11,6 milioni finanziati attraverso il PNRR. Il depuratore è stato progettato secondo criteri di massima sostenibilità ambientale ed efficienza energetica. I processi più odorigeni sono stati confinati all’interno di un capannone chiuso dotato di sistema di deodorizzazione dell’aria tramite biofiltro. Le acque reflue trattate vengono sottoposte a disinfezione con raggi UV, così da consentirne il riutilizzo in agricoltura attraverso lo scarico in un corpo idrico consorziale destinato all’irrigazione. Particolare attenzione è stata riservata anche al tema energetico: l’impianto è infatti dotato di un sistema fotovoltaico dimensionato per coprire integralmente il fabbisogno energetico della struttura, in linea con le più recenti direttive europee in materia di sostenibilità.

Brescia, "capitale" dell'acqua

In parallelo, Brescia continua il suo percorso di tutela dell’acqua, un bene sempre più prezioso messo a rischio dai cambiamenti climatici. Nel 2025 le perdite idriche della rete cittadina sono scese al 20%. Una soglia che porta la città tra le più virtuose a livello nazionale e che conferma la bontà della strategia adottata da A2A Ciclo Idrico e Comune di Brescia in sintonia con l’Autorità d’Ambito. Mentre la dispersione media italiana supera ancora il 42%, Brescia recupera oltre 4,5 punti percentuali in un solo anno scendendo al 20,25% grazie ad un mix innovazione, programmazione e monitoraggio continuo. Il risultato è il frutto di un percorso che ha ripensato il modo in cui la rete viene monitorata e gestita. Dal 2017, anno in cui la dispersione era pari al 31,9%, A2A Ciclo Idrico ha intrapreso una progressione costante che ha portato a un abbattimento di dodici punti percentuali, dimezzando la quantità assoluta di acqua dispersa grazie ad una doppia strategia: distretti e sensori. Rispetto alla dispersione del 2017, Brescia nel 2025 ha salvato 5,4 milioni di metri cubi d’acqua, un quantitativo sufficiente a coprire l’intero fabbisogno annuale di una città di 70mila abitanti. Si tratta di un risultato che assume un valore ancora più rilevante alla luce degli scenari delineati dal Blue Book Utilitatis, che evidenziano come il cambiamento climatico e i periodi di siccità impongano a tutti i territori un uso sempre più attento e razionale della risorsa idrica.

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