Brilla Nexi dopo il voto Ue sull'euro digitale
La paytech italiana è fra le società aggiudicatarie di alcuni degli appalti della Bce legati allo sviluppo della nuova tecnologia
di Ivan Torneo
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2' di lettura
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Seduta brillante per Nexi e per il comparto europeo dei pagamenti digitali. A Milano il titolo della paytech italiana registra la performance migliore dell'ultima seduta settimanale. Ben allineati anche i competitor del Vecchio Continente, tra cui Worldline a Parigi, e Adyen che sulla piazza di Amsterdam. A sostenere il sentiment contribuisce il voto della vigilia al Parlamento europeo, che ha approvato la propria posizione sull’euro digitale, dando il via libera ai negoziati istituzionali.
Il progetto punta a creare una nuova forma di moneta elettronica emessa dalla Bce - utilizzabile online e offline - e riporta al centro il tema dell’autonomia europea nelle infrastrutture di pagamento, oggi largamente dipendenti da grandi operatori internazionali, soprattutto americani. A questo proposito, ieri sera la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, in un'intervista a Euronews ha confermato i passi avanti, spiegando che «entro dicembre del 2026, avremo una serie di proposte per il design e l'aspetto delle nuove banconote» digitali.
Va comunque precisato che l’impatto dell’euro digitale sui singoli operatori dipenderà dall’architettura finale del sistema. Da questo punto di vista, Nexi non solo è fra le società aggiudicatarie di alcuni degli appalti della Bce legati allo sviluppo dell'euro digitale, ma punta a essere lo snodo dell'infrastruttura continentale dei pagamenti. E per Cdp, che ha rafforzato la presa e può salire fino al 29,9%, è strategica per la sovranità finanziaria nell'Ue.
Su Nexi, inoltre, Intermonte ha commentato in mattinata la preview sui risultati del secondo trimestre e del semestre, attesi il prossimo 29 luglio. La Sim mantiene una posizione prudente, con "ricavi ancora deboli, ma guidance per l'anno fiscale 2026 credibile grazie ai costi". Le stime indicano ricavi del secondo trimestre a 912 milioni di euro, in crescita dello 0,7% su base annua, e ricavi semestrali a 1,7 miliardi, +0,8%.
«Il messaggio chiave è che Nexi dovrebbe mostrare ancora poca crescita organica visibile, ma una buona capacità di tenuta dell’Ebitda grazie al controllo dei costi e al lavoro del nuovo management sull’efficienza interna», riassume il team di Intermonte, pur vedendo poco spazio per revisioni al rialzo nel breve: «Eventuali sorprese positive ci sembrano più probabili sui costi - rimarcano - coerentemente con il focus del nuovo Ceo su execution, semplificazione e disciplina operativa».

