Buoni risultati da Sotheby’s per i poster vintage dai classici ai titoli più recenti
Da King Kong alla La Dolce Vita e Alice nel paese delle meraviglie. Sorprende il risultato del film di animazione giapponese Akira
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I punti chiave
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Il mercato del manifesto cinematografico vintage da collezione, negli ultimi cinque, dieci anni, si sta orientando sempre più verso la cinematografia relativamente più recente, in particolare quella degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Spiega Armando Giuffrida, uno dei maggiori esperti del settore, mercante e consulente per Aste Bolaffi «questo spostamento d’interesse è dovuto in larga parte al ricambio generazionale tra vecchi e nuovi collezionisti. Il giovane collezionista che si avvicina oggi al settore è alla ricerca di manifesti dei film che ha vissuto e che gli hanno trasmesso emozioni. Titoli come “Il Padrino” di Francis Ford Coppola, la trilogia del dollaro di Sergio Leone, la fantascienza di “Barbarella” di Roger Vadim e di “Ritorno al Futuro” di Robert Zemeckis, “Arancia Meccanica” di Stanley Kubrick, “Bullitt” con Steve McQueen, insieme ai classici di Fellini e Antonioni, rappresentano i nuovi poli d’interesse per le generazioni che si stanno affacciando al collezionismo cinematografico. I grandi classici dell’horror e del fantastico, come Frankenstein, continuano a mantenere un forte valore d’investimento, ma difficilmente raggiungibili.
I minori
Al contrario, per i titoli minori il mercato si è notevolmente ristretto, anche a causa di una scarsa conoscenza diffusa e di un minor riconoscimento culturale da parte del pubblico più giovane». Partendo da queste considerazioni, parliamo dei buoni risultati nell’ultima asta di manifesti cinematografici vintage promossa da Sotheby’s, che ha offerto online ai collezionisti, dal 5 al 20 maggio, 146 lotti. Nella top ten dei pezzi aggiudicati spicca La Dolce Vita, il celebre film di Federico Fellini del 1960, un manifesto in quattro fogli (201 × 140 cm), illustrato dall’artista Giorgio Olivetti, che partendo da una stima di 17 -23 mila euro è stato aggiudicato a 32 mila euro. Olivetti, bolognese di origine, ha creato una delle immagini più iconiche del cinema italiano, con Marcello ritratto con la sigaretta penzolante e gli occhi languidi verso Sylvia. L’esemplare venduto è tra i migliori apparsi sul mercato negli ultimi anni, in quanto rinvenuto di recente nel suo stato originale, piegato, e successivamente intelato, non era stato mai aperto per oltre cinquant’anni.
La migliore aggiudicazione è toccata al manifesto del film di James Bond, “Dr. No” (76 x 102 cm) diretto da Terence Young con Sean Connery e Ursula Andress, uscito nelle sale nella versione a colori nel 1962, il quale partendo da un range di valutazione tra i 16-23 mila euro, è stato battuto al prezzo di 52 mila euro. Segue, tra le migliori aggiudicazioni, un manifesto del 1933 del film King Kong (144,8 × 113 cm), diretto da Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack e realizzato con gli effetti speciali di Willis H. O’Brien, pioniere dell’animazione, aggiudicato a 44 mila euro, a fronte di una stima di 46– 69 mila euro. Immancabile Audrey Hepburn con “Breakfast at Tiffany’s” (152 x 102 cm) del 1961 per la regia di Blake Edwards, aggiudicato a 18 mila (stima 17– 23 mila euro) e una fotobusta del 1954 di “Sabrina” diretto da Billy Wilder, aggiudicata a 5.000,00 euro (stima 3.400–6.000 euro).
Sorprende l’invenduto dei manifesti della versione italiana dei manifesti di “Colazione da Tiffany” (201 x 140 cm) con una stima di 20– 28 mila euro e di Vacanze Romane (201 x 140 cm) diretto da William Wyler nel 1953, stimato tra 7– 9 mila euro, entrambi illustrati dal maestro Ercole Brini.
Tra i classici Disney risulta interessante il prezzo ottenuto da “Alice au Pays des Merveilles” (160 x 119 cm) del 1951, pari a 14.000,00 euro (stima 8.000–11.500 euro). Il manifesto è una rara edizione francese, rimasto al sicuro per oltre vent’anni in una collezione privata. Sorprende il risultato del film cult di animazione “Akira” (74 x 51 cm) di Katsuhiro Otomo, 1988, il quale partendo da una stima di base da 2.300 -3.400 è stato aggiudicato al prezzo di 13.300,00 euro. I manifesti cinematografici vintage, in particolare quelli dell’età d’oro italiana realizzati da Anselmo Ballester, Sandro Symeoni, Ercole Brini, Silvano Campeggi (Nano), Renato Casaro e, andando più indietro nel tempo, da Leopoldo Metlicovitz, rappresentano ancora oggi un riferimento imprescindibile per il collezionismo e costituiscono una parte rilevante della storia dell’arte italiana del Novecento. Nonostante ciò, fatta eccezione per il Museo del Cinema di Torino e poche altre realtà minori, in Italia manca un luogo della cultura capace di restituire piena dignità a questa forma d’arte e ai suoi interpreti.








