Su Nature

La Nasa trova tracce di vita su Marte, la scoperta in una roccia

Trovata e osservata dal Rover della Nasa, Perseverance, su questa roccia microbi avrebbero lasciato un segno chiaro, formato da minerali che altrimenti non sarebbero facilmente presenti

di Leopoldo Benacchio

La roccia su cui sono stati trovati segni COMPATIBILI con tracce di vita passata.

3' di lettura

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Segni di vita su Marte, miliardi di anni fa? Ancora una volta forse, ma è sempre più vicina la soluzione di questo interrogativo, che ci si pone davanti ad ogni missione marziana.

Nasa, in una conferenza stampa molto lunga e dettagliata, ha reso pubblico un lavoro scientifico pubblicato oggi sull’importante rivista Nature, che riporta i risultati di una ricerca, durata un anno intero, su una roccia marziana.

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Trovata e osservata dall’ottimo rover di Nasa, Perseverance, fu subito definita molto interessante. Su questa roccia microbi avrebbero lasciato un segno chiaro, formato da minerali che altrimenti non sarebbero facilmente presenti. Parliamo comunque di segni lasciati miliardi di anni fa quando su Marte scorreva l’acqua, e questo è oramai piuttosto certo.

Quindi non microbi, ossia forme di vita conclamata secondo la nostra biologia, ma segni della loro passata esistenza. Perseverance, il rover robotico di Nasa, ha scoperto nel cratere Jezero, che sta studiando da tempo, questi minerali su una roccia sopra un cumulo di fango indurito, nell’alveo di un fiume del passato. Il luogo, quindi, è suggestivo per poter pensare a microbi, ma occorre dire subito che, nonostante l’emozione e la concreta certezza del gruppo di ricerca, si pensa anche alla necessità di ulteriori conferme perché, come detto onestamente nella conferenza stampa, in linea di principio le piccole concrezioni ritrovate, chiamate macchie di leopardo, potrebbero essere dovute anche a fenomeni naturali inorganici, anche se con maggior difficoltà.

Rover perseverance

Persevarance è atterrato nel cratere Jezero nel febbraio 2021, che sicuramente un tempo era un lago piuttosto importante, da cui partiva un fiume che scorreva lungo il cratere. La zona, insomma, qualche miliardo di anni fa, era calda e umida, un luogo perfetto per alloggiare, e quindi ritrovare oggi, microbi e le loro tracce.

Questo secondo gli scienziati Nasa che inizialmente erano rimasti delusi, negli anni passati, di non trovare le tracce di vita organica che si aspettavano e che un lago e un fiume dovrebbero lasciare.

Il ritrovamento della roccia di cui si parla ricompensa un lavoro di ricerca decennale e l’articolo di Nature descrive in modo molto più dettagliato la mineralogia della roccia e del terreno circostante che gli scienziati hanno chiamato Cheyava Falls.

Oltre alle macchie di leopardo, che sono formate da una parte scura e una interna chiara, la roccia contiene anche delle piccolissime concrezioni, meno di un millimetro, che gli scienziati chiamarono semi di papavero, che contengono vivianite, un minerale di fosfato di ferro.

Sul nostro pianeta, e qui sta il bello, questo minerale, e altri ritrovati sulla roccia marziana, si formano spesso nei laghi d’acqua dolce, negli estuari dei fiumi e nelle paludi in depositi di sedimenti.

“Questi sarebbero esempi di ambienti influenzati dai microbi, in cui i microbi consumano la materia organica e producono questi minerali come sottoprodotto”, ha affermato Joel Hurowitz della Stony Brook University di New York, responsabile del gruppo che ha firmato l’importante lavoro scientifico.

Cratere Jezero a 360 gradi

Insomma, la suggestione forte c’è ma, come stabilì anni fa lo scienziato Carl Sagan, “Affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie”, e le prove nella roccia trovata da Perseverance sono senz’altro molto intriganti, ma non definitive.

Perseverance, col suo braccio robotico, ha perforato l’argilla e ne ha ora un campione in contenitore assieme agli altri 27 campioni di terreno, prelevati in questi anni, a partire dal febbraio 2021 quando è arrivato su Marte.

Tutti questi campioni in un primo tempo dovevano tornare sulla Terra grazie a una missione molto ardita e complessa, Mars Sample Return che doveva portare su Marte una navetta che avrebbe prelevato i campioni da Perseverance e li avrebbe sparati, verso la terra. Gli esami e gli studi che si possono fare in un laboratorio terrestre sono di un altro livello di profondità e completezza ovviamente e potrebbero risultare decisivi in questo caso, ma la missione è stata praticamente annullata dai tagli voluti dall’amministrazione Trump, perché le stime dei costi sono salite vertiginosamente a undici miliardi di dollari.

Cercare la vita, una qualche forma di vita, al di fuori della Terra è importante perché potrebbe farci capire che non siamo, per l’ennesima volta, dei privilegiati, ma solo uno dei tanti pianeti, fra miliardi e miliardi di altri, in cui si è sviluppata.

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