Test di penetrazione

Caccia di Pechino volano sui cieli dell’Egitto: prova di forza cinese contro Parigi (e l’Ue)

Una formazione della People’s Liberation Army Air Force partecipa all’esercitazione «Eagles of Civilization» assieme ai Rafale. Il confronto tattico simulato contro i Dassault dell’aeronautica militare egiziana assume il valore di una verifica sul campo per l’intera architettura di comando, controllo, guerra elettromagnetica e logistica di Pechino, che ha portato i propri caccia a 6.000 chilometri dalle basi continentali. I tecnici della PLAAF hanno osservato in condizioni realistiche il comportamento delle emissioni elettromagnetiche occidentali. Un problema nei rapporti con l’India

di 24Ore NextMed

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Caccia cinese di ultima generazione

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La comparsa di una formazione aerea della People’s Liberation Army Air Force (PLAAF) nei cieli dell’Egitto, per la seconda edizione dell’esercitazione congiunta Eagles of Civilization, costituisce un evento di portata strategica che potrebbe ridefinire gli equilibri aeronavali nel bacino del Mediterraneo. Il dispiegamento di caccia pesanti Shenyang J-16, velivoli da allerta precoce Shaanxi KJ-500A, piattaforme di guerra elettronica Shaanxi Y-9LG e aerocisterne Xi’an YY-20A a oltre 6.000 chilometri dalle basi continentali cinesi non rappresenta un mero esercizio addestrativo. Il confronto tattico simulato contro i Dassault Rafale dell’aeronautica militare egiziana assume il valore di una verifica sul campo per l’intera architettura di comando, controllo, guerra elettromagnetica e logistica di Pechino.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Per i governi e i campioni industriali della difesa di Italia, Francia, Germania e Regno Unito, questo cambio di paradigma impone una revisione urgente delle strategie di sicurezza del Mediterraneo allargato e accelera la competizione per la supremazia tecnologica nei programmi aerospaziali di sesta generazione.

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Dimensione Logistica e capacità di raggio globale

La capacità di trasferire un pacchetto d’attacco composito attraverso corridoi aerei sovraffollati dell’Asia centrale e del Medio Oriente evidenzia la maturazione delle capacità di rifornimento in volo e di proiezione strategica della PLAAF.

L’impiego delle aerocisterne pesanti Xi’an YY-20A consente ai caccia Shenyang J-16 di superare il limite fisiologico del raggio d’azione non rifornito, garantendo la copertura di tratte intercontinentali con margini di riserva carburante adeguati a fronteggiare imprevisti meteorologici o dinieghi di sorvolo diplomatico. L’operatività in teatri desertici ad alte temperature e ad elevata concentrazione di particolato abrasivo mette a dura prova la tenuta dei propulsori Shenyang WS-10B, la dissipazione termica dei radar e la gestione dei moduli avionici sostituibili in linea. Il supporto logistico garantito dai vettori da trasporto strategico Xi’an Y-20B, carichi di banchi di diagnosi e parti di ricambio, dimostra come Pechino sia ormai in grado di sostenere sortite prolungate lontano dalle infrastrutture fisse della madrepatria, superando la tradizionale vocazione difensiva costiera.

Scontro elettromagnetico e sensoristica avanzata

Nel combattimento aereo oltre il raggio visivo, la disparità strutturale tra il caccia pesante J-16 e il velivolo medio Dassault Rafale riflette due filosofie ingegneristiche divergenti. Il caccia cinese sfrutta un’antenna radar ad apertura maggiorata con moduli di trasmissione/ricezione in nitruro o arseniuro di gallio, capace di generare picchi di potenza elevati a fronte di una traccia radar frontale più marcata.

Di contro, il Rafale compensa una superficie d’antenna più compatta con una sezione radar equivalente (RCS) ridotta, l’integrazione di materiali radar-assorbenti e la sofisticata suite di autoprotezione e guerra elettronica SPECTRA (Système de Protection et d’Évitement des Conduites de Tir du Rafale). La presenza nell’area delle operazioni del velivolo da ricognizione e disturbo a lungo raggio Shaanxi Y-9LG e del nodo radar KJ-500A ha consentito ai tecnici della PLAAF di osservare in condizioni realistiche il comportamento delle emissioni elettromagnetiche occidentali.

Sebbene le regole di ingaggio egiziane proteggano gli algoritmi proprietari e le chiavi crittografiche dei computer di missione, l’attività di volo ad alto fattore di carico produce tracce fisiche inevitabili: frequenze di ripetizione degli impulsi, schemi di modulazione, salti di frequenza e comportamenti termici dei motori Snecma M88-2 tracciati dal sensore elettro-ottico passivo all’infrarosso Type 17. Questi dati confluiscono direttamente nelle librerie di minaccia per ottimizzare i sistemi di contromisura dei caccia cinesi di quinta generazione.

L’Impatto sulla Francia

Per la Francia, l’impiego del Rafale in esercitazioni congiunte con la PLAAF solleva interrogativi di natura strategica e industriale. Dassault Aviation, affiancata da partner sistemici quali Thales e Safran, ha trasformato il Rafale in uno dei maggiori successi commerciali europei nel settore della difesa, con importanti commesse siglate in Egitto, negli Emirati Arabi Uniti, in Grecia, in Indonesia e in India.

La salvaguardia della segretezza delle caratteristiche operative della suite SPECTRA e dell’antenna radar RBE2 AESA costituisce una priorità di sicurezza nazionale per Parigi. Il ministero della Difesa francese e gli stati maggiori seguono con attenzione la profilazione dei sistemi d’arma occidentali privi dei vincoli d’integrazione NATO completi.

Il fatto che l’Egitto impieghi la versione F3-R priva del missile a lungo raggio MBDA Meteor evidenzia come le restrizioni all’esportazione imposte dai governi occidentali spingano i Paesi acquirenti a esplorare l’integrazione di missili cinesi avanzati, come il PL-15E a doppio impulso, alterando la competitività commerciale del consorzio aeronautico francese nei mercati non allineati.

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Posizione dell’Italia e sicurezza del Mediterraneo allargato

Per l’Italia, l’evoluzione delle manovre sino-egiziane tocca direttamente la direttrice strategica del Mediterraneo allargato, area vitale per gli approvvigionamenti energetici nazionali, i flussi mercantili attraverso il Canale di Suez e la sicurezza delle infrastrutture sottomarine di telecomunicazione ed energia. Roma, che mantiene solide relazioni industriali e di cooperazione navale con Il Cairo attraverso le forniture di unità navali da parte di Fincantieri e sistemi avionici di Leonardo, vede trasformarsi il proprio quadrante marittimo meridionale in un’area di transito e addestramento per forze aeree di potenze globali esterne.

Sul piano tecnologico, la capacità dimostrata dai velivoli cinesi di monitorare lo spettro elettromagnetico e di operare in rete con piattaforme AEW&C accelera l’esigenza per l’Aeronautica Militare italiana di consolidare la superiorità informativa. Ciò rafforza l’integrazione delle flotte Eurofighter Typhoon e F-35 Lightning II con i velivoli di sorveglianza e guerra elettronica Gulfstream G550 CAEW, sottolineando la necessità di proteggere i canali di trasmissione dati e di sviluppare capacità di disturbo cognitivo basate su architetture aperte e modulari.

Dilemma del sistema di combattimento futuro

In Germania, le manovre aeree nel Nord Africa stimolano il dibattito sulla prontezza operativa della Luftwaffe e sulla sovranità industriale

europea nel settore aerospaziale. Berlino, azionista di riferimento di Airbus Defence and Space e partner nel programma Eurofighter, osserva con cautela la convergenza tra la penetrazione diplomatica cinese e la domanda di modernizzazione militare dei Paesi della sponda Sud del Mediterraneo. L’evidenza che velivoli di quarta generazione avanzata cooperino con assetti da guerra elettronica dedicati rafforza la convinzione tedesca sulla necessità di integrare sciami di droni gregari (Remote Carriers) e sistemi di combattimento collaborativo nel programma FCAS/SCAF (Future Combat Air System), condotto insieme a Francia e Spagna.

Tuttavia, le divergenze tra Parigi e Berlino sui requisiti operativi, sulla ripartizione del lavoro industriale tra Dassault e Airbus e sui diritti di proprietà intellettuale rendono il percorso verso il caccia di sesta generazione complesso, esponendo l’industria continentale al rischio di ritardi rispetto alla rapida cadenza di sviluppo mostrata dall’apparato industriale cinese.

Regno Unito, Dimensione Indo-Pacifica e programma GCAP

Il Regno Unito interpreta l’attività di raccolta dati elettromagnetici della PLAAF attraverso la lente della sicurezza globale e dell’interoperabilità con i partner strategici. Londra guarda con preoccupazione alle ricadute per l’Indian Air Force, partner fondamentale nella strategia britannica per l’Indo-Pacifico: la comprensione da parte di Pechino delle segnature radar e termiche del Rafale riduce il vantaggio tattico di Nuova Delhi.

Per il governo britannico e per BAE Systems, la risposta risiederebbe nell’avanzamento senza esitazioni del programma trilateral GCAP (Global Combat Air Programme), sviluppato insieme all’Italia e al Giappone. Con contratti industriali vincolanti già siglati per la fase di sviluppo, il consorzio GCAP punta a integrare capacità di rilevamento multidominio avanzate, sistemi radar software-defined con potenza di calcolo distribuita e motorizzazioni ad alto rendimento termico sviluppate da Rolls-Royce, IHI e Avio Aero. L’obiettivo è superare le vulnerabilità della sensoristica tradizionale, creando una piattaforma in grado di operare in ambienti elettromagnetici saturi e ostili.

Competizione sui mercati e riallineamento geopolitico

Le esercitazioni congiunte rappresentano un volano per la penetrazione commerciale dell’industria bellica di Pechino nel bacino del Mediterraneo e nel Medio Oriente. Nazioni come l’Egitto, gravate da vincoli di bilancio e vincolate dalle clausole politiche che accompagnano le vendite di armamenti occidentali, trovano nell’offerta cinese alternative tecnologicamente mature e prive di condizionalità sull’impiego operativo.

La disponibilità di caccia multiruolo come il Chengdu J-10CE o il futuro caccia stealth Shenyang J-35/FC-31, supportati da canali di pagamento flessibili e accordi di compensazione industriale, rischia di erodere quote di mercato storicamente appannaggio delle industrie europee e statunitensi.

Per l’Europa, la presenza militare cinese alle porte del continente non costituisce un episodio isolato, bensì la manifestazione concreta di una proiezione globale integrata. La convergenza tra cooperazione militare, investimenti infrastrutturali e offerta di sistemi d’arma avanzati ridefinisce le coordinate di sicurezza del quadrante euro-mediterraneo.

I vertici decisionali di Roma, Parigi, Berlino e Londra si trovano di fronte alla necessità di preservare la propria autonomia strategica e competitività industriale, accelerando l’integrazione delle capacità di difesa e proteggendo i domini critici dello spettro elettromagnetico e dello spazio aereo comune.

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