Festival dell’Economia

Calderoli: «Riforma elettorale con soglia al 3%. Ma sia chiaro che si fa anche l’autonomia»

Il ministro Calderoli conferma la riforma elettorale con sbarramento al 3% e sottolinea l’importanza dell’autonomia per il futuro politico, escludendo elezioni anticipate prima del 2027

di Antonio Larizza

Il ministro Roberto Calderoli al Festival dell’Economia di Trento

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La riforma della legge elettorale? «Si fa. E credo che tra i due sbarramenti di cui si sta parlando, il 3% possa essere una cosa corretta». La riforma dell’autonomia? «Deve essere chiaro che se non c’è l’autonomia, non c’è altro». La legislatura? «La scadenza naturale è il 13 ottobre 2027. Io non starò in un Esecutivo che vuole sciogliersi prima». Salvini ha aperto all’ipotesi di voto anticipato? «Ne ho parlato con lui personalmente. Non solo non si deve parlare di aprile o maggio ma, visto che la legislatura si conclude il 13 ottobre, se si va a votare a dicembre, c’è la possibilità di fare non solo la Legge di bilancio di quest’anno, ma anche quella dell’anno prossimo».

È un Roberto Calderoli energico quello che arriva al Festival dell’Economia di Trento per partecipare all’incontro «Autonomie speciali, geopolitica, giovani come protagonisti» insieme al presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e a quello della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher.

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Incalzato dal vicedirettore esecutivo di Radio24 Sebastiano Barisoni, che ha moderato l’incontro, il ministro per gli Affari regionali e le autonomie non ha risparmiato critiche all’opposizione, che si è astenuta nella votazione al Senato che lo scorso 13 maggio ha definitivamente approvato «senza neanche un voto contrario» il disegno di legge costituzionale per le modifiche allo statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige, che assegna l’autonomia per il commercio, i collegamenti idrici e la fauna selvatica: «Mi spiace per l’astensione dell’opposizione, poteva essere una riforma che andava al di là degli schieramenti». Critiche anche ai funzionari dei ministeri, colpevoli di aver ostacolato l’iter per inserire nel testo i riferimenti all’autonomia «sull’ambiente e sui grandi carnivori» (la fauna selvatica, ndr). E alle regioni a statuto speciale Sicilia e Sardegna: «Dovrebbero maturare una maggior consapevolezza nei poteri che hanno, ma soprattutto nella responsabilità che hanno nel gestire le risorse».

Una Lega di lotta e di governo, si sarebbe detto in altri tempi. Calderoli cita Luca Zaia - «in alcune Regioni ci vuole maggiore autonomia, in alcune ci vuole più Stato» - mentre Fugatti e Kompatscher commentano nel merito le novità del disegno di legge costituzionale appena approvato, pensato proprio per portare «più autonomia» in Trentino-Alto Adige.

«La parola d’ordine di questo disegno di legge è ripristino», spiega Arno Kompatscher, che aggiunge: «Dopo la riforma del titolo V del 2001, la Corte Costituzionale ha interpretato in modo restrittivo il nostro margine di competenza legislativo, in qualche modo ridimensionando i nostri poteri. Adesso, quei poteri sono stati ripristinati».

A questo obiettivo se ne sono aggiunti altri: «Tanto nella Costituzione del 1948 quanto nello Statuto del ’72, l’autonomia in tema ambientale non era stata esplicitata. In questo caso abbiamo puntato non al ripristino di poteri persi, ma a un aggiornamento».

«Da una parte – conferma Fugatti – riportiamo sotto la nostra influenza competenze che in qualche modo ci erano state tolte, penso per esempio ai temi della contrattazione e degli appalti. Dall’altra introduciamo nuove competenze. Fin dall’inizio dei lavori sul nuovo Statuto, partiti nel 2013, abbiamo messo al centro la richiesta di una competenza sull’ambiente. Sembrava una cosa impossibile da raggiungere. Oggi abbiamo questa competenza ma è solo l’inizio. La sua attuazione è tutta da costruire».

Per il presidente Fugatti la strada è però tracciata: «Abbiamo fatto un passo in avanti per la tutela del territorio, per diventare ancor più responsabili sulla gestione della montagna, dei fiumi, dei laghi». C’è poi il capitolo della fauna selvatica, che rimanda inevitabilmente al tema della proliferazione degli orsi. «Un tema – commenta Fugatti – che spesso è stato utilizzato per fare polemica. Di certo, anche sotto questo aspetto la nuova competenza ci responsabilizzerà ulteriormente nella gestione territoriale. Ma non vuol dire che potremo fare tutto ciò che vogliamo».

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