Assicurazioni

Calo sinistri in Sanità, ma crescono gli importi che pesano sui bilanci

Dall’Osservatorio di Aon emerge come il costo sia cresciuto in due anni del 7 per cento. Le specialità più rischiose sono traumatologia, pronto soccorso e ginecologia. I fondi messi a riserva impattano sui conti degli ospedali. Il risk management è cruciale per risparmiare

4' di lettura

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Cala leggermente il numero dei sinistri in sanità, ma schizza in su il loro costo che è aumentato di 7 punti percentuali nel 2022 e 2023 con un impatto significativo sul Sistema sanitario italiano, sia pubblico che privato già alle prese con fondi sempre più contati e una difficile ripresa dopo il Covid. Una zavorra che pesa sui bilanci delle strutture soprattutto quando sono costrette a “riservare” fondi ingenti per l’esito di cause che si chiudono dopo qualche anno. Ecco perché diventa sempre più cruciale puntare sulle best pratice del risk management per risparmiare.

La fotografia aggiornatissima sulla malpratice arriva dall’ultimo report dell’Osservatorio rischi in Sanità di Aon, che racconta come nel decennio 2014-2023 il costo totale dei sinistri ha superato oltre 1,5 miliardi di euro, con un aumento di 100 milioni negli ultimi 2 anni, determinato in buona parte anche dall'inflazione. Sotto la lente del report sono finiti ben 27.533 sinistri gestiti direttamente da Aon, tra le aziende leader nell’intermediazione assicurativa, e dai numeri dell’Osservatorio emerge come il costo medio del sinistro sia aumentato passando da 50.500 euro medio a 54.900. «È ora – avverte Andrea Parisi, Ceo Italy and Eastern Mediterranean di Aon in una nota diffusa ieri - che si diffondano in maniera pervasiva le best practice di risk management all’interno del mondo sanitario. Una necessità intuita e recepita anche dai decreti attuativi della Legge 24/2017, i quali spingono le compagnie assicurative verso una riduzione dei premi in funzione delle attività di risk management e dell’analisi sistemica degli incidenti da parte delle singole strutture, al fine di favorire appunto la diffusione delle buone pratiche».

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Il supporto delle nuove tecnologie

In questo senso una mano importante la possono dare le tecnologie: ad esempio, da qualche anno sono comparse nelle sale operatorie check list automatizzate, che guidano tutte le fasi degli interventi chirurgici con tanto di telecamera che segnala al chirurgo se il bisturi è posizionato nel posto giusto. Queste tecnologie riducono molto gli errori umani soprattutto se abbinate a strategie di clinical risk assessment, che tracciano tutte le fonti di rischio per il paziente durante il percorso di assistenza. Procedure, queste, che oltre a ridurre la sinistrosità, mettono in sicurezza anche il medico, il quale, seguendo i protocolli, è più tranquillo sotto il punto di vista della responsabilità. Tutto questo ovviamente si riverbera sul costo delle assicurazioni, che se da una parte prevedono il pagamento di un premio al contrario delle autoassicurazioni non comportano vincoli troppo pesanti sui fondi da riservare che impattano per anni sui bilanci. Un particolare non da poco, visto che, come ricorda Parisi, il mondo della sanità già «soffre per la scarsità di risorse economiche e umane», con le prestazioni che «sono sempre più complesse anche a causa dell'invecchiamento della popolazione: tutti elementi che portano ad un aumento del costo dei sinistri». Per questo, l’osservatorio può essere «un solido elemento di paragone per le singole strutture sanitarie che vogliono confrontare le proprie performance sulla sicurezza, consentendo di identificare - avverte ancora il Ceo Italy and Eastern Mediterranean di Aon - luci e ombre del proprio operato e abilitando azioni tempestive sulle aree di maggiore criticità».

I reparti più colpiti

In linea con la precedente edizione del report, i reparti con più sinistri sono sempre Ortopedia e Traumatologia (13,3%) e Pronto Soccorso (11,1%), seguite da Ostetricia e Ginecologia (6,1%) che guadagnano una posizione rispetto alla rilevazione precedente e dove si registrano i sinistri top: 2,3 milioni il liquidato massimo per un errore chirurgico nel 2024 e 4 milioni il “riservato” per un errore diagnostico. E proprio per quanto riguarda la tipologia di sinistro, troviamo in alto alla classifica gli errori chirurgici (29,4%), quelli diagnostici (16,1%) e le cadute (8,2 per cento). L’altro dato che emerge dall'Osservatorio è appunto il decremento del numero di contenziosi nel decennio 2014-2023: dalle mediazioni (-21%) ai procedimenti civili (-21%) fino a quelli penali (-8%). «Questo elemento - spiega Enrico Trombetta, Deputy Head of consulting for Italy and South-East Europe di Aon - indica una crescita degli accordi stragiudiziali tra le parti, segno di una maggiore maturità ed esperienza del comparto nel saper valutare in maniera condivisa le responsabilità in gioco e l'entità dei danni subiti dalla parte lesa. Sebbene inizi a dare dei primi segnali positivi in termini di maggiore efficacia (passata dal 3 all'8% di casi andati a buon fine), la mediazione conciliativa in ambito sanitario rappresenta ancora un punto debole del processo di gestione del contenzioso, in quanto nel 92% dei casi non raggiunge il suo scopo principale, ovvero trovare un accordo tra le parti evitando il contenzioso civile». Tra l’altro in circa 7 casi su 10, «i sinistri si chiudono senza responsabilità per la struttura o per il professionista».

Il report dell’Osservatorio di Aon ricorda anche come il Covid abbia portato a un aumento del numero e del costo dei sinistri da infezione. Dopo aver raggiunto il picco di 375 segnalazioni (di cui 108 riconducibili a danni relativi al Covid) nel 2021, anno clou della pandemia, nel 2022 e 2023 questi numeri si sono più che dimezzati, riportando i valori ai livelli pre-pandemia del 2019. «Le infezioni - spiega Trombetta - registrano il più alto importo medio riservato, che raggiunge un valore di oltre 180mila euro, con un incremento del 19% rispetto all’edizione del 2023».

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