Le nuove norme

Cani e gatti, dal Consiglio Ue definitive le regole per tracciabilità e tutela del benessere

Le norme si applicheranno a stabilimenti, rifugi, negozi e piattaforme di vendita online. Nuovi divieti per gli operatori del settore e standard equivalenti per le importazioni da paesi extra Ue

di Camilla Curcio

Credits: mkaynarfoto (Pexels)

5' di lettura

English Version

5' di lettura

English Version

Dopo l’ok dell’Europarlamento (che aveva approvato il testo il 28 aprile scorso), anche il Consiglio europeo ha dato il via libera definitivo alle nuove misure per implementare la tracciabilità di cani e gatti comprati, venduti, adottati, allevati e spostati sul territorio Ue e tutelarne il welfare. Il nuovo quadro normativo fissa, per la prima volta, regole univoche a livello europeo, intervenendo - tra le altre cose - anche su benessere degli animali domestici, allevamento e identificazione.

Introducendo requisiti comuni per allevatori, venditori, rifugi e piattaforme online, profili coinvolti a diversi livelli nell’immissione di cani e gatti sul mercato unionale, l’accordo nasce anche per fare scudo ai timori e alle (frequenti) denunce legate al traffico illegale, a pratiche di allevamento irregolari e all’espansione sempre più capillare di uno smercio online ben poco trasparente, pratica che ha esposto tanto gli animali quanto i consumatori a rischi da non sottovalutare.

Loading...

«Oggi, con l’adozione di queste norme, si vuole lanciare un messaggio chiaro: il benessere degli animali, in Europa, conta», ha dichiarato Maria Panayiotou, ministra dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e dell’ambiente della Repubblica di Cipro. «Con queste nuove regole, tuteleremo milioni di gatti e di cani, sosterremo gli allevatori e i proprietari assennati e contrasteremo chi opera nell’illegalità».

Ma proviamo a capire, step by step, di cosa si tratta.

Microchip e registrazione

Al primo punto dell’accordo - che, ricordiamo, si applicherà a stabilimenti, negozi e rifugi -, fanno capolino i nuovi obblighi di identificazione e registrazione. Secondo quanto stabilito, infatti, le nuove leggi impongono a tutti i cani e gatti, inclusi quelli già di proprietà, di essere identificabili tramite microchip e di essere registrati all’interno di banche dati nazionali interoperabili con quelli degli altri Stati membri prima di essere venduti o donati. Venditori, allevatori e rifugi avranno quattro anni di tempo dall’entrata in vigore della nuova normativa per mettersi in regola. Tempi diversi, invece, per i proprietari non interessati alla vendita: dovranno adeguarsi all’obbligo dopo dieci anni per i cani e dopo quindici per i gatti.

Focus sul benessere e contrasto ai maltrattamenti

Il lavoro di implementazione delle linee guida ha portato gli organi europei, da un lato, a fissare requisiti stringenti in materia di benessere animale relativamente ad allevamento, alloggio, manipolazione e assistenza veterinaria. E dall’altro, in parallelo, a potenziare gli strumenti per arginare qualsiasi tipo di maltrattamento. Nello specifico, la stretta più consistente colpisce probabilmente le pratiche riproduttive: le procedure dovranno osservare limiti anagrafici (età minima e massima) e di frequenza ben precisi. Non solo: saranno assolutamente vietati l’incrocio tra consanguinei (ad esempio tra genitori e figli, fratelli e fratellastri o nonni e nipoti) e l’allevamento di ibridi, nati cioè dall’incontro con una specie selvatica. Gatte e cagne che hanno subìto due parti cesarei non potranno essere adoperate negli iter riproduttivi per garantirne la salute.

Stop anche alle pratiche di accudimento finalizzate a conferire a cani e gatti caratteristiche esagerate o eccessive e che potrebbero gravemente impattare sulla loro stato o trasmettere - in caso di pratiche riproduttive - questi elementi morfologici estremi alle generazioni future. Questi animali saranno, in parallelo, esclusi anche dalla partecipazione a concorsi, mostre o esposizioni.

A proposito delle kermesse, l’Ue stabilisce dei limiti anche sul fronte delle mutilazioni. Procedure come il taglio delle orecchie, della coda o la rimozione degli artigli per ragioni puramente estetiche o legate al regolamento delle competizioni saranno severamente vietate. Così come vietato sarà legare il cane o il gatto a un oggetto, fatta eccezione se necessario per somministrargli cure mediche, e utilizzare collari a strozzo o con punte senza meccanismi di sicurezza integrati.

Infine, guardando alla routine quotidiana, due le indicazioni: occorrerà fornire agli animali acqua pulita e fresca, cibo a sufficienza e condizioni abitative dignitose. I cani, in particolare quelli d’età superiore a otto settimane, dovranno avere accesso quotidiano a un’area esterna o essere portati giornalmente a passeggio. In generale, chi sceglie di prendersene cura deve - ovvio ma necessario - avere una conoscenza approfondita del loro comportamento e dei loro bisogni.

Animali importati da zone extra-Ue

La legge appena approvata riguarda evidentemente anche cani e gatti importati in Europa da Paesi esteri. Nello specifico, saranno applicati standard di tracciabilità e benessere animale equivalenti a quelli elaborati per l’Ue e le autorità nazionali competenti dovranno fare leva tanto sull’applicazione fedele delle norme quanto su una cooperazione transfrontaliera rafforzata. Non è tutto: le regole si estenderanno, infatti, anche agli animali domestici non commerciali, destinati solo successivamente alla vendita.

Dovranno, quindi, essere muniti di microchip prima del loro ingresso sul suolo europeo e registrati nella banca dati nazionale. C’è però un passaggio antecendente: i proprietari sono tenuti a preregistrarli in banca dati almeno cinque giorni prima dell’arrivo, a meno che non siano già schedati in uno dei database degli altri paesi europei. Sul punto, l’Europa ha deciso di intervenire con un’azione ancor più concreta: un database dei viaggiatori con animali domestici. La piattaforma, che sarà presto messa a punto, consentirà agli Stati membri di avere una panoramica delle importazioni non commerciali in Europa e di stanare movimenti sospetti.

Il nodo della vendita

Sul fronte della vendita online, gli annunci dovranno includere informazioni di identificazione verificabili. E quando si vendono o si donano cani e gatti, chi gestisce l’affare deve farsi anche divulgatore, sensibilizzando il cliente sul valore di una «proprietà responsabile». Fondamentale l’apporto del veterinario: gli esercizi commerciali saranno obbligati ad assicurare le visite degli specialisti.

I prossimi passi

Dopo l’ok di Parlamento e Consiglio europeo, il regolamento è pronto per l’entrata in vigore: prenderà piena efficacia 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Per alcune disposizioni, però, sono previsti periodi transitori e/o passaggi intermedi per consentire sia agli operatori del settore sia agli Stati membri di omologarsi ai nuovi parametri.

Il panorama generale

Il regolamento si fa strada in un panorama in cui, dati alla mano, cani e gatti sono molto presenti. Circa il 44 per cento dei cittadini europei, infatti, ha un animale domestico e il 74 per cento reputa che il suo benessere debba essere salvaguardato con misure più mirate. Le pratiche commerciali, negli ultimi anni, sono consistentemente incrementate, toccando un valore di 1,3 miliardi di euro all’anno: secondo la Commissione Ue, infatti, circa il 60 per cento dei proprietari acquista o ha acquistato cani o gatti online.

Uno scenario che evidentemente richiedeva un intervento legislativo dedicato e, soprattutto, unitario: le norme in vigore a livello europeo, infatti, si focalizzavano maggiormente sulla tutela di animali usati a fini scientifici o trasportati per motivi commerciali. Mentre, a livello nazionale, le regole tendevano a variare - anche massicciamente - di Stato in Stato.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti