Crisi dei cieli

Caos nei cieli: salgono a 18mila i voli cancellati

Le rotte alternative allo spazio aereo del Golfo e alla chiusura della Russia. Prezzi dei biglietti aerei alle stelle

di Mara Monti

4' di lettura

English Version

4' di lettura

English Version

A quattro giorni dall’avvio dell’attacco all’Iran da parte di Israele e Stati Uniti, non si placa la tensione nei cieli. Il conflitto si allarga e Dubai, Qatar, Abu Dhabi, Libano sono diventate irraggiungibili, mentre si allunga inevitabilmente il numero di voli cancellati: dall’inizio del conflitto, il 28 febbraio, sono stati 18mila i voli cancellati in arrivo e in partenza dal Medio Oriente, dai 12.900 di ieri, circa il 54% dei voli programmati, secondo la società di analisti aeronautiche Cirium.

Le cancellazioni a Fiumicino e Malpensa

Decine di migliaia di passeggeri sono bloccati e gli unici voli effettuati dalle compagnie aeree sono quelli speciali di evacuazione. All’aeroporto di Fiumicino, dallo scorso 28 febbraio a martedì 3 febbraio, sono stati 106 i voli cancellati tra arrivi e partenze su 800 voli da e per lo scalo della capitale. Soltanto oggi sono state 12 le cancellazioni tra arrivi e partenze preventivamente comunicate ai passeggeri che non si sono presentati in aeroporto. Sempre per oggi sono due i voli di rimpatrio programmati, uno di Ethiad, la compagnia di Abu Dhabi, e uno di Oman Air. A Milano Malpensa i voli cancellati dal 28 Febbraio sono stati circa 85 tra arrivi e partenze.

Loading...

I prezzi dei biglietti alle stelle

La conseguenza immediata di questo scenario è l’aumento dei prezzi dei biglietti aerei saliti alle stelle sulle rotte Asia-Europa dopo la chiusura degli aeroporti del Golfo a causa della necessità per le compagnie aeree di trovare altre rotte che evitino il Medio Oriente, passaggi più lunghi e più costosi in termini di consumo di carburante.

Un esempio lo offre la compagnia australiana Qantas Airlines: per chi deve tornare subito a Londra volando da Sydney, la rotta offerta è via Los Angeles o Cape Town, quando normalmente la rotta è via Singapore, ma questo volo è di nuovo disponibile soltanto dal 17 marzo. Il prezzo si aggira a circa 2.500 euro in classe economica. Il volo diretto da Bankok a Londra con Thai airlines è sold out. Con Cathay Pacific il volo diretto da Hong Kong a Londra non offre posti disponibili in classe economica fino all’11 marzo.

I principali hub del Golfo, compreso l’aeroporto internazionale più trafficato al mondo, ovvero quello di Dubai, che normalmente gestisce oltre 1.000 voli al giorno, sono rimasti chiusi per il quarto giorno consecutivo, riducendo drasticamente la capacità su rotte popolari come quelle dall’Australia all’Europa, dove Emirates e Qatar Airways detengono normalmente una quota di mercato elevata.

Le rotte alternative al Golfo e alla Russia

I vettori che offrono voli diretti tra l’Asia e l’Europa sono in grado di aggirare lo spazio aereo chiuso del Medio Oriente volando a nord attraverso il Caucaso e poi l’Afghanistan o a sud attraverso l’Egitto, l’Arabia Saudita e l’Oman.

Tuttavia, questa soluzione aumenta i tempi di volo e il consumo di carburante, facendo lievitare i costi in un momento in cui i prezzi del petrolio hanno subito un’impennata, con un conseguente aumento dei prezzi dei biglietti aerei.

Le compagnie del Golfo sono quelle che stanno subito le ripercussioni più pesanti, come nel caso di Emitates il vettore di Dubai che ha cancellato due mila voli dall’inizio del conflitto e lo spazio aereo rimarrà chiuso fino almeno fino al 4 marzo, lo stesso vale per Ethiad, Air Arabia e Oman Air, Qatar Airways: tutte queste compagnie al momento offrono soltanto voli di rimpatrio.

Le compagnie aeree che operano servizi non-stop o attraverso hub alternativi al di fuori della regione colpita, tra cui Cathay Pacific Airways di Hong Kong, Singapore Airlines e Turkish Airlines, al momento si trovano in posizione privilegiata, almeno nel breve termine, essendo scelte come alternativa ai vettori del Golfo.

L’impatto sui bilanci delle compagnie

Nonostante in Borsa i titoli delle compagnie aeree siano ancora sotto pressione, gli analisti ritengono che gli impatti di queste chiusure abbiano ricadute limitate dal momento che «l’esposizione dei ricavi verso il Medio Oriente e l’Asia è modesta, anche tenendo conto delle rotte più lunghe dovute alla chiusura dello spazio aereo» ha commentato l’analista di Moody’s. Inoltre le politiche di hedging adottate dai vettori dalla precedente crisi petrolifera, «offre un’ulteriore protezione a breve termine. Tuttavia, interruzioni prolungate o prezzi del petrolio più elevati aumenterebbero il rischio del settore».

Intanto la pressione continua a farsi sentire: le azioni della Japan Airlines hanno chiuso in ribasso del 6,4%, mentre quelle della Korean Air Lines hanno registrato un calo del 10,3%, il più consistente dal marzo 2020. Le azioni della Cathay Pacific hanno chiuso in ribasso di circa il 3%.

Lo stesso vale per le principali compagnie aeree cinesi Air China, China Eastern Airlines e China Southern Airlines che hanno chiuso tutte in ribasso tra il 2% e il 4% a Hong Kong e Shanghai.

In Europa, le azioni di Wizz Air, IAG (proprietaria di British Airways), Lufthansa e Air France KLM hanno registrato un calo compreso tra il 5% e il 7%. Le azioni delle compagnie aeree statunitensi United Airlines, Delta Air Lines, American Airlines e Southwest Airlines hanno registrato cali compresi tra il 4% e il 5% a Wall Street.

L’incertezza sulla durata del conflitto costringerà probabilmente i passeggeri a cancellare o riprogrammare i propri viaggi. Con i cieli russi in gran parte chiusi alle compagnie aeree occidentali dall’inizio della guerra in Ucraina nel 2022, i vettori sono ora costretti a utilizzare corridoi di volo sempre più ristretti sul Medio Oriente, il che li obbliga ad aumentare i tempi di volo e il consumo di carburante per aggirare le zone di guerra mentre aumenta la domanda di alternative alle compagnie aeree del Golfo con un aumento delle prenotazioni e dei prezzi dei biglietti su rotte come Hong Kong-Londra.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti