In Consiglio dei ministri

Carburanti, prorogato il taglio accise fino al 5 settembre. Spunta l’acconto fiscale sui grandi gruppi energetici

A Palazzo Chigi anche un decreto legge riguardante l’ex Ilva, con misure urgenti per assicurare la continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale

di Redazione Roma

Aggiungi Il Sole 24 Ore
ai preferiti su Google
 ANSA

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge in materia di costo dei carburanti. È prorogato fino al 5 settembre il taglio delle accise sul gasolio, come spiegano fonti di governo. Il costo della misura si aggirerebbe attorno ai 110 milioni di euro.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

In serata il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha emanato il decreto legge ed autorizzato la presentazione alle Camere del relativo disegno di legge di conversione: “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali”.

Loading...

Dopo la scadenza dello sconto sulle accise sul gasolio, il governo conta di far scattare nuove modalità di sostegni contro il caro carburante, “selettivi sulla base del reddito”. La strategia, anticipata ieri da fonti di Palazzo Chigi, è stata confermata durante il Cdm di oggi, come riferiscono diverse fonti. Le forme di queste misure verranno valutate in questi giorni.

Un nuovo meccanismo di acconto fiscale delle tasse sui dividendi anticipati, destinato ai grandi gruppi energetici, dovrebbe essere introdotto con il decreto legge carburanti approvato dal Consiglio dei ministri. In una bozza del provvedimento c’è infatti una misura rivolta alle società energetiche con ricavi nel 2025 oltre i 20 miliardi di euro. L’acconto, si legge nel testo della bozza, fa maturare alla società un equivalente credito di imposta. La misura, come spiegano fonti di governo, è stata definita in accordo con i gruppi coinvolti.

Il Consiglio dei ministri, inoltre, ha approvato la norma che mette al riparo l’ex Ilva dalla diffida del ministero dell’Ambiente sulla gestione dei rifiuti industriali e sull’uso delle discariche del siderurgico. Era scattato uno stop al riguardo. Le garanzie finanziarie che l’azienda ha prestato nei mesi scorsi e che la Provincia di Taranto, competente in materia ambientale, ha ritenuto inadeguate respingendole, adesso divengono adeguate perché valgono per un anno e non piu’ per un periodo maggiore come era invece inizialmente.

In sostanza, viene modificato l’articolo 14 del decreto legislativo del 13 gennaio 2003, n. 36 (Codice dei contratti pubblici) e dopo il comma 1, con un comma 1 bis, è inserita una nuova disposizione. E stabilisce che “per le società ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria che gestiscono almeno un impianto dichiarato di interesse strategico nazionale” - e l’ex Ilva rientra in questa fattispecie - “la garanzia finanziaria può essere prestata per una durata non inferiore a un anno, anche qualora il periodo autorizzato abbia durata superiore. La garanzia così prestata è considerata conforme ai requisiti di legge per il relativo periodo di efficacia, senza necessita’ di ulteriori previsioni contrattuali riferite ai periodi successivi”.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti