Carceri, oltre 64mila persone detenute su 46mila posti realmente disponibili
La fotografia scattata dal XXII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia, dal titolo “Tutto chiuso”. In otto istituti di detenzione il tasso di affollamento supera addirittura il 200%
di Andrea Carli
3' di lettura
I punti chiave
- Arretra il sistema delle misure alternative alla detenzione
- In otto carceri il tasso di affollamento supera il 200%
- I ricorsi per trattamenti inumani o degradanti subiti dalle persone detenute
- Crescono le pene più lunghe
- Il 45,9% dei detenuti è già stato in carcere da una a quattro volte
- Solo il 29,3% delle persone detenute lavora
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Carceri italiane sempre più affollate e chiuse. Secondo la fotografia scattata dal XXII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia, dal titolo “Tutto chiuso”, al 30 aprile 2026 nelle carceri italiane erano detenute 64.436 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 51.265 posti che si riducono a soli 46.318 posti realmente disponibili. Il tasso reale di sovraffollamento ha così raggiunto il 139,1%.
I risultati dell’indagine scaturiscono da 102 visite di monitoraggio svolte negli istituti penitenziari di tutta Italia dall’Osservatorio sulle condizioni di detenzione di Antigone.
Arretra il sistema delle misure alternative alla detenzione
Per la prima volta rallenta, e in alcuni casi arretra, il sistema delle misure alternative alla detenzione: dal carcere si esce sempre meno. Le prese in carico degli Uepe (Ufficio locale di esecuzione penale esterna) per l’affidamento in prova ai servizi sociali, la misura alternativa più diffusa, sono state nel 2025 24.627, in calo rispetto alle 26.151 del 2024. Lo stesso accade per la detenzione domiciliare, i cui nuovi casi sono passati da 14.247 nel 2024 a 13.519 nel 2025.
Mentre il carcere continua a riempirsi, denuncia Antigone, gli strumenti che potrebbero alleggerire la pressione sugli istituti e favorire percorsi più efficaci di reinserimento vengono utilizzati sempre meno. Alla fine del 2025, 24.348 persone detenute avevano un residuo pena inferiore ai tre anni e avrebbero potuto potenzialmente accedere a una misura alternativa. Tra queste, 7.790 persone avevano meno di un anno di pena residua da scontare.
Oggi oltre il 60% delle persone detenute trascorre quasi tutta la giornata chiusa in cella. Solo il 22,5% si trova in sezioni a sorveglianza dinamica.








