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Caro carburante, dopo Eni anche Ip fa scattare gli sconti. Ecco quanto si può risparmiare

Tra le due compagnie il ribasso arriva potenzialmente a raggiungere circa 8.500 punti vendita in Italia

di Redazione Roma

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Dopo la scelta di Eni anche Socar, azienda energetica dell’Azerbaijan, calmiererà i prezzi dei carburanti commercializzati sul mercato italiano dalla controllata Italiana Petroli (Ip). Il gruppo ha deciso di «rafforzare il proprio impegno nei confronti dell’Italia» con «l’obiettivo di fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete distribuzione carburanti». Il limite verrà applicato progressivamente, a partire dalla rete a marchio Ip garantendo un significativo supporto ai partner e ai retisti «con cui l’azienda ha costruito negli anni un rapporto di piena fiducia, trasparenza e collaborazione, che la distingue all’interno del panorama energetico nazionale».

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 Un segnale «importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti», ha commentato la premier Giorgia Meloni. «Desidero ringraziare per questo il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, per il segnale di attenzione che rafforza la nostra cooperazione, e il presidente di Socar, Rovshan Najaf». Il governo, assicura la presidente del Consiglio, «continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d’acquisto, soprattutto in questa fase internazionale così complessa».

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Sconto potenziale finora per circa 39% distributori

A quanto apprende AdnKronos, lo sconto sui carburanti può arrivare finora a un potenziale di circa 8.500 punti vendita in Italia: ai circa 4.000 Eni/Enilive si aggiungono 4.500 punti vendita Ip su circa 22mila, estendendo lo sconto progressivo a una rete complessiva pari a circa il 39% dei circa 22mila distributori italiani. Occhi puntati, stando a fonti ben informate consultate da AdnKronos, sul comportamento di altri grandi operatori, ad esempio Esso, che potrebbero aderire allo sconto.

Quanto si potrà risparmiare

Un risparmio medio da 9,35 euro su un pieno di gasolio e 8,45 euro su un pieno di benzina. È il beneficio del tetto ai prezzi dei carburanti deciso dall’Eni (un limite massimo di 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro al litro per la benzina), che da oggi potrà arrivare nelle tasche degli automobilisti che scelgono di rifornirsi presso i distributori del Cane a sei zampe. A fare i primi calcoli è l’Adusbef, sulla base dei listini medi dei carburanti comunicati dal Mimit. Sulla rete ordinaria l’iniziativa di Eni porterà un litro di benzina a costare 16,9 centesimi di euro in meno rispetto ai listini odierni, pari ad una minore spesa da 8,45 euro a pieno, spiega Adusbef. Per il gasolio il prezzo fisso di Eni consentirà un risparmio da 18,7 centesimi di euro al litro, pari ad una minore spesa da 9,35 euro a pieno. Calcolando la spesa di una famiglia con due auto, il risparmio potrebbe salire fino a 17,80 euro a settimana cioè circa 80 euro al mese, stima il Centro Studi di Unimpresa, che allarga i calcoli anche alle le piccole imprese che lavorano con furgoni e veicoli commerciali leggeri: per loro il risparmio va da 12 a 37 euro settimanali per mezzo al netto dell’Iva, cioè da 50 a 160 euro al mese; per una flotta di dieci furgoni il beneficio arriva a 245 euro settimanali e a oltre 3.300 euro fino a fine anno.

I risparmi saranno ovviamente più elevati in quelle zone d’Italia dove i prezzi medi dei listini alla pompa sono più alti rispetto alla media nazionale, osserva Adusbef: ad esempio a Bolzano, dove il gasolio costa oggi 2,428 euro al litro, il risparmio su un pieno di diesel sarà di quasi 12 euro (11,9 euro per la precisione), 10,5 euro su un pieno di benzina. Seguono la Valle d’Aosta, che vanta oggi un prezzo medio del diesel di 2,404 euro al litro e dove la minore spesa sarà in media di 10,7 euro a pieno; e il Friuli con -10,5 euro (2,4 euro/litro il prezzo medio del diesel). Per la benzina, invece, i risparmi maggiori, oltre a Bolzano, si avranno in Friuli Venezia Giulia e in Calabria, in media -9,6 euro a pieno. La situazione “resta comunque molto critica”, avverte l’Ufficio studi della Cgia di Mestre (Venezia), pur salutando “con soddisfazione” lo sconto dell’Eni. Rispetto al 27 febbraio scorso, giorno precedente allo scoppio della guerra tra Usa e Iran, osservano infatti gli artigiani veneti, “chi farà il pieno nei prossimi giorni presso i distributori Eni pagherà comunque il 19,2% in più per la benzina e il 27,3% in più per il diesel”.

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