L’intervista

Carra (Feltrinelli): «Il libro è priorità per il Paese. Apriremo in America Latina»

Alessandra Carra, ad del gruppo editoriale: «In arrivo la prima libreria a Montevideo, in Uruguay». E per i libri: «Non servono solo sussidi, ma un progetto che parta dalla scuola»

di Andrea Biondi

L’amministratrice delegata del Gruppo Feltrinelli, Alessandra Carra

4' di lettura

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«Non sono serena, sono preoccupata. Ma anche determinata. In un Paese che legge sempre meno, serve un progetto culturale strutturale, a partire dalla scuola».

Alessandra Carra, amministratrice delegata del Gruppo Feltrinelli dal 2022, parlando al Sole 24 Ore dopo la diffusione dei conti del 2024, non nasconde la soddisfazione per i risultati ottenuti, ma nemmeno l’urgenza di un cambiamento profondo nel modo in cui l’Italia considera la lettura.

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L’inversione positiva dei conti

Dopo anni difficili, intanto, Feltrinelli volta pagina e torna a scrivere un bilancio in positivo in questo secondo anno del piano industriale 2023-27 che sarà peraltro rivisto entro fine anno. L’ultimo era stato quello relativo al 2016. Il 2024 però si chiude ora con un risultato netto di +3,4 milioni (dopo la perdita di 1,3 milioni del 2023). I ricavi sono saliti del 3,9% a 530,8 milioni, con Ebitda di 25,9 milioni (+3,2%) e utile operativo che balza a 4,6 milioni (+119,05%). Risultati frutto di un’azione orchestrata su tre piani: Polo Contenuti (editoria), Polo Canali (librerie), formazione.

Le aree di business

Il Polo Contenuti — che comprende Giangiacomo Feltrinelli Editore, Gribaudo, Crocetti, Apogeo, la rilanciata SEM, Marsilio, Gramma (dal 2023) e, in Spagna, Anagrama — ha generato ricavi per 90,3 milioni (+8,2%). Anche la quota di mercato è cresciuta, passando dal 6,8% al 7,2%.

Il Polo Canali (librerie) rappresenta la parte preponderante del fatturato: l’81,5% e chiude il 2024 con ricavi per 432,3 milioni (+3,1%), in controtendenza rispetto al mercato.Nel 2024 il retail Feltrinelli (che vale il 18,8% del mercato) ha venduto 24 milioni di libri, di cui tre quarti nelle 121 librerie fisiche distribuite su tutto il territorio nazionale e il resto attraverso la parte online con Ibs, Libraccio e vendita diretta su feltrinelli.it.

Infine, il Polo Formazione registra ricavi per 8,1 milioni (+1,5%), con lo sviluppo congiunto di Feltrinelli Education e Scuola Holden.

«Abbiamo registrato una crescita del 5% nelle vendite di libri nelle librerie fisiche, se consideriamo i dati like-for-like, cioè escludendo la componente food delle Red», precisa Carra. Oltre ai numeri, ci sono poi sei premi letterari vinti nel corso dell’anno, tra cui il Campiello e il Bancarella, entrambi ottenuti da autrici: il primo a Federica Manzon per “Alma” e il secondo a Aurora Tamigio per “Il Cognome delle donne”.

Ma Carra guarda oltre le cifre: «Ci preoccupa il fatto che l’Italia non riesca a sviluppare un mercato del libro più ampio. In un Paese con una profondità culturale come il nostro, è inaccettabile che la lettura non sia una priorità nazionale. Non servono solo sussidi, servono investimenti strutturali. La lettura si insegna. E si può anche disimparare».

Nuove aperture

Feltrinelli, dal canto suo, continua ad aprire librerie. «Nel 2024 ne abbiamo aperte quattro; quest’anno altre cinque. Non solo nei grandi centri, ma soprattutto al Sud e nei piccoli comuni, dove la presenza del libro è più fragile. Nei prossimi mesi avremo un’altra apertura in una zona centrale di Milano».

In questo quadro c’è una novità assoluta: «A ottobre apriremo a Montevideo, in Uruguay, la nostra prima libreria a marchio Feltrinelli fuori dall’Italia. Sarà nel cuore della città, 650 metri quadri. Un presidio culturale ma anche un simbolo: il nostro sguardo è sempre più rivolto al Sud America». Perché Montevideo? «C’è una forte tradizione italiana, un ambiente culturale vivace, un istituto italiano attivo. E poi una grande voglia di libri. Vogliamo portare la nostra identità editoriale e culturale anche lì».

Focus sul Latam

Carra non si sbilancia, ma l’Uruguay promette di essere il primo passo di un’espansione più ampia nell’area latinoamericana, mentre in Spagna, dove Feltrinelli ha già una solida presenza editoriale con la storica casa editrice Anagrama, aprirà a luglio una nuova libreria a Barcellona, attraverso la catena La Central. E del resto che qualcosa potesse iniziare a muoversi in quell’area linguistica e intuibile già dallo scorso anno con la creazione della holding Feltrinelli S.L in cui sono state inserite le attività spagnole. Internazionalizzazione potrebbe voler dire M&A, non escluso neanche nelle attività più “innovative”: l’area degli audiolibri e dei podcast. «Non posso ancora annunciare nulla, ma l’interesse è concreto. Pensare di essere solo editori di carta oggi è miope. Le storie vanno raccontate su tutti i canali».

Verso l’accordo sindacale

Anche in Italia l’attenzione alle acquisizioni è viva, in quello che è il 70esimo anno di attività. Una ricorrenza segnata anche da tensioni sindacali: lo scorso 17 marzo uno sciopero ha accompagnato le trattative per il rinnovo dell’integrativo aziendale. «Stiamo discutendo. Fa parte della normale dialettica sindacale. Comunque siamo vicino a trovare un accordo». Entro l’estate? «Ragionevole».

«Su Adelphi? Conviveremo con Mondadori»

Quanto alle acquisizioni: «Valutiamo progetti in linea con i nostri valori e con il nostro modo di fare editoria. Non acquistiamo per comprare, ma per creare valore. L’ingresso in Adelphi, per esempio, è stato naturale, frutto di una lunga vicinanza culturale tra le nostre realtà». Lì, però, è entrata anche Mondadori, con un’opzione su un ulteriore 10% da esercitare entro il 2027. Una mossa che ha fatto parlare di una possibile “guerra” per Adelphi. «Nessuna guerra. Quando Mondadori entrerà conviveremo serenamente, con l’obiettivo comune di rafforzare Adelphi».

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