Residenziale

Case di lusso, Milano sfida Londra trainata da fiscalità e domanda estera

La città lombarda al centro dell’interesse internazionale: per la fascia di maggior pregio valori cresciuti del 50% in cinque anni. Nella City prezzi giù di oltre un quinto dal 2015 a causa delle imposte

di Rossella Savojardo

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Il mercato residenziale di lusso di Milano prova ad avvicinarsi a quello dello storico hub globale di Londra. E se nel capoluogo lombardo i prezzi sono in ascesa, nella City i valori hanno registrato un calo annuo superiore al 4 per cento. Una recente analisi del Financial Times ha messo in luce come il mercato residenziale “tradizionale” di Milano sia già diventato meno accessibile di quello di Londra se si guarda al rapporto tra valori immobiliari e redditi.

Nel mercato del lusso, il capoluogo meneghino resta ancora un po’ indietro rispetto ai livelli della capitale inglese: i prezzi delle case di fascia alta (stime Engel & Völkers) hanno raggiunto un range tra 10 e 23 mila euro al metro quadrato (contro i circa 20-30 mila del centro di Londra ), ma con picchi superiori ai 27 mila al mq che la allineano ai livelli delle altre metropoli concorrenti. È in termini di attrattività che Milano batte già Londra: la capitale britannica sta attraversando una fase di critico calo mentre il capoluogo lombardo beneficia di un elevato interesse internazionale, incentivato da un contesto fiscale più competitivo.

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Città a confronto: i dati

Dati alla mano, in cinque anni i prezzi massimi richiesti a Milano nel segmento lusso sono passati da quasi 18 mila al mq nel 2020 a sfiorare quota 28 mila nel 2025 (+54%), stando all’ultimo Osservatorio sulle Residenze Esclusive di Tirelli & Partners. Secondo Anna Ward, senior analyst di Knight Frank, «Milano sta superando Londra come mercato immobiliare residenziale prime. Questo cambiamento avviene mentre la popolazione benestante italiana è cresciuta più rapidamente rispetto a quella del Regno Unito, sostenendo la domanda nel residenziale di fascia alta».

A spingere l’attrattività del mercato meneghino è in primis il regime di agevolazione fiscale legato alla flat tax - nonostante l’imposta forfettaria sui redditi prodotti all’estero sia aumentata a 300 mila euro annui rimane estremamente conveniente per alcune fasce di reddito - insieme alle quotazioni immobiliari del segmento luxury ancora competitive e l’alta qualità della vita e delle location prime.

Al contrario, il mercato del lusso londinese risente delle politiche fiscali introdotte negli ultimi anni, orientate ad aumentare la pressione tributaria soprattutto sui redditi più elevati. I valori del mercato nel centro città - nel Prime Central London, la zona più internazionale e di pregio della capitale britannica - sono diminuiti del 4,8% nel 2025 secondo i dati di Savills e Knight Frank. Gli immobili di valore più elevato (oltre 10 milioni di sterline) hanno registrato cali più marcati, superiori al 6% annuo, rispetto alle diminuzioni delle fasce da 2-5 milioni e 5-10 milioni di sterline scese del 3-4%.

La City penalizzata dal fisco

«I prezzi nel centro di Londra di fascia prime sono diminuiti di oltre un quinto nell’ultimo decennio per una serie di ragioni - evidenzia Tom Bill, responsabile dell’area ricerca sul mercato residenziale del Regno Unito di Knight Frank -. La causa principale è l’aumento delle imposte di registro (stamp duty), ancora più elevate per le seconde case e per gli acquirenti stranieri. Anche la fine del regime fiscale non-dom e l’assenza di un’alternativa credibile rappresentano un altro fattore, così come le preoccupazioni su ciò che questo governo potrebbe fare in futuro».

Secondo Bill, nonostante il sovrapprezzo sull’imposta comunale (council tax) per gli immobili di alto valore sia stato fissato a un livello inferiore rispetto ai timori iniziali, visto il limitato margine di manovra finanziaria del Cancelliere dello Scacchiere, «permane incertezza sulle future misure di tassazione della ricchezza e degli immobili, il che continua a frenare la domanda».

Le previsioni e il boom di inglesi

Una parte degli arrivi nel capoluogo meneghino riguarda la migrazione dei grandi patrimoni prima approdati nel Regno Unito e ora in movimento anche verso l’Italia. Stando ai dati elaborati da Lionard Luxury Real Estate per il Sole 24 Ore, inoltre, della crescita complessiva (+42%) della domanda registrata dal network dal 2023 al 2025 per il mercato italiano, il dato più significativo riguarda l’asse Milano-Regno Unito: gli acquirenti britannici interessati alla città sono cresciuti del 260% nel biennio di riferimento. Un segno evidente del cambio di posizionamento della città nel radar della clientela Uk, che guarda al capoluogo come mercato internazionale, patrimoniale e lifestyle-driven. Nell’ultimo anno a pesare di più è stata invece la clientela francese (+11%), tra le più dinamiche del segmento di alta gamma.

Milano è ora alla ricerca di un nuovo equilibrio. Dopo il boom della domanda internazionale del 2023-2024, la città continuerà a crescere a ritmi più moderati ma su livelli che le permetteranno comunque di performare meglio di Londra. I prezzi degli immobili residenziali prime sono cresciuti solo dello 0,4% nel 2025 nella città lombarda, ma Knight Frank prevede che aumenteranno del 2% nel corso del 2026, mentre nel centro di Londra scenderanno del 2%.

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