Case vuote, nei Nebrodi il mattone diventa rigenerazione urbana
In provincia di Messina da Caronia a San Marco d’Alunzio fino a San Piero Patti: l’euro resta un richiamo, ma la vera sfida è trasformare immobili abbandonati in turismo, lavoro e nuove presenze
di Nino Amadore
4' di lettura
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Non chiamatele case a un euro. Quel momento è passato da un pezzo. Oggi la strategia è diversa e racconta di piccoli paesi che usano il mercato immobiliare come leva di rigenerazione urbana. Certo, ci sono ancora bandi, avvisi pubblici e obblighi di ristrutturazione. Ma il modello si è evoluto e basta fare un giro in provincia di Messina per rendersene conto. Il viaggio comincia da lì. E in particolare da Caronia.
Il progetto Life Again to Caronia
A Caronia l’idea non è quella classica del Comune che mette in fila immobili da cedere al prezzo simbolico. Il progetto si chiama “Life Again to Caronia” e nasce dall’iniziativa di Carlos Vinci, promotore turistico con una lunga esperienza nel settore. Il modello è diverso: case private, proprietari da coinvolgere, immobili da censire, acquirenti da intercettare, social network e newsletter usati come vetrina immobiliare e territoriale.
I numeri pubblicamente disponibili raccontano una prima soglia di 17 case vendute in pochi mesi; i canali del progetto parlano poi di una ventina di case antiche tornate a vivere. Acquirenti arrivati non solo dalla Sicilia, ma anche dal Belgio, dalle Marche, dal Veneto e da altre aree italiane ed europee. Non un bando, dunque, ma una rete informale diventata operazione di promozione.
«Sono il promotore dell’idea — racconta Vinci — ma a Caronia ho trovato subito la collaborazione degli studi tecnici, punto di riferimento per ogni proprietario: lo Studio tecnico Paolo Grimaldi, lo Studio tecnico Rosario Cuffari e l’agenzia immobiliare di Paolo Mancuso, a Roma. Io sono stato il primo ad acquistare; Paolo ha comprato subito dopo di me e ha deciso di collaborare con la sua agenzia. Ho utilizzato i miei contatti maturati in decenni di lavoro nel turismo, inviando newsletter e facendo promozione sui social. Importante anche il ruolo del sindaco Giuseppe Cuffari, un giovane promettente che dà spazio a questi progetti».
Il mattone, qui, non è l’oggetto finale. È l’innesco: riaprire case, far lavorare tecnici e artigiani, trasformare una seconda abitazione in presidio di vita.







