Giustizia

Cause civili, con l’ufficio per il processo non è aumentata l’efficienza

Nonostante gli investimenti del Pnrr, nell’ultimo anno si è registrato un aumento delle pendenze

di Marco Fabri*

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La relazione sull’amministrazione della giustizia per il 2025 presentata dal ministro Carlo Nordio contiene informazioni che stimolano varie riflessioni sullo stato del nostro sistema giudiziario. I dati sui procedimenti civili sono interessanti anche perché non riguardano solo i procedimenti contenziosi, utilizzati per le valutazioni del Pnrr, ma presentano un quadro globale.

I dati principali

In area civile, da ottobre 2024 a settembre 2025, vi è stato un leggero decremento delle iscrizioni, mentre il numero delle definizioni è rimasto invariato. A fronte di una diminuzione delle pendenze in Cassazione e nelle corti d’appello, nell’ultimo anno si è registrato un aumento significativo dei procedimenti pendenti sia negli uffici del giudice di pace sia nei tribunali. Quest’ultimo probabilmente dovuto all’incremento delle iscrizioni dei procedimenti di protezione internazionale (+18%) ai quali ha fatto seguito un aumento delle definizioni del “solo” 2,9 per cento.

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Gli uffici del giudice di pace in meno di tre anni hanno incrementato le loro pendenze del 23,7%: un’emergenza, dovuta prevalentemente all’aumento delle competenze e alla cronica mancanza di personale.

Complessivamente, l’evoluzione dei procedimenti civili pendenti, monitorata dal 2003 al terzo trimestre 2025, mostra un aumento delle pendenze fino al 2009, quindi un più o meno progressivo calo negli anni a seguire fino al 2024, quando si assiste a una risalita, dovuta prevalentemente agli uffici del giudice di pace e alla stagnazione dei tribunali.

Il disposition time, cioè la durata prognostica, è in costante diminuzione dal 2022 sia in Cassazione sia in appello, ma in costante aumento nei tribunali e negli uffici del giudice di pace.

Una nota positiva riguarda l’arretrato ultra-biennale in appello, che passa dai quasi 200mila procedimenti nel 2013 ai circa 50mila del 2025, e quello ultra-triennale dei tribunali, che passa dal dato monstre di circa 650mila cause nel 2013, a circa 200mila. Sempre troppe, però.

L’ufficio per il processo

La relazione recita che «l’ufficio per il processo (...) ha avuto un ruolo fondamentale nel ridurre gli arretrati e la durata dei procedimenti».

I dati dicono in realtà che il costoso ufficio per il processo non sembra aver avuto alcun impatto sulla produttività dei giudici. Anzi, è realistico pensare che al rush finale fino a giugno 2026 per tentare di raggiungere gli obiettivi fissati dal Pnrr seguirà un fisiologico rilassamento. I già deludenti risultati ottenuti finora peggioreranno ulteriormente in mancanza di seri interventi strutturali e organizzativi come, ad esempio, una razionale ed equilibrata distribuzione del personale sul territorio, procedure omogenee ed efficienti, una gestione degli uffici meno burocratica e molto più orientata a rispondere in tempi ragionevoli alla domanda di giustizia.

*L’autore è dirigente di ricerca Cnr

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