Cedacri, 500 mln di fatturato: «Modello di condivisione da esportare»
La società, parte del gruppo Ion, guarda ora a Francia e Germania. Peyrano: «In Europa tante opportunità»
di Raffaella Calandra
3' di lettura
I punti chiave
- 50 anni di Cedacri
- AI
- I numeri Cedacri
- Dopo l’acquisizione da parte di Ion
- Nuove opportunità in Europa
- Lo spopolamento delle aree interne
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IIn principio furono cinque banche emiliane e un’idea: condividere tecnologie, competenze e rischi. Cinquant’anni dopo, Cedacri gestisce il 18% delle transazioni giornaliere italiane con 150 miliardi di finanziamenti, arriva in 2.500 filiali e dopo l’ingresso in Ion mira ad espandersi in Europa. Guardando innanzitutto a Francia e Germania, oltre a Spagna e Grecia dove il gruppo è già presente.
50 anni di Cedacri
«Il nostro modello è esportabile ovunque esistano banche comunitarie e sistemi frammentati. Abbiamo in animo di consolidare la leadership in Italia, per poi proiettarci in Europa: riteniamo ci siano grandi opportunità, perché ci sono tante banche regionali con lo stesso tipo di necessità di quelle italiane e le stesse sfide». Luca Peyrano, executive chairman di Cedacri, sintetizza in uno slogan la parola d’ordine della società diventata uno dei principali player tecnologici del sistema bancario: «Piccoli dove conta, grandi dove serve». Coniugare cioè il valore relazionale, punto di forza degli istituti locali, con infrastrutture tecnologiche necessarie per una gestione più efficiente.
AI
Un modello che in tempi di intelligenza artificiale significa «l’asset strategico di dati aggregati e investimenti più sostenibili con un’infrastruttura condivisa per avere, ad esempio, modelli predittivi nel credito e segmentazione della clientela. Un consorzio di banche genera un dataset più ampio di qualsiasi singolo istituto».
I numeri Cedacri
La dimensione locale e l’intuizione originaria resta attuale anche ora che, dopo cinquant’anni, Cedacri conta 1800 dipendenti, 500 milioni di fatturato nel 2025 e come sistema di banche servite contribuisce con 50 miliardi di valore aggiunto per il Paese. La vocazione all’innovazione è diventata ancor più forte dopo l’acquisizione, nel marzo 2021, da parte di Ion Investment group di Andrea Pignataro, leader nello sviluppo di software, dati e analytics per il settore finanziario: sei mesi dopo avrebbe rilevato anche Cerved, specializzata in data intelligence e a seguire Prelios, piattaforma leader nell’alternative asset management e nel credit servicing.
Dopo l’acquisizione da parte di Ion
Per Cedacri l’integrazione in Ion si è tradotta anche «nel miglioramento della performance operativa: gli interventi sui modelli tecnologici e organizzativi – fanno sapere - hanno determinato una riduzione fino all’80% degli incidenti complessivi». Cento milioni investiti in innovazione in tre anni e il lancio della Digital Banking Platform, «un’evoluzione verso modelli di banca digitale basata su piattaforme più flessibili, modulari, con servizi digitali orientati al cliente: a fine 2025 – ricorda Peyrano – 15 nuovi prodotti sono stati sviluppati e altri saranno lanciati nei prossimi mesi».







