L’indagine

Censis: il 41,7% dei diplomati vuole studiare e lavorare

Solo il 26,2% prevede di dedicarsi esclusivamente allo studio.

 (Ansa)

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Conciliare studio e lavoro, nelle aspirazioni. La conclusione della scuola secondaria di secondo grado rappresenta per tutti uno dei momenti di transizione più significativi. L’aspirazione più diffusa dopo il conseguimento del diploma è quella di conciliare la prosecuzione degli studi con un’attività lavorativa. Il 41,7% degli studenti, infatti, vorrebbe contemporaneamente studiare e lavorare, solo il 26,2% prevede di dedicarsi esclusivamente allo studio.

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L’indagine

È quanto emerge dall’indagine realizzata dal Censis su oltre 8.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado nell’ambito del progetto “La scuola vista dai giovani”, che fa parte dell’Osservatorio Iride. Sono in misura nettamente inferiore quanti vorrebbero entrare nel mondo del lavoro (il 16,0%), e una quota analoga (il 16,1%) non ha ancora le idee chiare o punta a rimandare la scelta prendendosi un anno sabbatico.

Il lavoro che si cerca

I liceali sono quelli maggiormente proiettati verso il proseguimento degli studi, in maniera esclusiva (37,2%), e a conciliare studio e lavoro (48,5%). Dichiara di voler cercare un’occupazione il 41,3% degli studenti degli istituti professionali e il 26,7% degli studenti degli istituti tecnici. Tra gli studenti che prevedono di cercare lavoro dopo il diploma, oltre la metà (51,5%) dichiara di voler trovare un’occupazione che valorizzi i propri talenti e le proprie aspirazioni.

Continuare a studiare senza lavorare, nella realtà. La condizione occupazionale dei diplomati nel 2024 rivela che, a un anno di distanza dal conseguimento del diploma, solo una piccola parte, pari al 7,7%, ha scelto di studiare e lavorare contemporaneamente, mentre è il 47,5% ad aver scelto esclusivamente di studiare. Valore che sale al 66,8% tra i diplomati liceali. Hanno continuato a studiare in via esclusiva anche il 32,3% dei diplomati tecnici e il 13,7% di quelli che hanno conseguito la maturità professionale. D’altra parte, per i diplomati degli istituti tecnici e professionali l’ingresso nel mercato del lavoro non rappresenta sempre un approdo facile e immediato: a distanza di un anno, il 40,3% dei diplomati tecnici e ben il 55,4% di quelli dei professionali sono in gran parte disoccupati o inoccupati.

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