Che cosa è 24Ore NextMed? Proiezione, diplomazia e strategie
Nasce una piattaforma per i temi della formazione, sicurezza e potere economico. Carta, Tv, digital, Podcast, attività multimediali. E la novità di un osservatorio permanente per far accadere le cose
3' di lettura
I punti chiave
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In un contesto globale segnato dalla frammentazione degli equilibri strategici, dalle guerre regionali e dalla crescente competizione tecnologica e demografica, il progetto Il Sole 24 Ore Next Med rappresenta non solo un’innovazione editoriale, ma anche un dispositivo di proiezione d’influenza economica, comunicativa e “diplomatica” nel quadrante allargato del Mediterraneo.
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24 Ore Next Med si configura come un’iniziativa capace di posizionare l’informazione dove lo richiedono i gangli decisionali. Attraverso un format multicanale il progetto punta al dialogo euro-mediterraneo rispondendo alle sfide della formazione e dello sviluppo economico. Formazione, cultura, sicurezza e potere economico sono, infatti, gli asset fondamentali per il futuro dell’Italia, dell’Unione europea e di tutte le nazioni che si affacciano o hanno influenza sul mare Nostrum.
I contenuti
La formazione è uno dei principali perni per lo sviluppo delle relazioni tra i Paesi del Mediterraneo. Necessita di un flusso di informazioni in grado di creare attorno al tema un’economia di scala. E soprattutto merita la creazione di un quadro di insieme che sostenga una visione strategica. Per coinvolgere molte più aziende, unire sforzi e investimenti, proiettando una speranza di luce nell’inverno demografico europeo. I blocchi geopolitici sono in costante movimento. Le opportunità di sviluppo, di interazione industriale e sociale attorno al Mediterraneo meritano, dunque, un’attenzione costante e una sollecitazione mirata. Costruire filiere significa rilanciare un’area che va dall’Europa continentale fino al Sahel e al Medioriente. Gli asset necessitano di sicurezza. E la sicurezza delle reti, dei dati, dei bacini portuali, dei fondali, la sicurezza alimentare si dipanano con la complessa matassa delle nuove tecnologie. Ci occuperemo dell’area geografica che tocca il Mediterraneo, ma anche delle sue estensioni: Balcani, Turchia, Paesi del Golfo fino a monitorare la progressione del corridoio Imec che porta le acque del Mare Nostrum fino all’India.
Il palinsesto
Su queste premesse il progetto si dipana lungo tutte le piattaforme del gruppo: Tv, carta, digital, infografiche, radio e infine un verticale sull’agenzia stampa Radiocor. Un affaccio periodico sul quotidiano dialoga con una sezione sul sito che quotidianamente consente, oltre all’italiano e all’inglese, pubblicazioni in lingua araba.
Nasce un format tv (a cadenza settimanale) ideato per il 246 del digitale terrestre, ma con contenuti accessibili anche in versione digital. Confini, dove il mondo cambia, racconta attraverso puntate da 24 minuti i luoghi dove sistemi diversi si incontrano e generano tensioni geopolitiche, economiche e sociali. Dalle migrazioni nel Mediterraneo alle rotte strategiche, la serie esplora le dinamiche secondo le quali infrastrutture, demografia e sicurezza ridefiniscono il potere globale. Le crisi alimentari e le nuove competizioni energetiche mostrano come le risorse influenzino stabilità politica e prezzi per cittadini e imprese. Allo stesso tempo, innovazioni tecnologiche e biomediche ridefiniscono il rapporto tra libertà, salute e potere. Sahel, Mediterraneo, nuove rivalità globali: i confini diventano il punto in cui si decide il futuro delle società.

