Regno Unito

Chi è Streeting, il nuovo Guido Fawkes del Parlamento inglese

Il ministro della Salute è il capofila dei “ribelli” che ha apertamente sfidato il primo Ministro Starmer, nel giorno del Discorso del Re a Westminster

di Simone Filippetti

epa12952231 Il ministro britannico della Salute e dell'Assistenza sociale, Wes Streeting, lascia il numero 10 di Downing Street dopo un incontro con il primo ministro britannico a Londra, Gran Bretagna, il 13 maggio 2026.  EPA/NEIL HALL EPA

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Tradizione vuole, fin dai tempi del Re Carlo II e della Glorious Revolution in Inghilterra, che ogni nuova sessione del Parlamento venga aperta da un discorso del Re: è l’unica volta, dopo la Guerra civile del 1600, in cui al sovrano viene concesso di entrare a Westminster (mentre un deputato viene simbolicamente tenuto “prigioniero” a Buckingham Palace come riscatto).

Oggi, nell’aula del parlamento inglese, è previsto un discorso di Re Carlo III, ma la vera notizia è che il ministro della Salute, Wes Streeting, si è lanciato in uno scontro con il primo ministro, Sir Keir Starmer, proprio nel giorno del “Discorso del Re”.

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Un incontro inusuale

Streeting si è presentato a Downing Street questa mattina per sfidare apertamente Starmer e sfiduciarlo. L’irrituale incontro, prima del discorso del Re, che solitamente legge un testo scritto dal primo Ministro medesimo, suona come una sorta di avviso di sfratto: il segnale politico è che Starmer è ormai uno zombie.

Il ruolo di ariete è stato appunto affidato a Streeting, a capo dei deputati laburisti ribelli, che ritengono Starmer il responsabile della disfatta elettorale della settimana scorsa dove ReformUk di Nigel Farage è stato incoronato primo partito del paese mentre il partito di Governo ha perso 800 seggi, la disfatta più pesante di sempre per la sinistra inglese in un’elezione locale.

Chi è l’ariete dei Laburisti

Il nome di Streeting nel ruolo del possibile Bruto non è casuale: la sua biografia ne fa il pretoriano perfetto per sferrare il colpo (mortale?) contro l’inviso imperatore. Nominato Health Secretary nel luglio 2024, Streeting non ha ereditato solo un ministero, ma quello che molti definiscono “il malato d’Inghilterra”: il National Health Service (NHS), la sanità pubblica britannica. Ma in quel mondo, è a suo agio: lui è un figlio della working class, la classe operaia.

E’ nato a Stepney, quartiere della Londra povera, nel 1983, in piena epoca di Margareth Thatcher, ed è cresciuto in un council estate (le case popolari) da due genitori adolescenti.

E’ riuscito a entrare in un college di Cambridge, dove ha iniziato a farsi un nome nella politica studentesca come presidente della National Union of Students (NUS). È qui che ha affinato lo stile che lo contraddistingue ancora oggi: comunicatore brillante, combattivo e decisamente orientato verso l’ala riformista e moderata del Labour.

L’ascesa politica e la lotta personale

Eletto in Parlamento nel 2015, nelle elezioni vinte malamente dal conservatore David Cameron, Streeting è stato uno dei più aperti critici di Jeremy Corbyn, allora segretario dei Laburisti, posizionandosi saldamente nell’area di Tony Blair.

La sua determinazione è stata messa alla prova non solo dalla politica, ma anche dalla vita privata: nel 2021 gli è stato diagnosticato un tumore al rene. Questa esperienza, conclusasi positivamente con un intervento chirurgico, ha trasformato la sua missione politica in una questione profondamente personale, dandogli una credibilità unica nel parlare delle inefficienze e delle eccellenze del sistema sanitario.

Pugno di ferro nella Sanità

Streeting è entrato nel Governo con un messaggio brutale: “La NHS non funziona”. A differenza di molti predecessori, non ha promesso solo fondi, ma ha invocato riforme strutturali radicali: ha adottato una linea ferma nelle negoziazioni con i medici in sciopero, bilanciando l’empatia per le condizioni di lavoro con il rigore dei conti pubblici.

«Siamo il partito che ha creato l’NHS (fondata dal primo ministro laburista Clement Attlee), e saremo il partito che lo salverà»

Più che all’antica Roma, però, l’aspirante Cesaricida assomiglia a Guy Fawkes, l’insurrezionalista cattolico (che si fece italianizzare il nome in Guido) che nel ’700 si mise alla testa di un gruppo di complottisti per far saltare in aria il Parlamento.

Non ci riuscirono. Chissà se al “proletario” Streeting andrà meglio.

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