Cinque cammini, una destinazione: l’Italia da scoprire a passo lento
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C’è un’Italia che si rivela soltanto a chi la percorre lentamente. La si incontra nel silenzio di un’abbazia raggiunta a piedi, nel ritmo del passo che attraversa le valli appenniniche, nei piccoli borghi del Lazio dove ci si ferma alla sera. Sono i cinque grandi cammini storici e religiosi che attraversano il Paese e convergono tutti su Roma, dopo aver attraversato il Lazio. Patrimonio di rilievo europeo, oggi al centro di un’azione integrata di valorizzazione, restituiscono un’idea di viaggio fatta di lentezza, ascolto e attraversamento.
Via Francigena. Il cammino italiano più riconosciuto a livello internazionale, certificato Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa nel 1994. Si fonda sul diario dell’arcivescovo Sigerico di Canterbury, che nel 990 d.C. annotò le 79 tappe del proprio ritorno da Roma in un manoscritto oggi conservato alla British Library. Il tratto italiano misura circa 1.000 chilometri in 45 tappe, dal Passo del Gran San Bernardo a Roma. Nel Lazio attraversa la Tuscia viterbese: Bolsena — dove nel 1263 si verificò il miracolo eucaristico che ispirò la festa del Corpus Domini — Montefiascone con la sua Rocca dei Papi, Viterbo (antica sede pontificia), Vetralla, Sutri con il suo anfiteatro romano scavato nel tufo, Campagnano e La Storta, fino alla Basilica di San Pietro. La gestione è affidata all’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF).
Via di Francesco. Unisce i luoghi più significativi della vita di Francesco d’Assisi (1182-1226). Si articola in due direttrici: la Via del Nord, di circa 190 chilometri dal Santuario della Verna ad Assisi; e la Via del Sud, di circa 300 chilometri in 13 tappe da Roma ad Assisi attraverso la campagna sabina e la Valle Santa Reatina, cuore della spiritualità francescana. In un raggio di pochi chilometri si trovano i quattro santuari che custodiscono la memoria dei momenti più importanti della vita del Santo: Greccio, dove nel 1223 Francesco realizzò il primo presepe della storia; Fonte Colombo, dove dettò la Regola dell’Ordine; La Foresta, luogo del miracolo dell’uva; Poggio Bustone, dove ricevette la rivelazione del perdono dei peccati. Le stimmate furono ricevute a La Verna nel 1224. Al termine, presso la Basilica di San Francesco di Assisi, viene rilasciato il Testimonium.
Cammino di San Benedetto. Unisce i tre luoghi fondamentali della vita del fondatore del monachesimo occidentale: Norcia, sua città natale (intorno al 480 d.C.); Subiaco e Montecassino, entrambe in Lazio. Il percorso si sviluppa per circa 300 chilometri in 16 tappe tra Umbria e Lazio, attraverso i Monti Sibillini, Reatini, Simbruini, Lucretili ed Ernici. A Subiaco, il Sacro Speco custodisce la grotta in cui Benedetto visse oltre trent’anni in eremitaggio, e l’Abbazia di Santa Scolastica accolse nel 1465 la prima stamperia attiva in Italia. A Montecassino, intorno al 529, fondò l’abbazia che è ancora oggi cuore dell’Ordine benedettino. Benedetto da Norcia è patrono d’Europa dal 1964, per proclamazione di Paolo VI con la lettera apostolica Pacis nuntius.
Romea Strata. Il cammino più recente certificato Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa, con riconoscimento conferito il 17 giugno 2025. Ricostruisce la rete di vie che dall’Europa centro-orientale e baltica conducevano i pellegrini a Roma: oltre 4.700 chilometri attraverso sette paesi, con 245 tappe e oltre cinquanta siti UNESCO. Il tratto italiano principale si sviluppa per circa 1.000 chilometri in 47 tappe e nel Lazio tocca anche Bolsena, Montefiascone, Viterbo e San Martino al Cimino, per giungere a Roma a coronamento del viaggio. Dal 2024 il tratto finale non si ricongiunge più alla Via Francigena: un meticoloso lavoro di rimappatura portato avanti da una rete di volontari ha ridefinito il cammino, conferendogli un’identità di percorso distinta e un ingresso a Roma inedito.
Via Romea Germanica. Certificata Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa nel 2020. Ricostruisce il viaggio descritto dall’abate Alberto di Stade negli Annales Stadenses del 1236, un testo strutturato come dialogo tra due frati che discutono il miglior cammino verso Roma e che è diventato uno dei resoconti di viaggio medievali più precisi che si conservino. Il tratto italiano misura circa 1.050 chilometri dal Brennero a Roma. Nel Lazio si raccorda alla Via Francigena a Montefiascone, e da quel punto i due cammini diventano una cosa sola: insieme attraversano Bolsena, Viterbo — con la Macchina di Santa Rosa, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità — Vetralla, Sutri e il Parco Regionale di Veio, fino a La Storta. Una variante nel Lazio settentrionale tocca anche Civita di Bagnoregio, la celebre “città che muore” sospesa su uno sperone di tufo nel cuore della Tuscia.
Cinque vie, una direzione: il Lazio e Roma, l’Italia da scoprire a piedi.
• Progetto finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU «Antichi Cammini d’Italia», PNRR – Missione M1C3 Investimento 4.3 Intervento 274 - soggetto attuatore MINISTERO DEL TURISMO, soggetto esecutore ENIT S.p.A.







